di Laura Villani

Gli anni del festival "Azzurro": quando la musica italiana era di casa a Bari
BARI – C’è stato un tempo in cui la musica italiana era di casa a Bari. Dal 1982 al 1989 (con l’eccezione del 1984) il capoluogo pugliese fu infatti protagonista di un evento a carattere nazionale, trasmesso da Rai2 prima e da Italia1 dopo. Si trattava di “Azzurro”, una manifestazione canora che andava in scena in primavera nel glorioso Teatro Petruzzelli. (Vedi foto galleria)

Era una sorta di Sanremo, visto che si svolgeva per più giorni e prevedeva una vera e propria gara: i partecipanti erano divisi in squadre e si sfidavano a colpi di hit. Una giuria composta da pubblico e giornalisti decretava poi il team vincitore.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Domenico Modugno, Lucio Dalla, Paolo Conte, Gianni Morandi, Riccardo Cocciante, Franco Battiato, Vasco Rossi, Renato Zero, Loredana Bertè, Antonello Venditti, Ivano Fossati, Zucchero: questi sono solo alcuni dei cantanti italiani che si alternarono sul palco del politeama.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Artisti a cui si aggiunsero grandi star straniere. Qualche nome? A-Ha, Joe Cocker, Bob Geldof, Peter Tosh, The Cure, Afrika Bambaataa, Joe Jackson, Bronski Beat, Living In A Box, Nick Camen, Matt Bianco, Village People, Gypsy Kings. Parliamo della "crema" della scena pop di quegli anni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il programma fu ideato dal produttore-conduttore Vittorio Salvetti, che pensò a quel nome per portare fortuna alla Nazionale di calcio in partenza per i Mondiali. Vuoi perché la Coppa del Mondo arrivò davvero, vuoi perché l’esperimento piacque, “Azzurro” finì così per diventare un appuntamento fisso della musica italiana.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E non deve sorprendere la scelta di Bari come sede (solo nel 1984 venne preferita Milano): in quegli anni il capoluogo pugliese era tra le città più attive dal punto di vista della cultura e dello spettacolo. Il Petruzzelli poi rappresentava un palco d’eccellenza nel panorama artistico non solo italiano ma europeo, basti a pensare alle acclamate esibizioni di Baryshnikov, Nureyev e Pavarotti.

«Fu un momento pazzesco, tutti i grandi cantanti passavano di qua: il quartiere Umbertino per giorni rimaneva completamente bloccato per via degli ammiratori che affollavano le vie intorno al teatro», ci riferisce il 65enne Walter Sabato, fan della manifestazione che riusciva ogni anno ad avere accesso al backstage del festival.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Di quella esperienza Walter custodisce molti scatti che ha raccolto in un album personale. Lo sfogliamo vedendolo ritratto con Venditti, la Berté, Alice, Battiato e Renato Zero, quest’ultimo in costume da indiano d’America.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

C’è anche la locandina originale: raffigurava un marinaio barbuto con un’ancora che si arriccia in una chiave di violino. Un’immagine che richiamava l’aria di mare, la voglia di spiaggia: i riflettori sullo show si accendevano infatti alle porte dell’estate (da cui il sottotitolo “Estate d’Europa”).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Avevo vent’anni e con gli amici mi piazzavo sotto l’Hotel Oriente, lì dove soggiornavano gli artisti: una volta ebbi anche la fortuna di intrufolarmi ed avvicinare la conduttrice Milly Carlucci – ci racconta il 56enne barese Massimo –. C’era un’atmosfera elettrizzante, grande fermento, si sgomitava coi taccuini per avere gli autografi. Corso Cavour poi era del tutto impraticabile per le auto».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Ero ragazzina e ricordo che riuscii ad assistere alla performance di Joe Cocker – ci dice la barese Simona –. Facevamo a gara a chi faceva più confusione, così da farci riprendere dalle telecamere».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E chi non frequentava il Petruzzelli poteva comunque guardarsi la trasmissione da casa, grazie alla diretta televisiva. «Lo seguivamo tutti in famiglia: era il nostro Sanremo», ricorda il 54enne Salvatore.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La storia si interruppe nel 1990 e nel 1991, quando per lavori di restauro del Petruzzelli il luogo dell’evento fu spostato prima a Venezia e poi a Vicenza. E nel 1992 divenne poi impossibile far tornare il festival nella sua sede storica visto che nel frattempo era stata tristemente incendiata. Bari però fu comuque scelta per l’ultima edizione di Azzurro, che si tenne al Teatroteam nel maggio del 1992.

«Di quei tempi non resta che il ricordo – conclude Massimo -. Azzurro incarnò perfettamente lo spirito degli anni 80: edonismo, leggerezza, divertimento. Ciò che desideravamo soprattutto noi giovani, smaniosi di uscire dal triste e buio periodo segnato dal terrorismo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

Nel video le premiazioni di “Azzurro 88” e “Azzurro 89”:


 

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Laura Villani
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  • Enzo - La mattina andava in diretta in radio un riassunto della serata precedente con alcuni artisti. Milly Carlucci veniva al mio bar a far colazione e vi lascio immaginare la folla che riempiva il bar. Non avendo il bar all'interno della RAI, io avevo la possibilità di entrare ed uscire portando colazioni ai cantanti. Ovviamente il bar era la Cremeria di fronte alla rai

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