di Katia Moro

A Giovinazzo manca un teatro e dieci attori fondano un ''dream team'': Polartis
GIOVINAZZO –  «Giovinazzo non ha un teatro? E allora lo creiamo noi». È l’obiettivo del collettivo Polartis (nella foto) che, nato nell’estate 2014, unisce una decina di attori dai 35 ai 40 anni, che pur appartenendo a quattro diverse compagnie teatrali (Areté Ensemble, Senza Piume, Kuziba e Explorer), hanno tra loro una caratteristica comune: tutti vivono a Giovinazzo, paese sul mare a nord di Bari. Gli attori, un bel giorno, dopo avere lavorato a lungo in giro per l’Italia e in Europa, hanno deciso di fermarsi nel proprio paese e di dar vita a un teatro diffuso e itinerante in quei luoghi del centro storico che meglio si prestano per inscenare spettacoli. E hanno formato così una sorta di "dream team" teatrale di Giovinazzo. 

L’occasione è nata quando per particolari circostanze si sono ritrovati tutti a fare le prove per i propri spettacoli nell’istituto Vittorio Emanuele II, dato in concessione dalla Provincia all'associazione Resextensa che ha poi ospitato lì gli altri gruppi. «A quel punto ci siamo resi conto di avere lo stesso interesse - dichiara l’attore Michele Stella, componente del gruppo – volevamo cioè offrire al paese in cui viviamo delle attività culturali, sopperendo così all’assenza di un teatro e di un cinema vero e proprio. L’idea di unirci in un unico collettivo è stata quasi una naturale conseguenza ed è stata subito accettata con entusiasmo da tutti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Non tutti questi attori sono in realtà nati qui, c’è persino chi viene da Oslo e ha scelto volutamente di trasferirsi nel paese dall’incantevole porticciolo e dall’accogliente centro storico di impronta medievale. La norvegese Annika Strøhm, che in coppia con il piemontese Saba Salvemini ha creato l’associazione culturale Areté Ensemble, si è ritrovata casualmente nel barese e da allora con il suo compagno Saba non si sono più spostati. «A Giovinazzo ci sentiamo eternamente in vacanza e si vive serenamente – dichiara Saba -. Come tutti i paesi pugliesi è forse un po’ carente nell’offerta artistica, ma qualcosa si sta risvegliando e noi vogliamo partecipare a questo risveglio con i nostri spettacoli rivolti ai piccoli ma anche agli adulti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Di “primavera culturale” ci parla anche Raffaella Giancipoli, che ha abbandonato la sua Ruvo dove è stata fondata l’associazione culturale Kuziba per trasferirsi da un anno e mezzo a Giovinazzo entrando pienamente a far parte del collettivo Polartis. Mentre giovinazzese doc è il fondatore della compagnia teatrale Senza Piume, Damiano Nirchio. Si distingue invece dalle altre compagnie, l’associazione Explorer, nata da un’idea di alcuni giovani danzatori laureati al Laban Centre di Londra e che si caratterizza per il suo particolare interesse per il teatro-danza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ed è da questa fusione tra teatro e danza che è nata la prima iniziativa che ha visto in campo il collettivo Polartis: il Festival Inondazioni. Inaugurato nel settembre 2014 si propone di portare gli spettacoli teatrali direttamente ai cittadini, in giro per le strade e i locali del centro storico di Giovinazzo, alla ricerca di un pubblico orfano di sedi istituzionali per l’arte.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«In realtà la nostra idea di un teatro in strada è naufragata, perché letteralmente “inondata” da un mare di pioggia che si è riversata sul paese proprio in quei giorni di settembre – racconta Stella -. Ma per fortuna siamo riusciti a riparare nell’ex monastero dei Cappuccini. Ci siamo dislocati in ogni anfratto possibile dello stabile, inscenando spettacoli e il pubblico percorreva questi spazi passando da un ambiente all’altro e da una performance all’altra. L’affluenza è stata tale che il monastero sembrava straripare e questo ci ha convinto a ripetere quest’anno la fortunata esperienza sperando però di evitare un’altra “inondazione” d’acqua».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma l’attività del collettivo non si è limitata al festival. In occasione della giornata della memoria, ad esempio, in ricordo delle vittime della Shoa, hanno inscenato nella sala San Felice del paese la lettura scenica “Treblinka”, che già nel titolo rimanda al tristemente noto campo di concentramento polacco. Mentre l’11 febbraio in occasione della giornata del ricordo delle vittime delle foibe, la sala San Felice è stata animata dalla lettura del “Volo” in cui il dramma storico è stato rievocato con le parole ma anche con la danza, in un minimalismo scenico di forte impatto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«La nostra prossima tappa è prevista per domenica 29 marzo - annuncia Raffaella - quando in occasione dell’evento “I colori delle donne” organizzato dal Comune per celebrare il mese dedicato alla festa della donna, metteremo in scena “Cafè au-delà”, un immaginario incontro tra tutte le più grandi artiste del 900. Immagineremo che Frida Khalo, Goliarda Sapienza, Tina Modotti, Diane Arbus, Pina Bausch e altre ancora si possano incontrare per caso in un semplice bar nell’aldilà, magari con sfondo il mare di Giovinazzo, parlando di sé e del ruolo dell’arte e della donna nell’arte contemporanea».

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