di Ilaria Palumbo

Viaggio all段nterno delle grotte di Polignano, celate dalla scogliera a picco sul mare
POLIGNANO A MARE –  Veri e propri scrigni rocciosi custoditi ai piedi di un’alta scogliera a picco sul mare, che celano un mondo profumato da aneddoti, storie, passaggi segreti, colori e giochi di luce sorprendenti. Parliamo delle grotte di Polignano, quasi un’unicità della costa adriatica della Puglia, che tra le estremità del Gargano e Santa Maria di Leuca, per centinaia di chilometri, presenta solo un litorale basso e uniforme. (Vedi foto galleria)

Nei pressi del paese a sud di Bari invece la scogliera si fa a strapiombo raggiungendo anche i 20 metri di altezza. «La sua conformazione “inedita”– ci spiega il geologo Vito Pellegrini – è dovuta alla creazione di gradinate tettoniche derivanti dal sollevamento geologico della Puglia, schiacciata fra gli Appennini e le catene montuose di Grecia e Albania. Il centro storico di Polignano è nato esattamente sul bordo di questi gradoni e le grotte sono il risultato del fenomeno carsico sommato alla forza del mare che ha rimodellato quelli che in origine erano condotti che attraversavano la terra».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ed è proprio queste grotte che siamo andati a visitare (vedi video). Essendo difficili da raggiungere anche nuoto, vista la quasi assenza di punti di accesso al mare in questo tratto di costa, ci siamo avvalsi dell’aiuto del 55enne polignanese Dorino Contento. Lui, assieme al figlio 23enne Cristian, organizza da 28 anni gite in barca alla scoperta di queste cavità. «Ho iniziato – ci rivela l’uomo -  dopo che l’ex velocista americano Ben Johnson, trovandosi nel porto di Polignano, mi chiese di fargli fare una passeggiata con il mio natante». 

Il nostro itinerario parte all’altezza della pittoresca spiaggia di Lama Monachile. Da qui ci spostiamo in direzione sud costeggiando l’alta scogliera su cui sono abbarbicate le casette del centro storico, che sfilano incastonate nella roccia con le loro persiane e i balconi a picco sul mare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ed è proprio sotto queste abitazioni che si trova la prima cavità marina, che ci accoglie con la sua “bocca” rocciosa spalancata. «Questa è la “grotta della cattedrale” – ci dice Dorino -, chiamata così perché in passato preti e suore scendevano per fare il bagno tramite una scaletta». Le pareti sono appuntite e sporgenti, con diverse sfumature di calcare stemperato dai tonfi delle onde del mare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A pochi metri di distanza si trova la più famosa “grotta Palazzese”, denominata in questo modo perché un tempo faceva parte dei beni del palazzo della famiglia Leto, feudataria di Polignano nel 700. La caverna offre due ingressi ed è probabilmente la più vasta di tutto il litorale: ospita addirittura uno storico ristorante.  

Ci infiltriamo all’interno: l’antro è semibuio, illuminato solo dalle luci del locale sovrastante ricavato in un ellisse “scavato” nella pietra. I movimenti della barca provocano delle piccole onde che vanno a infrangersi sulle rocce massicce che qui assumono colori più caldi tendenti all’ocra e punteggiate di verde. «Per la sua grande bellezza – ci confessa la nostra guida – i principi usavano portare qui le proprie spose per trascorrervi la prima notte di nozze».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Usciamo e ci affianchiamo a un tratto di costa definito dalla presenza di quattro grotte che si susseguono una accanto all’altra, ma di cui è possibile visitarne soltanto la prima, essendo le altre troppo strette. Qui la scogliera si fa molto chiara, quasi bianca, ma la vera sorpresa si trova all’interno: navigando infatti sull’acqua trasparente si arriva a una spiaggetta di sabbia e ciottoli adagiata ai piedi della rupe. Sembra di essere in un film tipo “Laguna blu”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Come da film è il racconto che ci fa Cristian. «Negli anni 50, durante il contrabbando del sale – afferma il giovane – i trafficanti si nascondevano qua dentro e, se inseguiti dalle forze dell’ordine, fuggivano attraverso un piccolo passaggio nascosto che porta all’incavo confinante: un pertugio che non è visibile dall’esterno».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Superate le altre tre piccole grotte, poco più avanti troviamo un’ampia cavità. Qui la roccia è ben illuminata e punteggiata da muschio verde e in un angolo sono visibili alcuni gradini ricavati dal tufo che conducono, attraverso un piccolo tunnel, al sovrastante lungomare Ardito.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Siamo ora arrivati in un tratto caratterizzato da poche case: qui la costa lascia spazio solo alla natura. A colpirci è un punto contraddistinto da una serie di “pilastri” di roccia, che sorreggono le volte di due concavità adiacenti e che ci introducono in un’area protetta. «Quasi tutti i giorni in questa zona – ci racconta Cristian – è possibile incontrare delfini, tartarughe di mare e in alcuni casi anche squali».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sulla nostra sinistra imponente e solitario si erge lo “scoglio dell’eremita”, un isolotto dalle pendici scoscese su cui impera una croce. È chiamato così perché per circa trent’anni qui avrebbe vissuto un religioso solitario, cibandosi del solo pesce che riusciva a pescare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Dopo aver fiancheggiato la piccola insenatura del porticciolo di Portalga, ci avviamo verso l’ultima tappa del nostro tour. Si tratta di “grotta Stampagnata”. «Questa - afferma Dorino - è una cavità unica al mondo per le numerose stalattiti di sale (e non di calcare) che costellano il soffitto: creano forme che ricordano broccoli e volti umani».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Varcato l’ingresso ci rendiamo subito conto della sua unicità e bellezza: piccole aperture sulla parete superiore lasciano filtrare i raggi del sole, che dopo essersi riflessi nell’acqua cristallina rimbalzano sulle pareti rocciose illuminandole e svelandone le diverse sfumature di colore, che vanno dal verde all’azzurro al viola intenso.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Alle 13:20 la luce passando attraverso il più piccolo dei fori crea sulla roccia l’immagine di un cuore perfetto – ci rivela Dorino -. Ed è per questo che io l’ho soprannominata la “grotta degli innamorati”».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)
 
Nel video (di Carlo Gelardi e Gianni de Bartolo) il nostro viaggio all’interno delle grotte di Polignano:


  
 

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Ilaria Palumbo
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