di Mariangela Dicillo

I fratelli Prayer: gli artisti veneziani che si stabilirono a Bari, per amore
BARI – Il Comune di Bari ha recentemente attribuito al primo tratto di strada Sant’Anna, a Japigia, il nome di “via Fratelli Prayer”. Ma chi erano i fratelli Prayer? Erano due pittori e decoratori del primo ‘900 che per una volta non fecero il percorso dal Sud al Nord, ma il contrario: si mossero da Venezia (passando da Lione) alla volta di Bari, dove si stabilirono. Per conoscere meglio l’opera e la vita dei Prayer ci siamo rivolti alla professoressa di Storia dell’Arte Elisabetta Troccoli che in gioventù, in prima istanza per la passione verso l’argomento e poi perché divenuta moglie di uno degli eredi dei Prayer, eseguì ricerche approfondite e pubblicò numerosi studi sulla loro storia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché i Prayer si stabilirono a Bari?

I due fratelli iniziarono a fare arte negli anni ’20. Eseguirono i loro studi a Venezia, per poi continuarli all’Accademia delle Belle Arti di Lione, dove si diplomarono. Mario, il maggiore fra i due era a Bari per lavoro e per alcuni concorsi artistici. Durante il suo soggiorno s’innamorò di una giovane donna del posto e decise di rimanerci. Allora fu raggiunto da Guido, fratello minore di 11 anni, con cui realizzò un sodalizio professionale che portò alla produzione di numerose opere e alla sperimentazione di nuove tecniche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E in Puglia in che tipo di produzione si specializzarono?

Realizzarono affreschi, tele e decorazioni per chiese, edifici pubblici e abitazioni private. Se vi recate ad esempio in Ateneo e proseguite verso l’Aula Magna, al primo piano, potrete ammirare degli affreschi su tutte le pareti e sul soffitto. Quelli, insieme con gli arredi, sono stati realizzati da Mario e Guido. Ed anche quelli nel teatro Kursaal Santalucia, nella sala Giuseppina, in quello che era il vecchio cinema Oriente, se si entra nella sala cinematografica e ancora nell’aula consiliare del Municipio e nel Palazzo della Prefettura.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quindi realizzavano affreschi in palazzi più che in chiese….

Fino a un certo punto. Poi si specializzarono in ambito più religioso e quindi furono funzionali alla rappresentazione di affreschi nei luoghi di culto. Dipinti che è possibile trovare nella Chiesa di San Giuseppe nel rione Madonnella o in quella dell’Immacolatanel quartiere Murat.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Spostandoci da Bari dove è possibile ammirare le loro opere?

In Puglia ad esempio possiamo osservare affreschi e dipinti su tela nel Santuario della Madonna della Coltura a Parabita, in provincia di Lecce. Occorre fare un discorso a parte, poi, per la regione Basilicata: i fratelli operarono una sorta di colonizzazione artistica in Lucania. Esempio fondamentale può essere considerata la Cattedrale di Potenza, dedicata a San Gerardo, vescovo patrono della città. Se ci si reca nella chiesa, risulta difficile non volgere lo sguardo verso l’alto per ammirare la decorazione ad affresco che ricopre la volta e che è una delle rappresentazioni a cui i Prayer devono il loro successo all’epoca in cui operarono.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Possono essere inseriti in una determinata corrente pittorica?

Alcuni li definiscono portavoci del Liberty e del Simbolismo. Secondo me non possono essere inseriti in una categoria artistica ben definita, ma in una più vasta e generale che comprende i vari influssi mutuati da più stili. Posso affermare con certezza, però, che rappresentano in maniera originale gli anni a cavallo tra XIX e XX secolo. Avevano un cuore classico arricchito dall’enciclopedica conoscenza del repertorio artistico e culturale italiano dei primi anni del ‘900. È come se, durante tutta la loro esperienza artistica, avessero ripreso i motivi tipicamente ottocenteschi e li avessero adattati, quasi come un atto di ribellione, ai dettami della moda del secolo nuovo. Affrontarono una varietà di temi con una sicurezza artistica e maestria di impostazione che culminò in una sapiente sintesi. Una sinfonia garbata ed elegante è il leitmotiv della loro produzione artistica.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Che rapporto avevano con l’arte?

L’arte era la modalità attraverso cui ridisponevano e riproducevano una realtà ricodificata dal loro bagaglio culturale e dalla loro visione del mondo. Mario e Guido amarono oltremodo la loro arte, fino alla fine. Mario rimase a un certo punto della sua vita semi paralizzato. Ebbene, continuò a lavorare solo con la mano sinistra,  trasmettendo alle proprie creazioni la sofferenza che provava e, allo stesso tempo, la passione dettata dalla volontà di superarla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Scritto da

Lascia un commento
  • Arch. Luca Maselli - I due fratelli (ma più Mario) nel 1921 firmano anche la decorazione dell'aula consiliare di Toritto ispirandosi al fregio realizzato da Giulio Aristide Sartorio per la camera dei deputati nel periodo 1908-12. Il maestro Sartorio sperimentò l'uso delle proiezioni fotografiche riprendendo i modelli dall'alto e bagnando loro le vesti per farle aderire di più ai corpi; ma egli non usa la tecnica obsoleta dell'affresco ma su grandi tele industriali i sperimenta una tecnica mista di olii e cere che danno una luminosità inusitata a differenza del lavoro del Prayer che è fatto con tempere a secco e che ha subito le ingiurie del tempo e delle infiltrazioni. Le due opere non sono minimamente paragonabili a mio parere e se si tiene anche conto che le opere dei f.lli Spizzico (modernissime) sono coeve a quelle dei Prayer ( anche loro provenienti da una famiglia di decoratori ) trovo che l'opera del Prayer sia stata notevolmente sopravvalutata. Consiglierei allora di andare a guardare più che le opere agiografiche realizzate durante il ventennio fascista, foraggiate da un insulso ministro dei lavori pubblici locale (Arnaldo Di Crollalanza socialista traditore come l'ineffabile duce)) l'opera matura realizzata tra il 1946 e il '54 in quel di Roma nella chiesa dell'Immacolata e San Giovanni Berchmans nel quartiere San Lorenzo. Lì forse il Prayer capisce cosa sia stato il fascismo e ne fa ammenda affrescando le volte della chiesa con la gloria della Madonna tra i martiri e i santi dando loro i volti presi dalle 3000 foto di quelli che morirono sotto il bombardamento del 19 luglio 1943 . Il quartiere San Lorenzo ha una gloriosa storia di opposizione al fascismo ed infatti dopo le barricate contro gli assassini comandati da italo balbo neanche il duce osò mai mettervi piede. Lo fecero invece i Revv. P.P. Giuseppini del san Leonardo Murialdo che da sempre convissero pacificamente con i" senza Dio" socialisti e con il rivoluzionario metodo educativo della Montessori che lì fondò la sua prima scuola. Per altri confronti sono sempre disponibile.

Powered by Netboom
BARIREPORT s.a.s.
Copyright BARIREPORT s.a.s. All rights reserved