di Aurora Scarselletta - foto Fabio Voglioso

Bari, la misteriosa piramide di Torre a Mare: da decenni si erge sul ciglio di una strada
BARI – Una piramide alta più di tre metri posta sul ciglio di una strada. È ciò che è possibile ammirare a Torre a Mare, quartiere marinaro di Bari, lì dove da decenni si erge solitaria una scultura in pietra che saluta coloro che percorrono via Morelli e Silvati. Ma che ci fa in quel punto un simbolo dell’antico Egitto? Chi lo ha fatto costruire e perché?

Per rispondere a queste domande siamo andati a visitare il misterioso sito (vedi foto galleria).Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Trovare la piramide è abbastanza semplice. Venendo dal centro cittadino basta percorrere via Bari, la strada principale di Torre a Mare, la quale dopo l’incrocio con via Dogali prende il nome di via Morelli e Silvati. Superati Lama Giotta e un semaforo, la scultura appare sulla sinistra, posta ad angolo con una stradina senza uscita.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Siamo al civico 4 di via Morelli e Silvati: numero che è riportato proprio in cima alla piramide. Naturalmente si tratta di un’aggiunta recente, inserita quando l’opera è stata “ristrutturata”, ovvero rivestita di uno strato di calcestruzzo. Il deterioramento del materiale sta però rivelando, attraverso qualche crepa, la pietra con cui la scultura è stata originariamente realizzata. 

Osserviamo l’opera. La punta è tagliata di netto, l’altezza supera i tre metri e la base è unita al muretto del condominio adiacente, costruito nel 2000 proprio con il nome di “Piramide”.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«Ma con il complesso residenziale non c’entra nulla – avverte la signora Maria che abita a Torre a Mare da più di trent’anni -. Posso affermare con certezza che la scultura è presente da prima che venisse realizzato il residence. Non ho mai capito però che ci sta a fare qui: secondo me indica la presenza di un’antica loggia massonica».

Non ci resta quindi che chiedere agli abitanti del condominio se siano a conoscenza delle origini della particolare opera: ma purtroppo nessuno riesce a darci indicazioni a riguardo.

«Ho sempre dato per scontato che fosse una decorazione del complesso», ammette Cesare. «No, io sapevo fosse antecedente, ma non sono mai riuscita a capire la sua funzione: magari qualcuno ci ha sepolto qualcosa sotto, come facevano gli antichi egizi», dice ridendo Grazia. «Qui nessuno vi potrà dare spiegazioni - interviene Francesco -, provate a bussare a quella villa rossa che si trova in fondo alla stradina. Secondo me è lì che troverete le risposte alle vostre domande».


Decidiamo quindi di seguire il suggerimento dell’uomo. La piramide è infatti posta ad angolo con una viuzza senza uscita, al termine della quale si erge un rosso edificio neoclassico di fine 800/inizio 900. Percorriamo così la stradina, per andare a conoscere il proprietario dell’antica abitazione: l’avvocato Giuseppe De Cristofaro.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Il signore ci accoglie nella residenza, spiegandoci come abbia ereditato da poco la villa, mettendosi anche lui alla ricerca della sua storia.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«Quello che so – afferma – è che l’edificio apparteneva in origine a Elena Laterza, maritata Caracciolo, donna amante dell’Egitto. Si narra che vivesse con molti gatti e addirittura con serpenti: animali considerati sacri dall’antico popolo africano. Quando mio nonno Giuseppe comprò da lei la dimora nel 1953, la piramide era già esistente».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Una spiegazione che regge. Tra l’altro da quanto ne sappiamo Elena (appartenente alla famiglia barese di storici editori) era figlia di Vito, il quale nel 1881 andò a vivere per un anno ad Alessandria d’Egitto per aiutare lo zio Eugenio, ebanista.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Chissà che proprio i racconti del padre non abbiano influenzato la donna, tanto da farle decidere di erigere due piramidi all’ingresso della sua abitazione. Sì, due, avete letto bene. «La seconda, praticamente gemella della prima, era posta sull’altro lato della strada, ma fu abbattuta nel 1966 per far posto a una moderna costruzione», rivela De Cristofaro.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

E con in mente Elena, i suoi gatti e i suoi serpenti, a noi non resta che lasciare questo pezzo di Egitto posto sul ciglio di una strada di Torre a Mare.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

(Vedi galleria fotografica)


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