di Mattia Petrosino - foto Adriano Di Florio

Bussole, fari, cartine, modellini: nel Porto un'antica associazione ha creato il "museo del mare"
BARI – «Il nostro scopo è quello di far riavvicinare i baresi all’antica cultura del mare». Parole del contrammiraglio Luigi Laricchia, presidente dell’Associazione nazionale marinai d’Italia di Bari, un sodalizio che opera nel Porto del capoluogo pugliese dal 1955 e che raggruppa 150 persone tra militari in servizio e in congedo. (Vedi foto galleria)

Tra gli obiettivi del gruppo (presente a livello nazionale dal 1895), c’è anche quello di difendere lo spirito e le tradizioni che permeano la vita marinara. Un qualcosa che l’associazione porta avanti promuovendo tra l’altro visite all’interno della propria sede: uno spazio che è divenuto un vero e proprio “museo del mare”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui è infatti possibile ammirare divise, bussole, cartine, stemmi, foto d’epoca, oltre ad avere accesso a una biblioteca fornita di 1400 volumi e a una sala didattica nella quale trovano posto splendidi modellini navali.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un luogo quindi dove è possibile “riappropriarsi” della cultura marinaresca, situato paradossalmente proprio all’interno di quel Porto divenuto ormai una “città nella città” chiusa in se stessa, che ha escluso da tempo l’Adriatico alla vista dei baresi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per visitare quindi l’associazione accediamo nel Porto dal Varco della Vittoria per dirigerci verso il Molo Pizzoli, lo stesso sul quale trovano posto la Lega Navale del 1901, l’unica officina di Bari che produce ancora accessori nautici, oltre all’ex Acquario Provinciale in disuso dal 2008. Superata l’entrata del molo, scorgiamo dopo pochi metri sulla sinistra un ingresso con una targa azzurra che recita “Ass. Marinai D’Italia”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Entriamo e ci ritroviamo in una stanza in cui è possibile ammirare fotografie d’epoca, la bandiera italiana con su apposto il blasone della marina, divise bianche e diversi stemmi. Ad accoglierci è il presidente e contrammiraglio Luigi Laricchia, che ci racconta la storia di questa sede.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Nacque nel 1955 – esordisce – e il primo presidente fu il commendatore Giuseppe Torre, seguito poi nel corso degli anni dallo storico Pasquale Trizio a cui sono subentrato io nel marzo 2021. Il fine del sodalizio è sempre stato lo stesso: quello di coinvolgere e avvicinare i cittadini alla cultura marinaresca».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A questo proposito l’ammiraglio coglie subito l’occasione per mostrarci la biblioteca, uno spazio dedicato alla raccolta di oltre 1400 volumi che vedono come protagonista il mare. «L’abbiamo creata per i baresi e in particolar modo per i giovani studiosi desiderosi di approfondire tematiche legate a questo mondo – ci spiega –. È quindi aperta a tutti: ciascuno è libero di recarsi qui e consultare questo raro patrimonio librario».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Continuiamo a perlustrare l’ambiente e notiamo che ai lati di una porticina vi sono i cosiddetti fanali di navigazione. Sono luci che fungono da “semaforo”: posizionati su ogni imbarcazione dal tramonto all’alba segnalano la propria presenza e informano delle intenzioni di manovra. «Abbiamo deciso di esibirli perché vogliamo che chiunque passi di qui si senta un po’ come se fosse su una nave – ci dice sorridendo Laricchia –. Quello di colore rosso è il fanale laterale di sinistra e indica di fermarsi, mentre il verde è laterale di dritta e avvisa che ci si può muovere».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A darci l’idea di essere su un’imbarcazione non sono però solo le luci, ma anche i numerosi strumenti nautici. Tra questi una bussola antica, una radio da soccorso e una cartina marittima.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Proseguiamo il nostro tour nella sala didattica museale, una stanza dove sono presenti molteplici modellini donati dalle agenzie marittime locali. Tra questi ci colpiscono il battello a vapore “The King of Mississippi”, le turbonavi gemelle “Raffaello” e “Michelangelo” (ultimi transatlantici della Società Italia Navigazione) e le navi da soccorso della Regia Marina, come la “Laurana”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Tutto ciò che avete ammirato è solo il primo tassello di un più ampio progetto: quello di realizzare a Bari un museo del mare – precisa la nostra guida –. Nel frattempo sosteniamo parecchie iniziative tese a sensibilizzare i giovani, accogliendo in sede studenti di numerosi istituti scolastici a cui mostriamo anche documentari e audiovisivi».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma prima di completare l’esplorazione facciamo la conoscenza di tre anziani marinai in divisa: Rocco Velon, Attilio Cuccovillo e Giuseppe Massari. «Il mio amore per il mare è nato nel 1957 – racconta l’85enne Attilio –: in quell’anno fui chiamato per la leva, anche se dopo aver prestato servizio feci tutt’altro nella vita. Eppure la Marina mi è rimasta nel cuore: nelle mie vene ancora oggi scorre più “acqua salata” che sangue e così nel 2007 decisi di riavvicinarmi a questo mondo».  

L’ultima tappa del nostro viaggio ci conduce davanti a una parete dove sono posizionati due quadri con le foto di alcune delle persone che caddero nel Porto di Bari durante la Seconda Guerra Mondiale.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Sin dalla nostra fondazione abbiamo voluto ricordare le dolorose vicende accadute durante l’ultimo conflitto bellico – sottolinea Laricchia –. Nel 2000 abbiamo fatto erigere all’interno del porto una grande targa con tutti i nomi di coloro che sono morti sia il 2 dicembre 1943 a causa del bombardamento da parte della Luftwaffe tedesca, sia il 9 aprile 1945 quando saltò in aria la nave statunitense Charles Henderson. Perché è bene che non si dimentichi chi ha dato la vita per difendere l’Italia e il suo prezioso mare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per contattare l'Associazione Marinai: 333 203 0422

(Vedi galleria fotografica)


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Mattia Petrosino
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