di Nicolò Devitofrancesco

Bari, 11 marzo 1601: la storia del terribile incendio che distrusse il Palazzo del Sedile
BARI – Con la sua pietra bianca, il loggiato superiore e la torre con l’orologio domina da secoli piazza Mercantile. Parliamo del Palazzo del Sedile (nella foto), iconico edificio di Bari Vecchia dalla storia molto travagliata: non tutti sanno infatti che nel 1601 fu vittima di un grande incendio che lo distrusse completamente. Una terribile vicenda che portò anche alla morte di decine di persone.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Era l’11 marzo 1601, prima domenica di Quaresima. Piazza Mercantile era affollatissima e a regnare sul largo c’era naturalmente il Sedile, costruito nel 1446 con la funzione di accogliere il governo cittadino. All’inizio del XVII secolo, sotto la dominazione spagnola, ospitava la cancelleria comunale, il parlamento, nonché i due sindaci, che al tempo amministravano congiuntamente.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A un certo punto, quel giorno, si sviluppò un piccolo incendio in un magazzino vicino, appartenente a un certo Cozzoletti. A Bari però soffiava un forte vento: questo fattore del tutto casuale alimentò le fiamme tanto da farle sfuggire, in pochi attimi, a ogni controllo. Il rogo si propagò presto e tutte le case, nonché l’antica (e ormai scomparsa) chiesetta di Santa Maria della Misericordia, vennero inghiottite dal fuoco.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’incendio raggiunse anche il Palazzo del Sedile e il “pericoloso” edificio ad esso attiguo. Quest’ultimo infatti fungeva da deposito per l’arsenale della città: al suo interno vi erano conservate armi da utilizzare in caso di attacco nemico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I baresi compresero subito l’imminente catastrofe: numerosi volontari accorsero per trasportare via tutto il materiale infiammabile. Ma quando la tragedia sembrava essere stata evitata, gli ultimi due barili di polvere pirica rimasti nel fabbricato esplosero con una violenza tale da sfigurare il volto della piazza. Numerosi fabbricati vennero distrutti e il Sedile venne completamente raso al suolo. Morirono più di 60 persone, uccise dallo scoppio o travolte dalle macerie.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il tragico evento segnò profondamente la popolazione e in molti lo avvertirono come un castigo di Dio. Tra questi un padre della Compagnia di Gesù che, durante la messa per la ricorrenza pasquale nella Basilica di San Nicola, convinse i fedeli a vedere il disastro come una punizione per gli errori degli uomini. La predica fu tanto efficace negli animi scossi dei baresi da portare molti “peccatori” a redimersi, come nel caso di sette prostitute che, colpite da quelle parole, decisero di cambiare vita e chiudersi in convento, dove furono accompagnate da una folla festante.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ma al dolore seguì subito il desiderio di ricostruzione. “Da domani avanti, si esclamò nel consiglio cittadino del 26 marzo 1602, durante il quale si decise di rifare completamente il Palazzo del Sedile. I sindaci Nicola Donato Incuria e Pietro Ponzo si adoperarono subito e pare che già nel dicembre del 1602 i lavori più importanti fossero terminati. Fu così affissa sul “nuovo” edificio una targa commemorativa che ricordava l’evento funesto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ci fu anche modo di arricchire il palazzo, al quale venne aggiunta la torre campanaria che svetta ancora su piazza Mercantile. Su di essa inoltre, nel 1604, venne montato un gioiello dell’ingegneria dell’epoca: un grande orologio fatto pervenire appositamente dalla Germania che non batteva esclusivamente le ore ma anche i quarti. Un prodigio della tecnica il cui meccanismo viene mosso oggi da un congegno elettrico.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’edificio continuò a svolgere la sua funzione di centro amministrativo fino al 1823, quando fu riconvertito in teatro a causa dello spostamento della sede municipale nello stabile del vescovo Rosimanno Casamassimi, in strada Palazzo di Città.

Il politeama non ebbe però vita lunga: fu dismesso nel 1835 e buona parte della struttura venne quindi venduta a privati. Da allora il Sedile si presenta come un insieme di locali adibiti ad appartamenti e a esercizi commerciali. Il palazzo insomma ha perso un po’ di importanza agli occhi dei cittadini: quei baresi che più di 400 anni fa lo fecero rinascere, come l’araba fenice, dalle proprie ceneri.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Foto di Antonio Caradonna 

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Nicolò Devitofrancesco
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  • enzo - congratulazioni per l'articolo. Per i molti e sopratutto i non baresi, scoprire il vissuto radicato nei nostri monumenti è un contributo notevole per la crescita dei cittadini. Grazie, viva la cultura del territorio che Voi, con giusto ardore e professionale impegno, non smettete mai di offrire.

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