Bari, l'idea di Santa Vetturi, insegnante in pensione: «Faccio solidarietà attraverso l'arte»
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lunedì 11 maggio 2026
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di Eufemia Galgano e Martina Galli
L’idea della “capitana” (così come viene chiamata dai suoi collaboratori) è semplice. Lei raccoglie in antologie cartacee poesie, fotografie e immagini di dipinti creati ad hoc da vari artisti: volumi che poi vengono venduti per ricavare fondi da donare ai Paesi più sfortunati. I libri fanno parte della collana “CulturaSolidale” curata dalla stessa Santa e pubblicata dalla WIP Edizioni.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Abbiamo incontrato la signora durante un evento tenutosi ad aprile nell’ex Palazzo delle Poste di Bari. Nella sala circolare dell’edificio degli anni 30 erano state esposte alcune delle opere presenti nell’ultima pubblicazione dell’associazione.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
«Quest’ultima, dal titolo “Inde Si Yes”, ha lo scopo di ricavare fondi da inviare in Malawi, paese dell’Africa Orientale – ci spiega Santa –. Il motivo? Curare i bambini nati positivi all’Aids, largamente diffuso in questa zona, ma anche aiutare le donne in gestazione che spesso, per mancanza di strutture adeguate, muoiono durante il parto per emorragie e infezioni».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
La signora ci racconta la sua storia. «Mi occupo da sempre di solidarietà e volontariato – afferma –. Pensate che quando insegnavo nelle scuole Michelangelo e Lombardi di Bari, con le mamme degli alunni realizzavamo e vendevamo torte. I proventi venivano devoluti ad associazioni che si occupavano di aiutare Paesi quali Bangladesh e Guinea-Bissau, per realizzare lì pozzi e biblioteche».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Poi nel 2010, dopo il terribile terremoto che sconvolse Haiti, Santa decise di “fare di più”. Fondò quindi con i suoi famigliari l’associazione “Virtute e Canoscenza” partendo con il suo primo progetto: “Haiti chiama Bari”.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
«Si trattò della mia prima antologia, una raccolta di racconti e poesie nata per sostenere la Fondazione Francesca Rava pro Haiti – spiega la donna –. Coinvolse 34 autori pugliesi con l’obiettivo di dare un aiuto tangibile attraverso la cultura. Da allora ho messo in piedi dodici iniziative raccogliendo in tutto 53mila euro. Con “Inde Si Yes”, nato due anni fa, siamo arrivati a 3.200 euro che hanno curato 210 bambini malawiani».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
La nuova pubblicazione raccoglie il lavoro di 107 autori tra pittori, fotografi e scrittori accomunati dal medesimo intento: usare il proprio talento per una buona causa.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Opere che come detto sono state esposte all’ex Palazzo delle Poste. Passeggiando per la sala circolare notiamo “Cruel Summer” di Tommaso Armenise, realizzata con la tecnica dell’illustrazione digitale: rappresenta un’anguria i cui semi sono bombe.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Poi ci soffermiamo sul dipinto “Grembo di Luce”, creato dal gruppo artisti del “Centro diurno Csise” di Triggiano. Raffigura una madre avvolta da un’aura luminosa con un bambino in braccio: sullo sfondo colori vivaci si mescolano tra di loro e danno dinamicità all’immagine.
E tra vari pannelli che raccontano la nascita e gli obiettivi del progetto ecco il lavoro di Marinka Partipilo: “Mia madre”. Accanto c’è il quadro di sua sorella Patrizia, venuta a mancare nel 2016, intitolato: “Matersita sanguigna”.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
La fotografa Lena Losacco Sandrucci ha invece partecipato con la fotografia: “Le nubi si diradano”. In un periodo buio della sua vita, la donna è riuscita a salvarsi proprio grazie all’arte. «Con la mia macchina fotografica ho attraversato una nuvola nera poi diventata bianca che infine si è aperta in un cielo azzurro», ci racconta Lena spiegandoci lo scatto.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Nella sala troviamo anche origami, calamite, animali intagliati in legno e creazioni all’uncinetto realizzati sempre dal Csise e acquistabili con un contributo volontario. «Si fa quel che si può – ci dice Santa prima di salutarci –. Cerchiamo di fare la nostra parte, come una goccia nell’oceano: sperando sempre che le gocce siano tante».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
(Vedi galleria fotografica)
© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



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