Da "oro del mare" a prodotto di poco valore: il pesce azzurro non lo vuole più nessuno
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venerdì 6 febbraio 2026
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di Francesco Sblendorio
Ma come mai si è scelto di gettare a mare proprio questa varietà di pesce? Il motivo è semplice: alici e sarde non hanno quasi più mercato. Sono infatti lontani dai tempi in cui il pesce azzurro era considerato “l’oro del mare”, presente su tutte le tavole e pescato in gran quantità.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Per capire i motivi di questa radicale trasformazione nell’offerta e nella domanda del pesce, abbiamo parlato con Alessandro Fiorentino, vicepresidente dell’Associazione Marinai di Santo Spirito.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Intanto spieghiamo bene che cosa è accaduto il pomeriggio del 26 gennaio.
I pescherecci stavano rientrando in porto quando noi pescatori ci siamo resi conto che il pescato era talmente tanto da non permetterci di issare le reti a bordo. La situazione stava diventando pericolosa, anche perché c’era ancora la risacca dovuta alla mareggiata dei giorni precedenti: tra le onde e il carico di pesce, si rischiava di finire contro gli scogli. Non restava quindi che alleggerire le reti. Abbiamo così aperto il sacco per smaltire una parte del pescato, per poi richiuderlo e tirarlo a bordo. In genere questa operazione si fa al largo, ma quel giorno c’era risacca, pertanto l’abbiamo fatta in porto. Quindi i pesci scartati, ormai morti, sono stati trasportati dalle onde sul bagnasciuga.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Non potevate caricare il pesce in barca?
Una piccola parte l'abbiamo tenuta e regalata, ma avendoli tolti velocemente dalle reti i pesci si erano rovinati: la pelle era consunta e ne usciva la carne. Non erano più utilizzabili.
Dalle foto appare chiaro che non avete smaltito a caso: a mare sono state buttate solo alici e sarde…
In questi casi bisogna per forza selezionare (noi usiamo il termine dialettale capare): si lasciano i pesci che sicuramente si riuscirà a vendere e si scartano quelli che hanno poco mercato. Ecco perché la scelta è caduta su alici e sarde: sono i meno richiesti da pescherie e ristoranti e il loro valore è bassissimo, massimo a 5 euro al chilo all’ingrosso e 9 euro al dettaglio.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Come mai?
È un problema che riguarda un po' tutto il pesce azzurro (così chiamato per il colore del dorso che accomuna le specie di tale categoria), quindi ad esempio anche gli sgombri. La cosa è incredibile, se si pensa che prima questo tipo di pescato era considerato l’“oro del mare”. I nostri antenati calavano reti enormi proprio per catturare alici e sarde che avevano un grande valore. Del resto hanno carni morbide e saporite, un sapore intenso, sono facili da digerire e si adattano a diversi tipi di ricette. In più hanno un alto contenuto di proteine, grassi Omega3 che fanno bene al cuore e alla circolazione, sostanze antiossidanti e sali minerali quali calcio, fosforo e potassio. Io stesso ricordo che, quando ero piccolo, mia madre metteva le sarde fritte nel panino che portavo a scuola.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
E allora perché oggi il pesce azzurro non lo vuole più nessuno?
Le ragione sono varie. Prima di tutto è cambiato lo stile di vita delle famiglie. I ritmi sono frenetici e non si ha più il tempo e la pazienza di spinare pesci pieni di lische. Tra l’altro si è modificato anche il regime alimentare: si frigge molto meno di prima e si sa che la “morte” delle alici è l’olio bollente. Oggi quindi si preferisce acquistare varietà più duttili e più semplici da cucinare, come orate e spigole, il cui prezzo tra l’altro è molto diminuito rispetto al passato per via degli allevamenti.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Non c’è anche la questione che il pesce azzurro accumula una quantità di mercurio maggiore rispetto ad altre specie?
È vero che i pesci con un maggior contenuto di Omega3 sono anche quelli che mostrano una alta concentrazione di mercurio, ma in realtà questo riguarda i predatori come tonno, pesce spada e verdesca: i pesci grandi mangiano i piccoli inghiottendo e accumulando anche i metalli in essi contenuti.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Quindi in definitiva per il commercio di alice e sarde non c’è futuro?
La vendita del pesce azzurro andrebbe ripensata. Alici e sarde possono essere surgelate e vendute come esche per la pesca dei tonni o possono essere utilizzate da chi gestisce gli allevamenti per sfamare il pesce bianco. In più, come dice Antonio Vasile, imprenditore santospiritese del mondo ittico, è vero che da queste parti ormai le sarde non le mangia quasi più nessuno, ma ci sono altri Paesi, come la Spagna, in cui sono ancora molto richieste. Si potrebbe quindi pensare di esportare un tipo di pesce di cui il Mare Adriatico è ricchissimo.
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