Bari, tre sorelle trasformano le orecchiette in gioielli: «Ma la pasta deve essere fatta a mano»
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martedì 17 marzo 2026
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di Marina Alfieri - foto Paola Grimaldi
L’idea è tanto semplice quanto curiosa: utilizzare la tipica pasta barese e sottoporla a uno speciale processo di smaltatura a freddo in oro e argento. Si ottengono così orecchini, bracciali e collane che conservano la forma originale, con la stessa rugosità e le piccole imperfezioni tipiche delle orecchiette fatte a mano.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Siamo andati a trovare le sorelle Paradiso nel loro negozio di corso Benedetto Croce 141/A per farci raccontare la storia della loro creazione. (Vedi foto galleria)
Una volta entrati da “Eks” il nostro sguardo viene subito catturato da una ciotola di argilla ceramicata dove assieme alle orecchiette al naturale ce ne sono alcune smaltate.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
«Queste sono le nostre “recchitelle” – spiegano le artigiane –. Hanno tutte una forma simile ma anche tante differenze, perché non sono industriali ma lavorate a mano. Alcune infatti sono più piccole, altre più incavate o più rugose. A volte sono perfino forate. Caratteristiche queste che le rendono perfette per creare i nostri gioielli».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Ma come è venuta loro l’idea? «Tutto è nato tre anni fa – risponde Stefania –. Avevamo comprato delle orecchiette per il pranzo e a un certo punto una di esse è caduta per terra. Quando sono andata a raccoglierla ho notato come assomigliasse tantissimo a una graziosa campanella. Da lì ho pensato che quella forma potesse essere l’ideale per un gioiello. Del resto quando eravamo bambine realizzavano collane con la pasta e nell’antichità si creavano monili utilizzando impasti di acqua, cereali e farina».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Da quel momento le tre sorelle hanno cominciato a creare le loro recchitelle. «Le orecchiette vengono fatte essiccare e a quel punto sono sottoposte alla smaltatura a freddo nei toni dell’oro e dell’argento – spiegano –. Una volta lavorate vengono assemblate con pietre naturali e perle di fiume, diventando orecchini, bracciali e collane».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
La cosa sorprendente è la loro resistenza: le recchitelle non si rompono, né si scalfiscono. Stefania davanti a noi prende un piccolo trapano e ne buca una per infilarvi un perno e una pietra naturale rossa: il gioiello non si spacca né si scheggia. E se alla normale orecchietta basta una pressione del dito per rompersi in mille pezzi, il monile anche se schiacciato rimane intatto e non si deforma.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Il segreto sta nel processo di smaltatura a freddo, realizzato con prodotti che contengono micro-particelle di puro oro e argento. Questo procedimento, sebbene lungo, rende la superficie molto resistente e durevole nel tempo: lo smalto non si stacca e non si ossida.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
Le sorelle Paradiso non ci rivelano tutti i dettagli della tecnica, perché si tratta di un metodo ideato da loro e coperto da brevetto. Spiegano solo che la tradizionale smaltatura a caldo, utilizzata in gioielleria e realizzata con alte temperature in forno, non sarebbe in questo caso adatta: le orecchiette si brucerebbero.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
«Siamo molto soddisfatte della nostra creazione – ci dicono Ketty, Esmeralda e Stefania prima di salutarci –. Avevamo un forte desiderio di realizzare qualcosa che raccontasse davvero Bari e ci siamo riuscite: con le recchitelle infatti ognuno potrà portare sempre con sé un pezzo della nostra città».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)
(Vedi galleria fotografica)
© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita

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