Letto: 2134 volte | Inserita: giovedì 4 luglio 2013 | Visitatore: Laura

Le differenze individuali nei confronti del sesso sono  dettate soprattutto da fattori psicologici. Tralasciando i traumi derivanti da brutte esperienze avute in passato e i disturbi psicologici (anoressia, depressione…), che possono scatenare sicuramente un atteggiamento di rifiuto verso il sesso (ma qui si parla di casi gravi), spesso basta molto meno per condizionare la vita sessuale di ognuno di noi.

Certamente l’educazione ricevuta e l’ambiente famigliare fa molto. Chi è cresciuto in ambienti in cui il sesso è sempre stato un tabù, o in un clima molto religioso, può avere problemi in una relazione sessuale, che può essere inibita da ossessioni o colpe per quello che si sta per fare. Chiaramente non tutte le persone che hanno un simile background culturale vivono male il sesso, ma questo può essere una più che valida predisposizione soprattutto se la persona in questione, crescendo, non evolve verso una propria identità.

La società spesso può inibire il comportamento sessuale per motivi simili a quelli appena descritti. Stereotipi e “modi universalmente giusti” sono il frutto di una psicologia di senso comune tramandata di generazione in generazione, tale per cui fare una certa cosa è un’oscenità, farne quell’altra è una vergogna, e chi fa così è una poco di buono...Ma non è detto che la “voce di popolo" sia sempre nel giusto.

Infine ci sono le ansie e le paure. L’ansia è perpetuata da un susseguirsi senza fine di pensieri che innescano un circolo vizioso, pensieri di vario tipo: Cosa penserà? Come andrà?  E se va male cosa dirà? Con la conseguenza di perdere di vista l’attività sessuale in sé (perché ci si sta focalizzando troppo sui pensieri). L’insuccesso porta a pensare che questo possa avvenire ancora e quindi a rinforzare la paura e a fare male anche le prossime volte, fino forse ad evitare gli approcci per paura di fallire.

Le paure possono essere dettate da molte condizioni: bassa autostima, basso senso di autoefficacia, paura del giudizio, paura dell’abbandono. Paradossalmente chi è eccessivamente egocentrico può essere assalito dall’ansia pensando che se sbaglierà in qualcosa la sua reputazione sarà minata.

Il consiglio in tutti questi casi è quello di iniziare a riconoscere che è inutile impregnarsi di retaggi culturali e del passato ma è meglio evolversi con l’informazione (leggendo sull’argomento, confrontandosi con il proprio partner, capire come la pensano altre persone) e con la messa in discussione di preconcetti sbagliati. Approcciatevi senza vergogna all’educazione sessuale e all’atto in sè, preferite il qui e ora alla preoccupazione e soprattutto mettetevi alla prova: spesso vi accorgerete che la realtà è diversa da come la interpretate.

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MONICA LASARACINA – Psicologa
Psicologa, si dedica alla libera professione e si occupa di attività clinica e di ricerca presso il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell'Azienda USL di Piacenza.

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