di Eva Signorile

Ostuni, l'allevatore di farfalle: «Le curo e poi le libero, per salvarle»
OSTUNI - Vanessa, Cassandra, Amata: sono tutte bellissime, seguono diete molto particolari, alcune si fanno attendere per mesi, per poi degnarci solo di fugaci apparizioni che lasciano il segno nei cuori di chi ha la fortuna di vederle, altre sono meno timide e si lasciano ammirare più facilmente. Enzo Suma, fotografo e naturalista, le nutre, le coccola e le "colleziona" tutte. Parliamo di farfalle. Tra cemento che avanza a discapito degli spazi verdi, uso di insetticidi e sostanze inquinanti, la vita di questi esseri è costantemente minacciata, ma il 33enne ostunese conduce da anni una silenziosa lotta per la loro sopravvivenza. A un certo punto della sua vita, Suma decide di allevare farfalle per poi liberarle nell'ambiente, al fine di incrementarne la popolazione della zona in cui vive. Siamo andati a intervistarlo. (Vedi foto galleria)

Come è nato questo tuo hobby?

Ho iniziato circa cinque anni fa. Si tratta di una passione direttamente legata a un'altra, quella per la fotografia. Ho cominciato a interessarmi ad alcuni soggetti dei miei scatti e a fare ricerche sulle farfalle che mi capitava di immortalare, quindi ho cominciato ad allevarle. Ho iniziato da appena due-tre bruchi di macaone, che è una delle farfalle più belle presenti in Italia: di grandi dimensioni, ha le ali di un fondo che varia dal bianco al giallo con macchie nere e pallini rossi. Anche il bruco del macaone è molto bello, dai colori sgargianti e si nutre essenzialmente di finocchietto selvatico, che è molto comune nelle nostre campagne.  Il macaone è anche una delle più facili da allevare. Il primo tentativo è stato costantemente monitorato dalla mia nipotina. Il risultato positivo e la gioia di mia nipote quando ha visto le farfalle sono state tali che ho poi continuato anche con altre specie. Adesso, con l'Associazione Millenari di Puglia, di cui faccio parte, organizziamo anche laboratori per bambini e giornate di osservazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il bruco riprende già i colori della farfalla che sarà?

Non necessariamente. Prendiamo ad esempio la Vanessa atalanta, anch’essa per fortuna piuttosto comune. E’ una farfalla molto bella, dalle ali nere e rosso-arancio, ma il suo bruco scuro è decisamente poco accattivante, diciamo “brutto”. La Vanessa depone le sue uova fra le piante di ortica, per questo non è difficile incontrarla. Vola anche in inverno ed è facile vederla sulle pietre: è solita posarvisi sopra per riscaldarsi al sole. Si tratta di una farfalla "speciale" perché è una delle poche di cui si può sentire il suono delle ali quando vengono vicino: è un suono particolare, molto caratteristico. Mi capita di ascoltarne il palpito per esempio quando sono fermo per diversi minuti in attesa di fare una fotografia, allora la sento intorno: forse mi scambia per una pietra.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma come le allevi, sono necessari strumenti particolari?

C'è chi le cattura utilizzando i retini entomologici, quelli per gli insetti, magari adattati. Io però non le catturo: allevo i loro bruchi in particolari teche e, se tutto va bene, cioè se non sono stati parassitati prima di essere presi, il bruco diventa farfalla, dopo chiaramente essere passato dalla fase della trasformazione in crisalide.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Con che cosa li nutri?

Di solito le farfalle hanno delle piante nutrici che prediligono. La Vanessa atalanta ha l'ortica, ad esempio, il macaone ama il finocchietto selvatico e la ruta. L'Amata phegea, una falena diurna particolarmente amata dai bimbi perché si lascia prendere facilmente, predilige il tarassaco o dente di leone. Sono piante fondamentali ai fini della loro riproduzione. Le farfalle hanno bisogno di queste piante dove deporre le uova perchè costituiscono il loro cibo quando sono ancora sotto forma di bruchi. Da adulte invece si nutriranno di nettare di fiori. Se una volta dischiuse le uova i bruchi non trovano le loro piante di riferimento, non possono nutrirsi e muoiono. Per questo io coltivo le piante necessarie al loro nutrimento.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

C'è un esemplare a cui sei particolarmente legato?

Certamente il macaone, perché rappresenta un po' la mia infanzia. Poi ce n'è una particolare, rarissima, che però non allevo perché è in via di estinzione e la relativa normativa lo vieta. Si tratta della Cassandra: una bellissima farfalla di medie dimensioni, dalle ali contornate da un bordo rosso merlettato. Vola appena per una ventina di giorni, nel mese di marzo. In Puglia è possibile trovarla solo in pochissime zone e questo perché ha un'unica pianta nutrice: la aristolochia, la cui presenza sta però diminuendo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Una pratica che sta prendendo progressivamente piede anche in Italia è quella di liberare farfalle nel giorno del matrimonio.

Si tratta di una moda che viene dall'America che non mi piace per niente. Le farfalle andrebbero liberate in natura, appena "sfarfallano", cioè appena escono dalla crisalide e non tenute in cattività per poi liberarle dove è richiesto per ottenere particolari effetti scenografici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E tu, perché allevi e liberi farfalle?

Le farfalle sono insetti bellissimi e totalmente innocui che sono amati da chiunque: adulti, anziani, bambini. Purtroppo il loro numero si sta progressivamente riducendo e ce ne sono sempre meno rispetto a quando eravamo bambini. Dove c'è natura, ci sono le farfalle, per questo, l'assenza di questi insetti dovrebbe preoccuparci tutti. Allevandole spero di poter dare un contributo per salvare loro e il nostro territorio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui la pagina Facebook dei Millenari di Puglia.

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  • Peko - DATE. UNA MEDAGLIA. A QUEST'UOMO.

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