di Salvatore Schirone

Bari, 110 anni dal ponte radio di Marconi: ma non si sa dove celebrarlo
BARI - «Tutto è pronto, ci sono anche le autorizzazioni ministeriali, ma non abbiamo ancora un luogo dove celebrare questo importante anniversario». Così Francesco Cozzi, radioamatore e membro del direttivo dell'Ari di Bari, l’Associazione Radioamatori Italiani, annuncia la volontà di festeggiare il prossimo 25 aprile il 110ecimo anniversario della prima trasmissione radiofonica che Guglielmo Marconi effettuò tra Bari e la città portuale di Bar in Montenegro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Quest'anno, in accordo con i nostri colleghi radioamatori montenegrini  vorremmo ricordare l'evento ristabilendo lo stesso ponte radio», spiega Cozzi. La data del 25 aprile è quella preferita perché, oltre che essere il giorno di nascita di Marconi (25 aprile 1874), ricorda un evento molto significativo per i radioamatori, la liberazione di RadioBari dagli americani. L'Ari vorrebbe anche allestire una mostra marconiana come negli anni passati. Si tratta della esposizione della collezione di Umberto Giarletti, la più grande raccolta di cimeli marconiani del mondo. Oltre mille pezzi tra macchinari e documenti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quello della trasmissione di Marconi è un evento forse poco noto, ma di grande importanza per la città di Bari. Il geniale inventore dopo aver brevettato a Londra nel 1896 il primo sistema al mondo di telegrafia senza fili e trasmesso nel dicembre 1902 i primi messaggi completi dalla stazione di Glace Bay, Poldhu (Scozia), riuscì a stipulare nel 1904 un contratto internazionale che avrebbe cambiato i rapporti e le comunicazioni tra le nazioni e i continenti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le firme furono apposte a Londra il 5 maggio di quell'anno, tra J. Popovic, direttore generale delle poste e telegrafi del Montenegro e lo stesso Guglielmo Marconi per conto del Regio Servizio Postale e Telegrafico Italiano. E fu scelta proprio Bari come teatro e sede ufficiale del primo collegamento radio attraverso l'Adriatico per unire la costa italiana e quella balcanica, dando alla città il suo primo affaccio verso Oriente. Le stazioni trasmittenti furono collocate rispettivamente sulla penisoletta di San Cataldo, presso il faro a Bari, per il fronte italiano, e sulla collinetta di Volujica del porto di Bar per il versante montenegrino, come si possono vedere in alcune foto d'epoca conservate dal farista Gaetano Serafini.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Il primo messaggio fu trasmesso il 3 agosto 1904. La stazione di San Cataldo fu attiva per 10 anni. Le trasmissioni infatti cessarono con la distruzione della stazione di Bar nel 1914 durante la Grande Guerra. Nel solo primo anno di vita furono scambiate 18.867 parole.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Bari ha sempre ricordato questo anniversario con piccole e grandi cerimonie. Alcune targhe poste presso la scuola dell'infanzia "Marconi", che sorge oggi al posto della stazione trasmittente, ricordano il 50esimo anniversario. E più recentemente, nel 2004 in occasione del primo centenario, è stata eretta a imperitura memoria un'altra insegna sul lungomare, di cui esiste a Bar il suo corrispettivo balcanico (vedi foto galleria)

Quest’anno si vorrebbe fare qualcosa di più, ma regna l'incognita del luogo dove allestire tali manifestazioni. A Bari si è infatti in piena campagna per l’elezione della nuova amministrazione Comunale e le “preoccupazioni” sono altre. La speranza è che Marconi, il genio inventore della comunicazione moderna, riesca a far dialogare politica e cultura.

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Salvatore Schirone
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