di Mina Barcone

Alla ricerca degli edifici coperti da rampicanti: i casi di Palese e Grumo
BARI – Qualche settimana fa abbiamo parlato dell’unico caso a Bari di “palazzo-giungla”, cioè di un edificio completamente ricoperto di foglie verdi. Se però ci si sposta dal centro cittadino qualche altro esempio di bioarchitettura, comunque molto raro, è possibile trovarlo. Abbiamo scovato una torre a Palese (con una storia molto interessante) e una palazzina a Grumo. (Vedi foto galleria)

Il primo edificio, una torretta risalente molto probabilmente alla Seconda guerra mondiale, si trova in via Nazionale a Palese, nei pressi della scuola superiore Ettore Majorana. E' possibile notarlo, sebbene in lontananza, anche dalla tangenziale di Bari andando in direzione nord. Situato all'interno della villetta della famiglia Buonpensiero, si erge maestoso tra gli alberi che lo circondano interamente rivestito dal manto verde di piccole foglie.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Sono stato io, dopo aver ristrutturato la torre negli anni Sessanta, a piantare i semi di quinquefolia – spiega il 70enne signor Buonpensiero –. Questa pianta rampicante con il tempo ha ricoperto l'intero edificio regalandoci oggi questo singolare spettacolo».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Alta circa 16/17 metri, la torre conserva ancora le feritoie, visibili nonostante il verde che le ricoprono, attraverso le quali durante la guerra i soldati posizionavano i loro fucili per sparare verso il nemico qualora si fosse presentato. «Quando ho acquistato questa torretta – dice il proprietario– era registrata al catasto come l'edificio più alto di tutta Palese. Trovandosi in una posizione strategica fu utilizzata durante la guerra come torre di avvistamento».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ha una storia meno avventurosa ma un aspetto simile, l’edificio che si trova a Grumo Appula, in via Salvemini (vedi video). Si tratta di una grande abitazione a due piani coperta interamente da foglie di vite canadese, un viticcio ornamentale che ne riveste le pareti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«La casa – spiega il il figlio della signora che la abita, il 53enne Enzo Balzano– è stata costruita da mio padre e da mio zio all’inizio degli anni 80. Nel corso degli ultimi lavori ricordo che finirono i soldi e non fu possibile passare l'intonaco all'esterno. Mio zio aveva piantato una piccola piantina di vite canadese e si decise di permettere alla rampicante di crescere nel tentativo di andare a coprire le pareti. E il risultato, inaspettato, è quello che vedete: una casa verde, rifugio per tanti uccellini».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

*con la collaborazione di Salvatore Schirone

Nel video, la casa-giungla di Grumo:


 

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Mina Barcone
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