Orientarsi nel mondo della giustizia: a Bari c'è lo Sportello del cittadino, ma nessuno si affaccia
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giovedì 5 marzo 2026
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di Francesco Sblendorio
Istituito dall’Ordine degli Avvocati di Bari seguendo i dettami della legge professionale forense (247/2012) ha lo scopo di fornire gratuitamente consigli su come muoversi nel complesso mondo della giustizia.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Ad esempio rivolgendosi allo sportello è possibile venire a conoscenza di tutti gli strumenti offerti dalla giustizia in alternativa alle cause, dei requisiti per accedere all’assistenza legale a carico dello Stato, di quali sono i costi e i tempi di un procedimento, di come cercare un avvocato e dei tariffari dei legali.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Tutto molto bello, se non fosse che finora lo sportello ha faticato a farsi conoscere. Poche le richieste pervenute e alcune di quelle arrivate provengono da cittadini ai quali non pare chiara la vera finalità dell’iniziativa: credono di trovare assistenza legale e non un semplice ma valido orientamento. Sintomo probabilmente del fatto che le modalità operative, gli scopi e forse l’esistenza stessa dello sportello non sono stati pubblicizzati e spiegati a sufficienza.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Lo sportello si trova al sesto piano del Tribunale di Bari, lì dove hanno sede gli uffici dell’Ordine degli Avvocati. Su una porta bianca notiamo una piccola locandina con il logo del servizio in questione che invita ad entrare in una stanza. Accediamo quindi a un ambiente con alcune scrivanie, dove però non troviamo nessuno. Il personale dell’attigua segreteria ci assicura che in genere l’ufficio è occupato da una loro collega, sottolineando comunque che raramente ha visto qualcuno bussare allo sportello.
Ma perché il servizio non sta funzionando come si sperava? «La risposta è semplice: non è ancora conosciuto», ci rispondono Eugenia Acquafredda e Paola Perchinunno, avvocati componenti del gruppo di lavoro che gestisce lo sportello.
«Si tratta di un servizio di nuova istituzione che è stato poco promosso – affermano le due legali –. Non solo, spesso viene fraintesa la sua finalità: c’è chi immagina di ricevere gratuitamente assistenza legale, mentre lo sportello nasce per fornire informazioni e orientamento».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Insomma, non aver presentato in modo capillare il servizio e non averne illustrato bene gli obiettivi ha limitato il numero di cittadini a conoscenza dei suoi fini e delle sue potenzialità.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Come rimediare? «Con l’impegno di tutti stiamo lavorando a risolvere le criticità – assicura Acquafredda –. Innanzitutto agendo sulla comunicazione: si provvederà ad esempio a fare affiggere più locandine esplicative, soprattutto vicino agli uffici davanti ai quali i cittadini si rivolgono erroneamente per ricevere informazioni».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Un servizio di questo genere sarebbe infatti molto utile. Ogni giorno in Tribunale si formano code di persone alla ricerca di indicazioni su processi, ricorsi, iter procedurali e documenti da presentare. Ma quasi sempre finiscono per rivolgersi agli uffici di cancelleria, il cui lavoro non è quello di dare le dritte che cercano.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
«Così i cittadini vanno in confusione e magari avviano cause giudiziarie anche quando non è necessario, andando a ingolfare il già macchinoso sistema della giustizia - chiarisce Perchinunno -. Lo sportello vuole invece aiutare il cittadino a muoversi nel modo corretto, snellendo al contempo la mole di lavoro di uffici e magistrati».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Un inizio con più ombre che luci quindi, che contrasta con quanto sta avvenendo in altri Comuni della provincia. Un servizio simile è infatti attivo o in fase di avvio anche in otto centri della provincia: Adelfia, Bitonto, Cassano, Molfetta, Monopoli, Noicattaro, Putignano e Terlizzi. Si chiama Ufficio di Prossimità, nasce da un bando regionale ed è frutto della cooperazione tra Regione Puglia, Tribunale di Bari e amministrazioni cittadine.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
A differenza di quello barese gli sportelli di paese sembrano però funzionare. È il caso ad esempio di Noicattaro, dove il servizio è stato ospitato in Comune. «Abbiamo registrato già più di 30 contatti, tra fisici e telefonici – ci spiegano le due referenti –: non pochi in relazione alla popolazione di un Comune di 25mila abitanti. Chi è venuto da noi ha preso consapevolezza di come muoversi nel sistema-giustizia. Spesso poi ha scelto di affidarsi a un avvocato, ma qui ha compreso quali fossero i suoi diritti e opportunità».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
A Putignano sono invece i Servizi Sociali a ricevere chi si rivolge all’Ufficio di Prossimità. «Lentamente si sta iniziando a comprendere il suo scopo – dice la responsabile Enza Lanzieri -. Diamo consigli, ma anche un supporto concreto, trasmettendo al Tribunale documenti o spiegando come presentare un’istanza, evitando quindi che il cittadino vada fino a Bari solo per chiedere informazioni».
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