di Francesca Canonico

La leggendaria statua di "San Nicola nero": così particolare, ma dimenticata dai baresi
BARI – Di fronte all’ingresso del porto di Bari, sul lungomare Imperatore Augusto, si trova una piccola cappella inglobata in una torre dell’edificio dell’Autorità portuale. E’ riconoscibile da una croce, presente su una porta a vetri. Che cosa nasconde questa cappella? Una statua in legno dalla storia molto particolare, un tempo molto conosciuta e venerata dai baresi ma poi entrata nel dimenticatoio. Si tratta del busto di “San Nicola nero”, nero perché a differenza delle più diffuse raffigurazioni del santo il suo volto è molto ma molto scuro. (Vedi foto galleria)

Il santo di Myra infatti viene di solito raffigurato con una carnagione più chiara, conseguenza di un processo di “occidentalizzazione” della sua iconografia che l’ha reso “più barese che turco” e quindi secondo le intenzioni più “accettabile” da parte dei fedeli. Quella quindi presente nella cappella dell’Autorità portuale è l’immagine del San Nicola originale, senza “ritocchi”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma qual è la sua storia? La statua fu trovata in mare, nel 1809. La leggenda la si può leggere nel libro “Bari dei fanali a gas” di Alfredo Giovine. “In uno di tali estenuanti viaggi di ritorno dai porti d’Oriente di molti anni fa – racconta l’autore - la vedetta di un barcone a vela barese avvistò una strana botticella abbandonata che veniva cullata dolcemente dal mare. Issata a bordo venne aperta con molta attenzione e agli occhi esterrefatti della ciurma apparve l’immagine di un San Nicola dalla pelle scura come fosse bruciata dal sole e dalla salsedine”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La scultura da subito attirò l’attenzione dei baresi, che per decenni la venerarono portandola anche in processione. «Fino agli anni 20 del 900 – spiega l’esperto di tradizioni baresi, Gigi De Santis – si festeggiava la festa di Sanda Necole ggnore. Nell'ultimo sabato di maggio il busto era trasportato nella chiesa di Santa Teresa delle Donne (oggi non più esistente) e adiacente a quella dei Maschi. Lì si celebrava una messa cantata. Poi la statua ritornava al suo posto e riprendeva a essere adorata al tramonto di ogni mercoledì da mogli e figli che chiedevano al santo la protezione per i propri uomini imbarcati».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


San Nicola nero all’epoca era collocato in una nicchia dell’ex Ospedale Consorziale (abbattuto successivamente), ubicato in piazza San Pietro a Bari Vecchia, lì dove affacciato sul mare poteva dare il benvenuto a coloro che arrivavano in barca. In seguito fu spostato nella sede dell’Autorità portuale, costruita nel 1938, dove ancora oggi si trova seppur dietro una porta chiusa a chiave.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per tutto l'anno infatti la cappella che ospita la statua è serrata: viene aperta solo per le festività di maggio durante le quali è quindi possibile ammirare la scultura. Negli altri mesi invece bisogna accontarsi di scorgere San Nicola attraverso i vetri, dove lo si può appena intravedere con la sua tipica veste, la mano benedicente, il Vangelo e le tre “palle”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si tratta quindi di una statua un po’ “abbandonata”, che nel tempo è stata anche dimenticata dai baresi. Siamo infatti andati più volte a far visita alla cappella ma non abbiamo mai trovato fedeli nell’atto di pregare davanti a San Nicola. Anche chiedendo a passanti e residenti non siamo riusciti a registrare un qualche segno di devozione. «Si ricordo che lì dentro c'è una statua ma onestamente non ne so molto e poi non vedo mai nessuno fermarsi», ci dice ad esempio l'edicolante che lavora accanto all'ingresso del porto. Anche dalla portineria dell’Autorità portuale ci confermano: «Noi forniamo solo la corrente alla cappella ma per il resto non ce ne occupiamo. E non vediamo mai gente che si ferma a pregare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Eppure sembra che fino agli anni 60 il posto fosse molto frequentato da persone che infilavano nella cappella degli “ex voto” per una grazia ricevuta dal santo. Non sappiamo cosa possa essere successo nel frattempo, i motivi per i quali abbia perso fascino questa statua così nera. Forse troppo nera. 

