di Eva Signorile

In Salento scoperta una nuova specie botanica: è il "fiordaliso di Punta Pizzo"
GALLIPOLI – Una nuova specie botanica è stata scoperta in Puglia, per la precisione a Punta Pizzo, promontorio situato a sud del centro abitato di Gallipoli, in Salento. La pianta è stata denominata Centaurèa akroteriensis e fa parte della famiglia dei fiordalisi, tanto da essere stata chiamata in italiano “fiordaliso di Punta di Pizzo” (nella foto).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La nuova “miss” della flora salentina ha un cuore di stami bianchi e di pistilli viola e tutt’intorno una corona di piccoli fiori sterili lilla, che a un occhio poco esperto potrebbero apparire dei petali. Sono invece “fiori ligulati”: un astuto trucchetto per attrarre, con la loro forma e i colori squillanti, gli insetti impollinatori. Uno spinosissimo calice protegge poi il tutto, scortato da lunghe foglie frastagliate e feltrose.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A individuarla è stato il naturalista Roberto Gennaio, 53enne di Taviano (già scopritore della Serapias apulica uxentina, orchidea selvatica di Ugento), che l’ha notata nel marzo del 2013. Ci sono voluti però ben 7 anni per dare ufficialità all’evento, visto che all’inizio Roberto era convinto che la pianta fosse una semplice “cugina” della Centaurea seridis sonchifolia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Tuttavia qualcosa non quadrava – ci dice Gennaio –: più di tutto non tornavano i conti sul numero delle spine e su quello delle brattee (cioè quella sorta di foglioline che costituiscono il calice che sorregge il fiore). Così decisi di allargare le ricerche oltre i confini nazionali, iniziando a esaminare le centauree presenti in tutta l’area del Mediterraneo: dall’Africa, alla Grecia, alla Spagna».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ad affiancarlo negli studi il suo amico Quintino Manni, appassionato anche lui di botanica. «Ci concentrammo principalmente sull’osservazione dei semi – racconta il naturalista - sulle loro dimensioni, ad esempio, ma anche sulla presenza del “pappo”, cioè quel “ciuffetto” presente sulla loro punta. Più andavamo avanti con le nostre osservazioni, più prendeva corpo l’ipotesi che potesse trattarsi di una specie sconosciuta».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Così nel 2018 Roberto e Quintino decisero di “testare” le loro intuizioni, inviando la relazione a un team di botanici spagnoli, esperti di centauree. La risposta fu che nessuno aveva mai visto niente di simile. Forti di questo sostegno, i due appassionati spedirono quindi il tutto a “Phytotaxa”, autorevolissima rivista internazionale di Sistematica, Botanica e Biodiversità, punto di riferimento per gli studiosi di tutta Europa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Una volta che mandi un tuo lavoro a questo periodico – spiega Gennaio –subisci” l’esame dei “refers”, cioè dei giudici-scienziati che non si limitano ad analizzare la ricerca, ma sottopongono gli autori a una serie di domande sul metodo utilizzato, sulle fonti consultate e sulle modalità delle analisi effettuate. Si tratta di test serissimi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una prova che però i due hanno superato “a pieni voti”: il 19 marzo scorso la rivista ha infatti pubblicato la loro ricerca. La pianta è stata così ufficialmente riconosciuta come nuova specie della famiglia delle Centauree.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E Roberto ha così potuto darle anche un nome. «L’ho chiamata “akroteriensis” – conclude entusiasta -. Deriva dal greco akroterion, parola che sta a indicare un promontorio: come quello della splendida area naturalistica di Punta Pizzo».

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  • Vittorio Cesana - Molto interessanti scoperta e articolo. Continuate sempre così
  • Alfonso - Complimenti. Volevo solo precisare che i fiori viola esterni non sono "ligulati" ma "tubulosi" è una tipica caratteristica del gen. Centaurea. I fiori ligulati sono presenti in altri generi di Asteraceae.