di Ilaria Palumbo

Chiese nascoste, artisti che vivono in abbazia e solo 50 abitanti: è la San Vito d’inverno
POLIGNANO A MARE - E’ uno dei posti più suggestivi del barese, conosciuto principalmente per il suo pittoresco porticciolo e per l’antica abbazia che domina l’intero borgo. Parliamo di San Vito, frazione di Polignano a Mare, antico insediamento monastico risalente al VI-VII secolo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

D’estate qui si riversano tanti turisti, attratti dal bel mare e dai numerosi ristoranti che si affacciano sulla costa, ma nei mesi successivi la località si svuota, lasciando “soli” i suoi cinquanta residenti. Perché sì, San Vito “esiste” anche d’inverno, popolata da persone irriducibili che anche in assenza di negozi o supermercati preferiscono comunque vivere a contatto con la natura e il mare. Siamo andati a trovarli una domenica mattina di fine ottobre. (Vedi foto galleria)

San Vito si trova praticamente a ridosso della statale 16, a 3 km a nord del centro abitato di Polignano. La raggiungiamo seguendo una stradina che partendo dalla complanare arriva direttamente al mare. Qui, circondata dai campi dove si coltiva la famosa “carota di Polignano” e affacciata su un porticciolo punteggiato da tanti "gozzi", si trova l’imponente abbazia benedettina.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il prospetto della struttura è costellato da piccole finestre disposte su due piani, mentre sul terzo si trovano i balconi del loggiato adornati da un elegante cornicione. Sul tutto svetta un alto campanile. E’ il segno che all’interno dell’edificio si nasconde una chiesa: viene aperta solo un giorno a settimana, la domenica alle 10, quando vi si celebra la santa messa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sono le 10.30 quando entriamo nell’abbazia dall’ingresso laterale e attraverso un arco veniamo condotti in uno spazioso cortile al cui centro spicca il monastero, delimitato da quattro torri angolari. In questa struttura è incastonata la chiesetta. Quando vi accediamo la celebrazione è già iniziata e sono presenti una ventina di persone che occupano quasi tutte le sedie presenti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’edificio sacro si presenta piccolo ma accogliente: la navata centrale conduce verso l’altare maggiore dove si può ammirare il trittico dei santi Vito, Modesto e Crescenza. Le navate laterali sono invece ricche di quadri raffiguranti immagini sacre e di altari minori. Su di uno in particolare si erge la statua di San Vito (le cui spoglie sono state custodite qui più di mille anni fa) raffigurato con una croce in mano e circondato da un cane e da un leone.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Usciamo dalla chiesa e notiamo come il monastero sia circondato da costruzioni bianche molto semplici: si tratta delle celle che un tempo ospitavano i monaci e che ora sono state ristrutturate e adibite a veri e propri appartamenti: sono tutti dotati di campanello e cassette postali. L’abbazia è infatti abitata, non più dai religiosi ma dai proprietari e da alcuni affittuari.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Il padrone dell’abbazia è il 70enne Augusto La Greca, discendente del marchese di Polignano Pasquale La Greca che all’inizio del Ottocento rilevò tutta la struttura dai monaci benedettini. «Augusto e la sua famiglia risiedono nella parte nobile della struttura, sopra la chiesa – ci spiega il 63enne Michele, uno degli inquilini -, mentre io e altre sei famiglie, quasi tutte formate da artisti, viviamo stabilmente in quelle che un tempo erano le celle dei monaci e in alcuni ex magazzini ristrutturati. Abbiamo scelto di stare qui, immersi nella pace e nella tranquillità».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Lasciamo l’edificio e ci dirigiamo verso il porticciolo, una spiaggia su cui sono ormeggiate numerose barchette, alcune rosse e verdi, altre bianche o azzurre. Qui incontriamo Domenico, un pescatore di 54 anni. «Tutte queste barche potrebbero far pensare che questo sia ancora un borgo di pescatori – sottolinea -, ma in realtà anche se abbiamo i gozzi ormeggiati qua, la maggior parte di noi è andata a vivere nella più comoda Polignano».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche il 78enne Battista, intento a pescare dalla riva, ammette di aver vissuto in passato a San Vito, ma di essersi trasferito in seguito “in città”. «Anche se vengo qui tutti in giorni per buttare l’amo in acqua sperando di prendere qualche grongo», ci dice.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Alla sinistra del piccolo porto un vialetto conduce alla torre d’avvistamento Saracena: si trova praticamente sul mare e sovrasta una spiaggia formata da piccoli scogli e pietroline. Noi però ci dirigiamo a destra della baia, per immergerci nel centro abitato del borgo, lì dove vivono gli irriducibili “sanvitesi”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il “paese” è formato da qualche decina di case molto basse costruite sulla costa: sono bianche o in pietraviva dotate più o meno tutte di un balconcino. Popolate d’estate, vengono sgombrate in autunno. Ma alcuni come detto resistono. Come la 40enne Giselda, che risiede qui con la mamma 87enne. «Io sono una delle cinquanta persone che hanno deciso di vivere a San Vito anche nei mesi più freddi – ci spiega con orgoglio la donna -. Abito qui da sempre, assieme a mia madre, mio marito e mia figlia. La nostra è una scelta di vita. E’ vero, non ci sono servizi, ma è così bello stare sul mare tutto l’anno adeguandosi alla semplicità e ai ritmi lenti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Come darle torto? Un po’ invidiosi e godendo di una splendida vista dell’abbazia che si staglia sul mare, non ci resta che abbandonare San Vito. Per qualche mese andrà in letargo, animata solo dai suoi intimi abitanti, in attesa che la chiassosa folla di forestieri torni a rompere il suo silenzio secolare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Ilaria Palumbo
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