di Carlo Maurantonio - foto Antonio Caradonna

Dai rifiuti al verde di tutti: a Japigia i residenti creano i Giardini dell'amicizia
BARI – È risaputo come Bari sia una città poco verde. Lo dice l'Istat, che la classifica tra i grossi centri italiani più soffocati dal cemento e lo conferma la gestione dei parchi pubblici: c'è per esempio quello di villa Camomilla, in balia di rifiuti e vandali, l'enorme "Ecopoli", sorto su una montagnola di rifiuti e abbandonato a sè stesso e infine quello adiacente l'aeroporto, ben tenuto ma lontanissimo dal centro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Logico quindi che i cittadini sentano l'esigenza di tutelare quei pochi angoli di natura che si aprono tra i palazzi. C'è chi lo fa cercando l'aiuto delle varie amministrazioni: è il caso di Ortocircuito ed Effetto Terra, realtà che praticano agricoltura urbana in appezzamenti concessi dal Comune. Altri invece, come le coppie che curano il "giardino di Epicuro" e le aiuole di via Lucca a Santo Spirito, agiscono senza aspettare l'ok della politica.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A quest'ultima categoria rientra anche quel gruppo di dieci "irriducibili" volontari che hanno tirato a lucido i due giardinetti di via Maldacea, nel quartiere Japigia. Si trovano all'interno di Parco San Marco, complesso residenziale che alla fine di via Gentile, poco prima dell'imbocco della tangenziale. I terreni, divisi dalla traversa di via Palasciano, hanno una forma grosso modo rettangolare, sono lunghi una cinquantina di metri e larghi una decina. Siamo andati a visitarli. (Vedi foto galleria)

Ad accoglierci ci sono tre degli "attivisti", tutti residenti negli alti palazzi circostanti: il 68enne Adriano, il 60enne Michele e il 54enne Cesare. «Qui all'inizio c'era di tutto - racconta Michele, che col suo maglione fucsia spicca nel verde generale -: cartacce, sacchi dell'immondizia, vecchi giornali, bottiglie vuote, mozziconi di sigaretta, escrementi di animali e persino scarpe rotte. Passeggiare con il mio cane in mezzo a questa sporcizia era deprimente. Adesso invece dalle  nostre case ci godiamo la visione di prati finalmente puliti».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Tutto nacque poco più di un anno fa - spiega Adriano mentre rastrella un cespuglio di margherite -. Io e il mio amico Cesare ci eravamo trovati una sera per dare una sistematina alle due zone verdi. Durante il lavoro notammo un signore che dal balcone alzava il pollice in segno di approvazione: era proprio Michele, con il quale facemmo conoscenza e ben presto fondammo in seguito la nostra "squadra"».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Oggi il team è riuscito a coinvolgere altri abitanti degli edifici vicini, realizzando anche una colletta per acquistare gli strumenti necessari alle pulizie. Tutti collaborano per migliorare il posto condiviso e sfruttano il lavoro per fare nuove conoscenze e saldare quelle già esistenti: in pratica proprio ciò a cui dovrebbero servire gli spazi comuni.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E proprio a quest'ultimo aspetto è dedicato il cartello colorato piantato al centro di una delle due superfici: sul segnale c'è scritto "I giardini dell'amicizia", intitolazione non ufficiale ma carica di significato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tutt'attorno colpisce invece l'assoluta mancanza di rifiuti. Sono anche state piantate due file di giovani alberelli, "fortificati" con assi di legno e una base di pietre per sostenerne la crescita: spiccano in particolare un piccolo ulivo e una magnolia i cui colori vengono solo parzialmente spenti dall'ombra che avanza. Balzano all'occhio anche il giallo vivace di un cespuglio di margherite e il rosso delicato di un callistemone, pianta di origine tropicale apprezzata anche in Italia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A poca distanza poi si erge un'altra indicazione che invita i passanti a raccogliere le deiezioni dei propri cani: a tal proposito i volontari hanno ottenuto dal Comune l'installazione di un cestino nei paraggi per gettare via gli escrementi degli animali domestici. Il resto lo fa la dedizione di chi si è avventurato in questo progetto, armandosi di scope, rastrelli, secchi, guanti e innaffiatoi. Persone che insomma hanno accettato l'idea di sporcarsi le mani per il bene comune.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Basta poco per rendere più belle le strade che percorriamo ogni giorno - sottolinea sorridendo Cesare -. E farlo in compagnia è ancora meglio».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

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Antonio Caradonna
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  • marilena - bellissima iniziativa

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