di Adriana Favia

Nel liceo Flacco la ''Teca della memoria'': 240 anni di storia barese
BARI – Si va dagli animali imbalsamati agli scheletri umani, da antichi strumenti di fisica e di scienze a erbari contenenti specie ormai estinte. E’ il tesoro del liceo Flacco di Bari, che nella primavera scorsa ha riesumato questi reperti dai suoi magazzini, creando un vero e proprio museo all’interno della scuola: la “Teca della memoria”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Reperti risalenti anche all’800, perché la storia del Flacco è molto antica. Il liceo è stato fondato infatti nel 1774 con il nome di “Regio Liceo delle Puglie”, che poi divenne nel 1865 “Regio Liceo Domenico Cirillo” e infine nel 1934 “Liceo Quinto Orazio Flacco”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In questi 240 anni la scuola di via Pizzoli 58 ha accumulato centinaia di materiali che oggi assumono un valore storico e scientifico non indifferente, segnando la storia di Bari degli ultimi secoli. Oggetti che dopo essere stati recuperati, puliti, restaurati e sottoposti a una minuziosa opera di catalogazione, sono ora esposti in una grande aula al primo piano del liceo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Grazie ai contributi per la diffusione della cultura scientifica ricevuti dallo Stato siamo riusciti a comprare le teche di vetro per proteggere i reperti – sottolinea il preside dell’istituto, Antonio D’Itollo -. E poi c’è voluto l’impegno di tutti, anche degli studenti, per recuperare dalla polvere dei magazzini questi preziosi oggetti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’obiettivo?  «Il recupero di una memoria collettiva sconosciuta persino a chi in questa scuola ha lavorato per anni – risponde sempre il preside -. Questo patrimonio infatti testimonia molteplici fasi storiche di Bari: da quella borbonica a quella murattiana, dal Regno d’Italia al Fascismo. L’istituto per anni ha infatti rappresentato l’unica scuola superiore esistente in città e ha quindi segnato gli ultimi due secoli della città di Bari e questi reperti ne costituiscono una testimonianza inconfutabile».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La Teca della memoria si compone di diverse sezioni (vedi foto galleria). Fiore all’occhiello è quella botanica, che ospita l’erbario, catalogo databile intorno alla metà dell’800 che comprende 6500 specie autoctone, di cui alcune estinte, provenienti dalla Puglia e in particolare da Bari e provincia, suddivise in 92 cartelle. All’erbario si aggiungono poi 44 modelli di fiori, foglie, funghi e 113 scatole di esemplari di piante fatti di tela risalenti al 1904.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Altra sezione è quella composta da strumenti di Fisica e di Scienze di proprietà del liceo. All’interno della collezione spiccano dei proiettori cinematografici dei primi del 900, un raro apparecchio radiofonico prodotto dalle Officine Marconi di Genova risalente al 1920, una lampada al magnesio del 1870, un elettrometro bifilare databile intorno al 1876, un telegrafo e tasto morse del tipo usato negli uffici postali fino ai primi anni 50 e la Macchina di Clarke, utilizzata per applicazioni elettromedicali nella seconda metà del 19esimo secolo. Sei importanti strumenti di Fisica (la Lanterna magica, il trasformatore di Tesla, i modellini elettronici di pompa aspirante, la Bottiglia di Leida, il Motore magnetico e il Condensatore di Epino), sono richiesti addirittura dal Museo Galileo di Firenze.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Abbiamo poi il Museo didattico di Scienze naturali. Qui spiccano il settore zoologico contenente  ben 165 uccelli e 29 mammiferi imbalsamati, nonché 63 reperti conservati in alcool dentro barattoli di vetro e i modelli di anatomia umana, tra cui un feto e uno scheletro intero. Di rilievo sono anche la collezione di fossili, minerali e rocce e i numerosi attestati di diploma e libri antichi risalenti al periodo del Regno d’ Italia, nonché le foto di alunni e professori durante gli anni fascisti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Testimonianze dal sapore scientifico, pur essendo il Flacco un liceo classico. «Eh sì – spiega D’Itollo - proprio perché era l’unica scuola superiore a Bari, il Flacco è stato destinatario di lasciti e donazioni anche di interesse scientifico e poi qui nel periodo Napoleonico si impartivano gli insegnamenti inferiori dell’Università, come ad esempio la ginecologia umana, il che spiega ad esempio il perché del ritrovamento del feto».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il museo può essere visitato gratuitamente su appuntamento chiamando lo 080/5211809.

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



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mercoledì 25 febbraio 2015
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