di Marianna Colasanto

Reborn, la bambola che sostituisce il neonato: «Per chi non può essere mamma»
Intraprendere la lunga strada per l'adozione, tentare strade alternative per la fecondazione  o nel peggiore dei casi chiudersi nella disperazione. Sono solo alcuni dei modi attraverso cui una donna solitamente reagisce davanti all'impossibilità di dar luce a un figlio. Ce n'è però un altro sicuramente più raro ma piuttosto curioso (e triste): consiste nel prendersi cura di una "reborn", cioè di un particolare tipo di bambola che somiglia così tanto a un bambino reale da riuscire in parte a sopperirne l'assenza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In parole povere siamo di fronte alla sostituzione di un pargolo in carne e ossa con un giocattolo. Quest'ultimo riceve un nome, viene portato nel passeggino ed è destinatario di tutte le attenzioni normalmente riservate ai neonati: su di esso insomma si riversa tutto il desiderio di maternità insoddisfatto. Un qualcosa di inverosimile, ma sicuramente non condannabile, perché non deve essere facile convivere con la certezza di non poter avere mai un bambino.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E pensare che le reborn (in italiano significa "rinate") furono concepite essenzialmente come pezzi da collezione rivolti a un pubblico adulto. Prodotte a partire dagli anni 90 negli Usa, si distinsero da subito rispetto agli altri esemplari per la loro estrema similarità con gli esseri umani. Sono realizzate infatti con tecniche e materiali raffinati: la morbidezza della pelle per esempio è replicata modellando il vinile o il silicone, mentre i capelli spesso sono in mohair, una fibra tessile di origine animale ricavata dalla capra d’Angora che al tatto sembra seta.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L'accuratezza con cui vengono creati fa sì che questi pupazzi abbiano anche un discreto costo: oscilla mediamente tra i 40 e i 130 euro, ma sui siti di e-commerce si arriva anche a 400 euro. E a queste cifre vanno aggiunte tutte le spese per gli optional: culle, abiti, bocche magnetiche che attirano ciucciotti di metallo, occhi dotati di luce lampeggiante e persino alimenti, nonostante il realismo non sia tale da simulare anche la presenza di un apparato digerente.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le donne che se ne prendono cura si riuniscono frequentemente in appositi gruppi su Facebook e testimoniano la loro dedizione in alcuni video di Youtube. Molte hanno nomi di fantasia in quanto consapevoli di avere una passione insolita che può essere oggetto di scherno: scambiare due chiacchiere con loro non è affatto semplice e porta alla scoperta di storie dolorose.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


L., 32enne di Cattolica, è una di queste e si sfoga sul noto social network. «Ciò che sento dentro me è solo la voglia di diventare mamma - scrive la romagnola - ma purtroppo il Signore non mi aiuta. Sono quattro anni che cerchiamo invano di avere un fanciullo, nemmeno l'andrologo riesce a capire come mai mio marito produce pochi spermatozoi. Per questo ho adottato Luca: mi farà sentir tranquilla e non mi vergogno assolutamente a dirlo». Luca è naturalmente il nome che la donna ha dato al bambolotto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel suo stesso gruppo, oltre ad alcune signore che postano selfie in compagnia dei loro amati giocattoli, si espone anche un'utente anonima che in realtà sarebbe in condizioni di procreare. «Ma ho una paura fottuta di partorire - digita la ragazza - e per questo preferisco coccolare le mie adorate bambole».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Spulciamo ancora un po' la bacheca virtuale riuscendo a contattare F., 42enne che durante l'ultima gravidanza ha perso un figlio, rischiando anche di morire. «Da allora colleziono reborn - ci dice in chat inviando anche una foto di Gaia, la sua preferita (nell'immagine) -. In questo modo posso liberare la mia brama di comprare tutti quegli accessori come i vestitini e i passeggini che avrei voluto regalare al mio bimbo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La 21enne M. accudisce la sua Sofia all'insaputa del fidanzato. «Con lui ho un brutto rapporto - ci svela - e non mi sembra la persona giusta con cui fare un figlio, anche se è dall'adolescenza che ne desidero uno. Nel frattempo tratto Sofia come una vera bimba: sarò pazza ma mi trasmette una felicità assurda. Camminando per la città la porto in braccio e tutti mi fermano per ammirarla: in quei casi il cuore mi batte a mille».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E le mamme mancate non sono le uniche acquirenti delle reborn. Oltre chiaramente a donne che le comprano per diletto, ci sono coloro che se ne servono per aiutare le persone malate. «Ne ho donata una a mia figlia che ha problemi mentali - racconta un'anonima madre sempre su Facebook - e insieme a lei lavoriamo a maglia per cucirne i vestiti». «Lavoro in una casa di riposo - spiega invece D. sul forum “Al Femminile” - e spesso diamo in mano le bambole alle donne che soffrono del morbo di Alzheimer: dopo poco tempo si affezionano e non le vogliono più lasciare sole».

