di Eva Signorile

Ulivi secolari a rischio: la Regione vuole modificare la legge che li tutela
BARI – Alcuni hanno storie millenarie, altri hanno forme che sembrano scolpite da un artista geniale e folle. Stiamo parlando degli ulivi secolari che punteggiano la Puglia, vero “marchio di fabbrica” del nostro territorio, che ora però rischiano seriamente di subire un danno irreversibile.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il 4 giugno 2007 il Consiglio Regionale ha votato all’unanimità la legge n. 14, istituita per tutelare il patrimonio arboreo degli ulivi “monumentali”, ma una proposta bipartisan di modifica a questa legge, a firma dei consiglieri Donato Pentassuglia (PD) e Pietro Iurlaro (PDL), sarà presentata prossimamente in Consiglio regionale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La modifica consentirebbe la deroga ai divieti di danneggiamento, abbattimento, espianto e commercio degli ulivi monumentali, previsti dall’articolo 10 della L.R. 14/2007, così da permettere la realizzazione di tutti i progetti edilizi approvati in epoca antecedente al mese di giugno del 2007.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Dall’assessorato all’Ambiente ci spiegano che la modifica si rende necessaria per poter tutelare i diritti di chi possiede dei terreni edificabili, che a causa della legge del 2007 non possono essere utilizzati in tal senso. Questi proprietari tra l’altro pagano un’Imu maggiore rispetto a chi detiene dei semplici terreni agricoli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli ambientalisti chiaramente sono sul piede di guerra. «Ci opponiamo fermamente a qualunque proposta di legge che consentisse l’espianto di ulivi monumentali, anche perché nel nostro Paese le deroghe diventano troppo spesso il lasciapassare per successivi eccessi», afferma deciso Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. Dalla sua parte ci sono anche, tra gli altri, Arpa Puglia, Wwf, Italia Nostra e Touring Club.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La proposta ha però già avuto il benestare della V Commissione Consigliare, con i pareri favorevoli e bipartisan dei consiglieri Antonio Camporeale, Saverio Congedo, Giuseppe Longo, Patrizio Mazza, Francesco Pastore e Rocco Palese, oltre ai già citati Pentassuglia e Iurlaro, firmatari della richiesta di modifica. Hanno votato contro invece Alfredo Cervellera, Giovanni Epifani , Francesco Laddomada e Michele Ventricelli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Secondo alcune stime effettuate con metodi di rilevazione satellitare, la Puglia ospiterebbe circa 5 milioni di ulivi monumentali. Di questi, l’assessorato all’Ambiente ne ha censiti ed etichettati 300.059. Secondo la stessa L.R. N. 14 del 04/06/ 2007, l’ulivo è “monumentale” quando “possiede età plurisecolare”, deducibile dalla misura del tronco, che deve avere un diametro uguale o superiore ai 100 cm e un’altezza di almeno 130 cm dal suolo. Si ammettono tuttavia anche alberi dalle dimensioni più ridotte (diametro tra i 70 e i 100 cm) in casi particolari: ad esempio per la singolarità della forma, o per la sua vicinanza a centri di particolare interesse storico-artistico, architettonico e archeologico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ci sono aree della Puglia in cui gli ulivi secolari sono concentrati al punto da formare dei “boschi”. «È l’unica regione d’Italia ad avere questi boschi caratteristici. Molti degli alberi, tra l’altro, producono ancora dell’ottimo olio», spiega con orgoglio Tarantini.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Agli ulivi non resta che sperare in un ravvedimento della Regione. Una chance è offerta da una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha chiuso una vicenda iniziata nel 2002. In località Pettolecchia, a Savelletri di Fasano, provincia di Brindisi, per la costruzione di un insediamento turistico-residenziale si sarebbero dovuti sdradicare 1500 ulivi di un’età “valutabile in oltre mille anni”. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’espianto e il successivo reimpianto in altro luogo di questi alberi plurisecolari, fosse un sacrificio incompatibile con “il valore primario e assoluto riconosciuto dalla Costituzione al paesaggio e all’ambiente”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il Consiglio Regionale non potrà ignorare il peso di questa sentenza.

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