di Eva Signorile

Donne dell'Est: un'associazione le aiuta a salvarsi dai fallimentari matrimoni italiani
Sono le più ambite: alte, belle, serie e “tradizionaliste”. Parliamo delle ragazze dell’Est Europa: russe, ceche, ucraine che, come vi abbiamo raccontato in un precedente articolo, sono spesso “consigliate” dalle agenzie matrimoniali a quegli italiani che vogliono sposarsi e mettere su famiglia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma questi rapporti nei quali le conoscenza avviene “virtualmente” e a distanza, magari comunicando via mail o skype, spesso si rivelano fallimentari. Nonostante nozze e figli, le differenze di cultura, lingua e prospettive, unite all’assenza di una precedente storia comune, sono infatti troppo significative affinchè la relazione possa avere successo.    

E a quel punto le donne si ritrovano sole in un Paese straniero, senza legami, spesso vittime di violenza domestica, convivendo con la quotidiana paura di perdere i propri bambini. Situazioni problematiche diffusissime, tanto che a Milano è nata addirittura un’associazione volta ad aiutare a salvare le russofone d’Italia. Ne abbiamo parlato con la 35enne kazaka Olga Bogachùk, colei che ha fondato l’Udar (Unione di Donne Associate Russofone).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Da quando esiste l’Udar?

Fisicamente dal marzo di quest’anno, anche se noi eravamo già attivi su Facebook dal 2017, con un gruppo che oggi conta 7mila iscritti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Non sono pochi…

Basti considerare che ogni giorno ci arrivano 2-3 richieste d’aiuto da parte di giovani che sono costrette a convivere con matrimoni diventati vere e proprie gabbie e in alcuni casi anche inferni di violenza. Del resto anch’io ho alle spalle un rapporto con un italiano finito molto male.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Voi in che modo aiutate queste donne?

Attraverso dei consigli, fornendo loro degli indirizzi a cui rivolgersi. Collaboriamo infatti con diverse associazioni italiane, proponendoci così come “ponte” tra le russofone e i gruppi che possono aiutarle. Purtroppo si parla di persone che non conoscono benissimo la lingua e quindi il nostro sostegno diventa fondamentale. Lontane dalle loro famiglie e dai loro amici, si sentono sole e indifese: la paura di non farsi capire finisce spesso con il bloccarle.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Quindi vi limitate solo a fare da tramite?

No, per i casi più gravi abbiamo tra le nostre fila un avvocato civilista, una donna che parla sia il russo che l’italiano: gratuitamente segue da vicino le situazioni drammatiche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quali ad esempio?

I casi di violenza, fisica ma anche psicologica. Molti italiani una volta capita la fragilità delle proprie mogli tendono a isolarle, a tenerle emarginate anche dal punto di vista linguistico, soprattutto impedendo loro di lavorare.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma perché loro non cercano di mettersi in salvo, magari tornando nel proprio Paese?

Per i figli: hanno il terrore di perderli. E non a torto. Proprio per la difficoltà che hanno nel comunicare e comprendere i meccanismi della legge italiana, le giovani si rivelano spesso deboli agli occhi di istituzioni e giudici e così accade che i loro piccoli vengano affidati ai padri. Proprio in questi giorni stiamo offrendo assistenza a una donna la cui bambina è stata data al marito. La situazione è degenerata al punto tale che, per disperazione, la mamma ha preso sua figlia e l’ha portata via con sé. Ora purtroppo non si riesce a rintracciarle.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In base alla sua esperienza lei si sente quindi di sconsigliare i matrimoni tra uomini italiani e donne dell’Est?

Non si può chiaramente fare di tutta l’erba un fascio. Io ad esempio ho un’amica che è riuscita a mettere su una splendida famiglia, arricchita da ben cinque bambini. Però non si può nascondere come nella maggior parte dei casi questi siano rapporti che nascono “virtualmente”: sui siti d’incontri o con l’intermediazione di agenzie matrimoniali, con coppie che hanno veramente poco tempo per conoscersi a fondo. Così si sposano, fanno figli, ma quando arrivano le prime difficoltà le differenze culturali e comunicative vengono alla luce. Alcuni cercano di superarle, per altri diventano insormontabili:  si precipita così in una spirale di rancori, ricatti e, in casi estremi, di violenza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui il gruppo facebook dell’Udar

Foto di Veni Markovski

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Eva Signorile
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  • Paolo - spero ci siano anche matrimoni tra italiani e russe che funzionano.
  • Claudio Manzari - Gentile Eva Signorile, Le segnalo l'altro lato della medaglia: 1) https://violenza-donne.blogspot.com/2010/12/anime-gemelle-in-internet-truffe-rosa.html; 2) https://violenza-donne.blogspot.com/2010/08/violenza-psicologica-sui-padri.html (in questa rassegna, molte violenze ai danni di padri e sottrazioni all'estero sono agite da donne dell'Est). Ciò che le intervistate hanno sottaciuto è che in quei Paesi le donne sono documentatissime sulla "giustizia" italiana "mother friendly": hanno imparato che gli uomini italiani sono "polli da spennare": una volta messo al mondo un figlio, le madri ottengono l'affidamento del figlio, l'assegnazione della casa familiare e l'assegno di mantenimento. E' un bingo, una sistemazione a vita.
  • Olga Bogachuk - Caro Claudio Manzari, Lei è informato dalla parte della medaglia sbagliata. Noi aiutiamo le donne come tutte le associazioni dalle mani e menti malate, vedo che in questo caso lei ragiona come tutti gli altri individui in questione. Ha messo un sito di truffe!!?? Strano che lei informato solo dalla parte negativa che succede in tutte le nazioni, mi pare strano che Lei è capitato proprio li, probabilmente. Noi aiutiamo le donne dell'est in qualità della madre che aveva in mente creare una famiglia. E mi creda, il problema è nato per delle motivazioni vere e serie. La inviterei di ricredere nella sua affermazione, - NON SIAMO A CASINO' E NON STIAMO A FARE IL BINGO, MA A DIFENDERE I DIRITTI DEI CITTADINI CHE VIVONO NEL TERRORE FAMIGLIARE, LA' DOVE LA PARTE OFFESA E' LA DONNA. Cordiali saluti Olga Bogachuk Fondatrice e presidente dell'Assocciazione U.D.A.R contro la violenza sulle donne russofone.

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