Letto: 278 volte | Inserita: venerdì 22 luglio 2022
| Visitatore: Lisa
Ho lavorato in Inghilterra per 5 anni e ho chiesto un trasferimento con la stessa azienda. Ora sono in Italia da un anno. Essendo molto giovane e non avendo mai lavorato in Italia prima mi sono resa conto solo adesso che non è stata calcolata la mia anzianità e ho così firmato un contratto “nuovo” a mia insaputa. Questa cosa si può fare o avrebbero dovuto farmi firmare una rinuncia a questo “diritto”?
Lo scenario legale e le regole applicabili cambiano in modo profondo a seconda dell'esatta natura giuridica del datore di lavoro.
Le tutele e i meccanismi di continuità seguono percorsi differenti se ci si trova di fronte a una realtà societaria italiana legata alle regole rigide di un contratto collettivo nazionale rispetto al caso in cui si tratti di una realtà britannica che ha semplicemente aperto una propria sede o branch sul territorio italiano.
Sebbene dal punto di vista puramente legale sia possibile firmare un nuovo accordo rinunciando ai pregressi anni di servizio, il fulcro della questione risiede proprio nella mancanza di consapevolezza della dipendente, dato che la legge italiana considera valido un contratto solo quando esiste un reale e informato consenso tra le parti, configurando un vizio del consenso per errore o dolo qualora il lavoratore venga tratto in inganno o non riceva una trasparente spiegazione sulla perdita dei diritti acquisiti.
I diritti legati all'anzianità, come gli scatti di stipendio o le tutele contro i licenziamenti, non possono essere cancellati con un colpo di spugna senza una rinuncia esplicita e consapevole che l'articolo 2113 del Codice Civile preferisce veder firmata in sedi protette come i sindacati o l’Ispettorato del Lavoro.
Motivo per cui non tutto è perduto e il primo passo per tutelarsi consiste nel recuperare tutta la documentazione utile: dai contratti inglesi e italiani alle email sulla richiesta di trasferimento, alle lettere ufficiali di distacco o trasferimento, per poi dimostrare il legame tra le due realtà.
Il fine è rivendicare il principio di unicità del rapporto di lavoro e inviare, con il supporto di un legale, una formale contestazione per richiedere il ricalcolo delle spettanze economiche, trasformando l'inesperienza iniziale nella spinta giusta per pretendere la massima trasparenza e il rispetto dei sacrifici passati.
Per definire la strategia migliore e capire quale normativa applicare al caso specifico, sarebbe di fondamentale importanza approfondire la struttura del datore di lavoro, verificando se la società attuale applica un contratto collettivo italiano (CCNL) e se i vecchi datori di lavoro inglesi figurano come soci fondatori o controllanti della nuova sede.