«Bari mi ricorda Jbeil, per il mare, la gente, il clima». Sono le parole della 23enne Marianna Sleiman, ragazza che fa parte della comunità libanese del capoluogo pugliese: un gruppo di una ventina di persone che studiano e lavorano in città. Il tutto lontano dal proprio Paese, da sempre caratterizzato da instabilità politica, tensioni interne e conflitti con il vicino Israele.
Abbiamo incontrato alcuni di loro nel ristorante “Beirut”, aperto da febbraio di quest’anno in via Marchese di Montrone e divenuto in poco tempo un punto di riferimento per i libanesi “baresi” (foto di Rafael La Perna)