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Marianna Colasanto
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  • Tiziana - La Signora Marianna Colasanti si è impegnata molto per scrivere quest'articolo. È la copia esatta di tutti gli articoli usciti sull'argomento degli ultimi 10 anni...Quanto sforzo..
  • Chiara - E' bello distorcere la percezione delle cose, facendo credere quello che non è, demonizzando una cosa totalmente semplice, Marianna hai toppato di brutto con questo articolo, non è per nulla inerente alla verità!!! è solo l'1% delle collezioniste che fanno questo, il 99% lo fa solo per la semplice e pura passione del collezionare... Le bambole Reborn sono bambole da collezione, oggetti artistici fatti a mano da Artiste reborner, sono puramente oggetti da collezione, al pari di chi colleziona monete, Squishi, giocattoli vintage o barbie... Solo perché assomigliano a bimbi veri vengono "demonizzate", ed è un'errore!!! Perché fare un articolo così falso, così banale, così malvagio e non fare un articolo veritiero serio riportando la realtà di questo settore del collezionismo? Anche perché alcune delle informazioni che hai riportato nell'articolo sono state distorte e scritte senza il consenso, tartassando nei gruppi facebook con post assurdi e domande insistenti... Se non sei in grado di riportare la realtà ma devi distorcerla per cercare di essere pubblicata quindi "la fama", non sei una vera giornalista onesta, ma una di quelle che mette informazioni false solo per il successo rovinando persone e denigrando un settore di collezionismo normale.... Si corregga e ritratti le conviene... Salve
  • Lella - Buon giorno :) a parte le incorrettezze e le scorrettezze che ha scritto. vorrei sapere, che fine avrebbe questo articolo? Cosa si vuole ottenere? Disprezzo per le persone che decidono cosa fare e non fare nella loro vita? Queste persone danneggiano Lei o qualcun altro con il loro hobby? In un mondo moderno che proclama una nuova apertura di orizzonti una nuova libertà nelle scelte , questo articolo mi pare assai anacronistico.. Siamo sempre gli stessi noi esseri umani.. Sempre a dare la caccia alle streghe, e sempre c'è qualcuno che per trenta denari accende i roghi!
  • Elisabetta - Signora Colasanti, i miei complimenti per l'articolo. Ci sono tutti gli elementi per acchiappare click: il torbido, la mancata maternità, la disperazione, la vergogna, la segretezza. Capisco che magari fosse una settimana lenta, ma forse chiedo troppo invitandola a fare un miglior lavoro investigativo prima di metter nero su bianco le sue notizie. Si sarebbe risparmiata un giro alla fiera dei luoghi comuni. Però non creda che non la capisco, una deve pur portare a casa la pagnotta, è una bella storia di arte e collezionismo di questi tempi raccoglie solo sbadigli. Mi corregga solo il prezzo se non le spiace, 150 euro non bastano assolutamente per una bambola di buona qualità, coprono a malapena i materiali. La saluto, torno a creare le mie bambole, cosa che faccio da 14 anni.
  • CLAUDIA - Signora Colasanto, mi spiace farle notare che ha scelto di percorrere l'onda BANALE di tutti i presunti giornalisti con poche capacità, che si fanno forti di ottenere click scrivendo articoli falsi, distorti da quello che è la realtà. La saluto
  • elena dobos - buongiorno ,,,vorei unaa feminuccia a prezzo basso ,reborn

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