di Daniele Cifarelli

Non solo pasquette: tra balene, laghi e natura alla scoperta della Diga di San Giuliano
MATERA - Non solo un luogo simbolo delle “pasquette baresi”, ma anche un ameno ritrovo in cui vivere una perfetta esperienza naturalistica. Stiamo parlando della Diga di San Giuliano, un lago artificiale circondato da un folto bosco che si estende su un’area di 1000 ettari compresa tra i territori di Matera, Miglionico e Grottole. (Vedi foto galleria)

Una zona che dal 2000, con una legge della Regione Basilicata, è diventata “riserva protetta” vista la presenza di numerose e in alcuni case rare specie animali. Del resto parliamo del posto dove nel 2006 furono rinvenuti i resti di una balena vissuta un milione di anni fa: il più grande fossile di cetaceo preistorico mai scoperto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tale invaso nacque con la funzione di bacino idrico e fu finanziato con stanziamenti della Cassa Del Mezzogiorno inseriti all’interno del Piano Marshall. I lavori per creare una diga sul fiume Bradano durarono dal 1950 al 1957 e da quel momento l’area cominciò ad attrarre sia visitatori che fauna di ogni tipo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La diga diventò quindi un’oasi nel 1976, “bene paesaggistico” l’anno successivo e nel 2000, come detto, fu dichiarata riserva. A gestirla (a seguito di una convenzione con il Consorzio del Bradano e di Metaponto) ci pensa dal 1989 il Wwf.

È proprio un membro dell’associazione ambientalista ad accoglierci a San Giuliano: si tratta di Gerardo Smacchia. Per fare la sua conoscenza imbocchiamo da Miglionico la SS 7 “Appia” per poi svoltare in una strada secondaria che dopo in paio di chilometri ci conduce alla riserva.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui è stata costruita la sede del Wwf: una casa in legno che contiene numerosi cartelli e fotografie che indicano le varie specie che è possibile incontrare nell’oasi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si va dalla testuggine di Hermann al tasso, dalla lontra a vari tipi di serpente, dal gatto selvatico al cinghiale, sino ad arrivare a numerose specie di pesci (carpe, tinche, persici, pesci gatto) e di uccelli. Cormorani, cavalieri d’Italia, fenicotteri, oche selvatiche, aironi cenerini, svassi, nibbi bruni, falchi pescatori hanno infatti trovato qui un luogo dove vivere e o fermarsi durante le migrazioni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Gerardo ci mostra un nido del codibugnolo e un altro del pendolino. «Quest’ultimo – ci dice – è il simbolo di San Giuliano. Il suo nome deriva dalla caratteristica forma del suo nido, a pendolo appunto».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

All’interno della baita c’è poi il calco di “Giuliana”, la balena preistorica rinvenuta nel 2006 sulle sponde del lago. Lunga 27 metri viveva qui un milione d’anni fa, nell’era pleistocenica, quando la Basilicata era una sorta di laguna adagiata sul mare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma è ora arrivato il momento di esplorare la diga. È possibile seguire due sentieri: uno conduce direttamente all’invaso, l’altro porta a un punto posto un po’ più alto da cui è possibile scrutare anche il versante materano della riserva.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Noi seguiamo il primo. Ci ritroviamo così all’interno di un’area naturale fatta di tamerici, pioppi e salici. Nei pressi dell’acqua invece sono predominanti pini d’Aleppo, eucalipti e cipressi: si tratta di alberi piantati qui dopo un’operazione di rimboschimento e che regalano zone d’ombra grazie a cui godersi dei picnic. Da qui è possibile anche intravedere la collina sulla quale giace il paese di Miglionico.

Arriviamo infine davanti al lago. Si estende per 8 km quadrati ed è segnato dall’invaso alto 38 metri che sbarra da più di cinquant’anni il corso del fiume Bradano. Non siamo soli: molte famiglie hanno sfruttato il primo caldo estivo per farsi una passeggiata nella natura. E in effetti una visita a San Giuliano ripaga ampiamente.

Il luogo è completamente circondato dalla vegetazione e il suo colore celeste brillante si sposa perfettamente con il verde chiaro dei prati e quello scuro degli alberi sempreverdi. Qui tutto procede lentamente e lo specchio d’acqua, quasi immobile, assorbe e rilascia i raggi solari con calma, “proteggendo” chi si trova sulla sua sponda.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Pensare che a Pasquetta questo posto si popolerà di centinaia di ragazzi, che scelgono da sempre San Giuliano per trascorrere quel giorno di festa. Ma ora noi approfittiamo della quiete regalataci per assaporare questa intensa e rara aria lacustre, che ci avvolge e ci appaga.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Daniele Cifarelli
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  • Giuseppe - Interessante, accurato e di scorrevole lettura. Complimenti
  • Stefano - Posto bellissimo, stupendo, ideale per una passeggiata. 21 Maggio 1972 Marito (io) Moglie (la mia incinta al nono mese), in una splendida Fiat 500, partenza da Bari con colazione al seguito e gita al lago di S. Giuliano in compagnia di altri parenti ed amici. Giornata splendida, rientro in tarda serata sfiniti ma sereni e contenti. Ore 24,10 doglie e doglie......rialzati dal letto, prendi la amata moglie e corri in clinica. ore 02,30 nasce mio figlio Giulio. Moglie tutto bene. E come puoi dimenticare quella bella gita al Lago di Sa. Giuliano??? consigliata a tutti ma non alle gestanti. Comunque proprio un bel ricordo. Grazie Stefano