(Vedi galleria fotografica)

Foto in evidenza di Maria Elia

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  • Pasquale Trizio - Gentile Direttore. Intervengo, sempre in punta di piedi, per raccontare la vera storia del San Nicola nero che oggi si può ammirare in una cappellina posta ai piedi del primo tratto del molo del porto nuovo, oggi sede dell'Autorità Portuale del Levante. Le leggende fanno parte della storia di una comunità ma la vera storia del San Nicola Nero è molto più reale. Il Santo a mezzo busto che è presente nella cappellina è un San Nicola che durante tutto il '700 e gran parte del primo '800 era custodito nella storica chiesa di San Gregorio - oggi concessa alla comunità ortodossa rumena - molto venerata dalla classe dei pescatori. Quando il 13 maggio 1855 fu gettata la prima pietra del porto nuovo di Bari - porto che, pochi sanno, è dedicato a San Nicolò il Magno, - la statua fu traslata e collocata in una cappella il cui ingresso murato è ancora visibile su frontespizio della muraglia, lato Nord (a sinistra dell'ingresso del nuovo museo archeologico). Nel 1925 fu iniziata la realizzazione del lungomare Imperatore Augusto, e il primo tratto del molo foraneo che oggi ospita l'Autorità Portuale del Levante fu adibito a sede della Compagnia Portuale Nazario Sauro che provvide a spostare la statua dalla vecchia cappella all'attuale.
  • Nicola Cozzi - Io nacqui nel 1954, a Bari vecchia, esattamente sul palazzo dei spedizionieri, di fronte a "la Duan". Ricordo che avevo 6-7 anni e con i miei, passando di pomeriggio dinanzi alla cappelletta, sempre ci fermavamo per una preghiera, insieme ad altri baresi e "portuali" che la gestivano, per poi proseguivamo la passeggiata sul lungomare. La mattina presto c'era sempre un gruppo di portuali che pregava prima di iniziare il lavoro e con loro pregavano anche i "varcheceddar" prima di uscire a pesca sulle loro "varchecedd". Nel periodo della festa patronale di San Nicola tutto il lungomare, da Marisabella sino al Fortino, si riempiva di Pulman provenienti dagli Abruzzi, dalla Campania, dalla Lucania, dalla Calabria e anche dalla Sicilia che avevano portato migliaia di devoti pellegrini da noi chiamati "l' ZIaZI" (nomignolo che penso derivi dal fatto che molti altri pellegrini venivano abitualmente ospitati nei Bassi della Città vecchia ed erano imparentati da "Combariz" con i barivecchiani che a loro volta venivano ospitati quando si recavano in pellegrinaggio nei loro paesi) . Questi addobbavano la cappelletta di fiori e si fermavano a gruppi in preghiera, dalla mattina presto sino a sera tardi, prima di proseguire in processione per la Basilica ad implorare in sacra devozione il MIRACOLO al grande San Nicola. Ricordo che il lungomare si riempiva di venditori ambulanti di mandorle e nocciole che venivano acquistate in sacchi a quintali dagli ZIaZI che li stivavano nei pulman, ma anche legati sui portabagagli. Dopo le 21 l' ZIaZI iniziavano a pregare cantando nenie bellissime e commoventi, dopodichè sempre per strada sul lungomare si organizzavano a gruppi e mangiavano il pane, che si erano portati in sacchi dai rispettivi paesi, con profumatissimi salumi e formaggi, con l'accompagnamento di ottimo vino nero fatto da loro, che noi barivecchiani compravamo a quintali. Dopo aver cenato impugnavano bellissimi tamburrelli e ballavano TARANTELLE spettacolari sino a notte !!! Che bello, altri tempi che ricordo con amore e devozione !!! viva viva San Nicola !!!
  • Peppino - Da Barese nonn mi sono Mai dimenticato e.ci tengo a dirvi che qualche hanno fa' rimase per.mesi a luci spente cercai adiritturaa.Postare su fb il mio appello affinché Venisse accesa.la.Luce nella annicchia e a pochi giorni dalla sacraa Festa...ma dopo tanti.tentativi adirittura mi recai al fianco presso gli Uffici della Capitaneria di Porto e dopo aver riacceso la lucina fu Rubata la Statua e per giorni nessuno se ne.accorse del.furto...W San Nicola

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