di Salvatore Schirone

Dio parla in dialetto: ecco il Vangelo tradotto e ''veldate alla barese''
BARI - Ebbene sì, Dio non solo capisce il barese ma lo parla pure. A dimostrarlo è Augusto Carbonara, ingegnere barese di 77 anni, ex funzionario dell'Acquedotto Pugliese e cultore del dialetto. Ha pubblicato la prima traduzione in dialetto barese della parola di Dio, nello specifico il Vangelo secondo Marco, "U Vangele alla manere de Marche veldate alla barese".Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Certo, non si tratta di una novità assoluta. Non mancano traduzioni in dialetto della Bibbia: esiste da tempo una traduzione integrale in milanese e una in napoletano. Qualcuno ha tradotto il Vangelo di Luca in siciliano. E alcuni simpatici ragazzi hanno postato su youtube un paio di scherzose letture dei primi capitoli di Genesi nel dialetto di Francavilla Fontana. Ma a tradurre il sacro testo in barese finora non ci aveva pensato nessuno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
E non è stata una passeggiata. Perché sebbene composto di soli 16 capitoli per un totale di 11.216 parole, il Vangelo di Marco ha un lessico di tutto rispetto con termini specifici ebraici che lo stesso evangelista ha faticato non poco per renderli in greco. Carbonara spiega: «Non è stato facile trovare la corrispondenza in dialetto di alcune parole. Per tradurre "Scriba", ad esempio, ho seguito la traduzione francese che preferisce parlare di "dottore della legge". Per questo lavoro - continua l'autore - mi sono dovuto creare un repertorio di circa 40mila corrispondenze lessicali».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Se il libro è nato come semplice «esigenza personale di meditazione e attualizzazione delle letture bibliche sentite la domenica in Chiesa», il risultato finale appare come una interpretazione originale del Vangelo che riesce a trasmettere al lettore barese una non consueta freschezza e immediatezza del messaggio biblico calato nel vissuto quotidiano.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

 
Così si incontrano donne invitate a non scendere "dau asckre" (dal terrazzo) o discepoli intenti "ad arramasckà le spighe" (strappare le spighe). E spesso la parlata popolare riesce a sottolineare efficacemente anche i momenti più drammatici della condanna Gesù, mentre viene "scktate e pegghiate a carecature" (preso a sputi e deriso) dai soldati.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
E quando nel Getsemani Gesù in preda all'angoscia si rivolge a Dio nel suo dialetto aramaico, chiamandolo Abbà, non poteva trovare corrispondenza più efficace quel "Attane" (Padre) che Carbonara sapientemente inserisce.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Alla sua traduzione Carbonara mette a fronte il testo latino. «Fin da bambino ho ascoltato il Vangelo in latino – dice -. Lo trovo molto più vicino al dialetto rispetto all’italiano».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Non sarà questa considerazione a dare dignità di lingua al nostro vernacolo e il traduttore certo non nasconde  i problemi di trascrizione di una parlata che manca ancora di convenzioni universalmente riconosciute. Ma certamente l'aver tradotto la parola sacra è un primo passo verso la definizione di un modello da imitare. Bisognerebbe però andare avanti e tradurre gli altri libri. «Ho già pronti diversi capitoli degli altri tre Vangeli. Ma per tradurre tutta la Bibbia - continua l'autore - ci vuole tempo. E io ho già 77 anni».

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Salvatore Schirone
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  • Manlio Baleani - Sono molto interessato alla versione barese del vangelo di Marco e gradirei sapere dove è possibile acquistarlo o se è possibile averlo in contrassegno. grazie attendo una risposta Manlio Baleani

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