di Salvatore Schirone

La ''Concordia barese'': il mistero e i ricordi della nave arenatasi a San Cataldo
BARI – Anche Bari ha avuto la sua Concordia. Lo abbiamo scritto qualche mese fa: il 29 gennaio del 1962 una nave sì arenò davanti al lungomare di Bari, restandoci diversi anni, probabilmente fino al 1964. Nel nostro articolo parlavamo del video del cineamatore Claudio Bottalico (datato 1963), dove si vede una nave incagliata sul Lungomare Starita, di fronte al Faro e alcuni visitatori curiosi che sfidano il freddo passeggiando davanti al gigante d'acciaio addormentato sugli scogli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Proprio questo curiosa coincidenza di situazioni ha portato ad accostare due navi, due città e due naufragi, così distanti nel tempo e nello spazio. Ma se per la crociera arenatasi un anno fa di fronte all'Isola del Giglio abbiamo abbondanza di immagini e filmati, della “nostra” nave non ci resta che questo incredibile documento. E i ricordi dei baresi. Proprio grazie a questo video diffuso su youtube, infatti, pian piano stanno riemergendo tante testimonianze.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Tra le tante quella di Vincenzo Barracane, classe 1958. «Noi ragazzini di Bari vecchia negli anni '60 facevamo il bagno in quella spiaggetta vicino alla rotonda. Per tutta l'estate stavo da zia Giuseppina, in via Tripoli 27. La ricordo molto bene quella nave», ci dice Vincenzo mentre ci mostra una vecchia immagine (vedi foto). «Era l'estate del '63 – continua -. Avevo cinque anni. Noi piccoli non ci potevamo salire perché la nave era inclinata dal lato del mare. Lanciavamo contro delle pietre. Ci piaceva sentire il rumore del ferro vuoto, che dall'interno ci parlava di misteriose storie di mare ».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
E dice ancora: «Nel piazzale davanti al faro furono deposti alcuni pezzi di nave. Noi ci giocavamo. C'era una enorme elica, parti di macchine e motori e grosse batterie dalla quali fuoriusciva del liquido, col quale ricordo anche che mi ustionai la coscia destra. Poi un bel giorno tutto fu portato via. Anche la nave sparì. Non ricordo con precisione quando».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
Dalla foto di Vincenzo scopriamo il nome completo della nave: Iasi Constanta. Constanta è una città romena, il quarto maggiore porto europeo dopo Rotterdam, Anversa e Marsiglia. Nulla sappiamo della rotta, del carico, e delle cause del naufragio. Anche in Capitaneria pare siano ormai introvabili verbali e documentazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Ma qualcun’altro comincia a ricordare e timidamente si affaccia su alcuni gruppi Facebook. Come Nunzio:  «Feci festa a scuola e andai a fare il bagno "alla nave" tornando in mutande a casa ... mi rubarono i vestiti e al rientro giù botte! avevo 7 anni». Gli fa eco Enzo: «Bellissimo documento, me la ricordo benissimo, quando da bambino andavamo al mare a San Francesco! Sembrava immensa. Ricordo la sua mole, la ruggine ed una gran puzza di petrolio». Ma è soprattutto Claudio Fiorentino a lasciare il commento più interessante: «Questa nave da carico fu buttata in due riprese sugli scogli per la tempesta che c'era. Voleva entrare nel porto per ripararsi e fu buttata in secca a 15 metri dalla riva. La sera dopo fu spostata a 3 metri. La nave era romena. Ci andammo pure a parlare con l'equipaggio, per noi parlava un nostro amico Umberto Mezzina che aveva la madre romena». 
 
Scampoli di passato che riemergono dall’oblio storico. Chi ricorda qualcos’altro, si faccia avanti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il video della nave Iasi Constanta:



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Salvatore Schirone
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  • Marina - Iasi e' anche lei una citta' della Romania, quindi la nave portava il nome di due citta' romene.
  • Buono Armando - RICORDO BENISSIMO L'EVENTO-cOME FUNZIONARIO DELLA DOGANA EFFETTUAI UN INVENTARIO DETTAGLIATO DELLA NAVE INSIEME ALLA GUARDIA DI FINANZA-fU REDATTO VERBALE DETTAGLIATO IN BASE AL QUALE VENNE EFFETTUATO LO SDOGANAMENTO -rICORDO CHE ERA INTERESSATO IN MERITO L'INGEGNERE AMENDUNI-
  • BU0NO ARMANDO - RICORDO BENISSIMO LE VICENDE RELATIVE ALLA NAVE ARENATASI SUL MOLO SAN CATALDO-ALLORA ,IO COME ISPETTORE NELLA DOGANA DI BARI,FUI INCARICATO DI EFFETTUARE UN SOPRALUGO E DI EFFETTUARE -IN COLLABORAZIONE CON UN UFFCIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI EFFETTUARE L'INVENTARIO DETTAGLIATO DI TUTTI GLI OGGETTI ESISTENTI SULLA NAVE -AL FINE DI RISCUOTERE I DI DIRITTI DOGANALI -TRATTANDOSI DI NAVE ESTERA-TANTO CON LASSISTENZA DELL' INGEGNERE AMENDUNI -CHE CURAVA GLI INTERESSI DELL'ARMATORE--cREDI DI RICORDARE CHE L'UFFICIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA I A ME ASSOCIATO SI CHIAMAVA TENENTE ZANICHELLI
  • Claudio - Credo che il riferimento al monumentale della Fiera sia errato è pacifico infatti dal video che la carcassa è arenata nel curvo ne prospiciente il Faro di San Cataldo
  • Nicola - Concordo con quanto asserisce Claudio. Ricordo perfettamente che la Iasi si arenò sulla curva prospiciente il Faro.
  • Bruno Accettura - Avevo 10 anni all'epoca e ricordo che la nave si era arenata sotto il Faro, non tentativo, così si diceva di entrare in porto causa il maltempo. Li ci rimase almeno fino al 1965.
  • Nunzio Leone - La Iasi finì sugli scogli dopo alcuni giorni di mare grosso che prima la fece incagliare vicinissima alla costa e solo dopo il terzo giorno la ritrovammo adagiata sugli scogli, nel '63 avevo 18 anni e vivevo nelle vicinanze della spiaggia di san Francesco , al capolinea del ''filobus''. Come molti altri anch'io ho alcune foto vicino alla nave che appena scannerizzate vi manderò. Ho abitato a san Francesco fino al '66.
  • Elena - Credo sia rimasta lì almeno fino alla fine degli anni 60, se non oltre (sono nata nel 1961). Ricordo perfettamente la nave sullo sfondo, quando - da bambina - accompagnavo mia zia a farsi il bagno in pieno inverno a “marechiaro”. Ricordo persino gli odori, scolpiti nella memoria.

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