di Mattia Petrosino - foto Valentina Rosati

A 80 anni continua a vincere gare di atletica: è il barese Alberto. «Non mi fermerò mai»
BARI – «Ormai sono rimasto l’unico 80enne barese a gareggiare, ma non mi fermo qui: proseguirò fino a quando il mio fisico lo consentirà». Sono le parole di Alberto Sofia, un signore che, nonostante la sua età, continua a praticare l’impegnativa atletica leggera, uno sport che gli regala mille soddisfazioni. 

Lui è specializzato in lanci, salto in alto e corsa ad ostacoli, disciplina quest’ultima nella quale è imbattuto da ben dieci anni. Sofia infatti compete nei “master” della Fidal riservate agli atleti di età compresa tra gli 80 e gli 84 anni. E per farlo si allena tre volte a settimana al Cus Bari, lì dove lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua storia. (Vedi foto galleria)

Una volta entrati nel centro sportivo adagiato sul mare, ammiriamo il grande anello di 400 metri della pista d’atletica sul quale ci accoglie sorridente Alberto con la felpa rossa della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Seppur con qualche ruga in volto, balza subito agli occhi la sua brillante forma fisica che mette in risalto l’aspetto “giovanile”. «Nonostante anagraficamente abbia 80 anni, biologicamente me ne hanno attribuiti 65», esordisce simpaticamente l’atleta, che comincia a parlarci della sua vita.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Iniziai all’età di 15 anni, quando ero ancora tra i banchi di scuola – racconta –. All’epoca c’erano le cosiddette “gare studentesche” che si disputavano allo Stadio della Vittoria e io ero specializzato nel salto in lungo. Non ho mai seguito lezioni per imparare a praticare l’atletica, ma ho sempre fatto tutto da autodidatta».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I suoi allenamenti cominciarono nel 1956 al campo San Lorenzo dell’ex Caserma Rossani, per poi proseguire, a partire dal 1960, all’interno del Cus.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Nonostante l’amore che ho da sempre nutrito per questo sport non ho mai fatto in modo che diventasse il mio mestiere – confessa l’80enne –. Nella vita infatti ho svolto il lavoro di funzionario commerciale, ma non ho smesso, nemmeno per un anno, di praticare atletica. Stare in astinenza anche solo una settimana è impensabile per me. Per poi non parlare del periodo del lockdown: pensate che pur di muovermi, salivo le scale di corsa sino al quarto piano per tre volte consecutive sia la mattina sia il pomeriggio».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E così nel corso degli anni Alberto iniziò a partecipare ai campionati italiani della Fidal. Da allora lo accompagna anche uno slogan coniato appositamente per lui, che mette in risalto le sue principali qualità: “Stile, potenza e armonia”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Le maggiori soddisfazioni le ho cominciate però ad avere all’età di 50 anni, quando nel 1991 vinsi il primo titolo italiano di salto triplo al PalaVela di Torino – racconta –. In seguito me ne sono aggiudicati altri 49, tra cui quello della corsa ad ostacoli, specialità in cui sono imbattuto dal 2011. L’ultimo trofeo l’ho conquistato nelle gare regionali tenutesi a Lecce sabato scorso, dove ho battuto il primato italiano del salto in alto per la mia categoria riuscendo ad arrivare a 1,21 metri».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Lui come detto compete nella categoria riservata agli sportivi di età compresa tra gli 80 e gli 84 anni. «Siamo in pochi a gareggiare in questa fascia d’età – dichiara il signore –: in tutta Italia saremo circa una decina. E nel barese sono rimasto l’unico, dopo che alcuni miei colleghi hanno smesso negli ultimi anni. Bisogna infatti considerare che l’atletica comporta uno sforzo fisico non indifferente che può risultare anche pericoloso».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Mentre chiacchieriamo Sofia si prepara per iniziare il suo allenamento. Lo vediamo quindi intento ad allacciarsi le scarpe su una panchina posizionata davanti alla pista. Ecco allora che comincia il suo riscaldamento con alcuni esercizi basici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«La mia preparazione dura due ore e mezza – spiega –. Compio prima di tutto 15 minuti di stretching a cui seguono le “andature” (una serie di movimenti simili alla corsa) e alcuni balzi per potenziare il muscolo. Dopodiché continuo dedicandomi a una disciplina specifica».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Alberto però per noi fa un “sacrificio”, mostrandosi alle prese sia con la corsa ad ostacoli sia con il salto in alto. Parte con la prima specialità, con cui a marzo si è laureato campione italiano indoor ad Ancona.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Eravamo in sei a concorrere – dichiara –. La gara si è svolta in una pista ad anello di 200 metri con cinque barriere da superare. Una grande soddisfazione per me, bissata la settimana successiva dal titolo italiano master M80 nel pentathlon di lanci che comprende disco, peso, martello, giavellotto e martellone con 3.026 punti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Lo osserviamo così mentre si posiziona accovacciato con i polpastrelli poggiati sulla pista pronto per darsi lo slancio. Impossibile non notare l’agilità con cui si muove dalla sua postazione correndo e sollevando le gambe davanti alle barriere che misurano, nel suo caso, 0,686 metri.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

È ora la volta del salto in alto. Alberto prende quindi la rincorsa in direzione della pedana per superare un’asticella orizzontale. Il suo viso teso non nasconde lo sforzo fisico, ma l’atleta riesce con un balzo a oltrepassare la sbarra.  

«Sono davvero contento di riuscire ancora a ottenere soddisfazioni alla mia età – conclude Alberto –. Per me l’atletica rappresenta la libertà di spostarmi nello spazio attraverso la macchina del mio corpo. È leggerezza e svago, senza potrei anche morire. Non posso fermarmi proprio ora, sento di poter dare ancora tanto. E poi il Cus è pieno di giovani leve, tra cui anche il mio nipotino di 8 anni specializzato nel salto in lungo. Il mio dovere è quello di trasmettere loro l’amore per questo sport».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

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