Letto: 1020 volte | Inserita: giovedý 24 ottobre 2019 | Visitatore: Pintaudi Maria Caterina

Buongiorno, lavoro in un supermercato da 18 anni, addetta a un reparto dove si cucinano verdure e pesce. Da diversi mesi sono stata spostata nel reparto pescheria, lì dove avendo problemi di schiena la mia situazione di salute è peggiorata. Dopo una risonanza mi sono recata da ortopedico e fisiatra. L'ortopedico sul referto mi ha scritto “si consiglia di evitare pesi anche minimi e di non fare movimenti ripetuti”, il fisiatra ha scritto di “evitare sovraccarichi funzionali alla colonna dorsolombare”. Ieri sono stata chiamata dal medico del lavoro: ha tenuto presente solo l'esito della risonanza e la valutazione del fisiatra, ha inoltrato in sede solo questi due esiti, dicendomi che con la valutazione dell'ortopedico io non avrei potuto fare nulla. Il medico del lavoro ha scritto sull'esito della visita che posso sollevare fino a 8 chili. Cosa mi devo aspettare?

Gentile signora, lei ha tutto il diritto di impugnare il referto del medico del lavoro qualora i dottori che l’hanno in cura confermino che la sua attuale mansione lavorativa non può essere svolta per motivi di salute.

Attenzione però. Le consiglio di accertarsi prima se ci sono possibilità collocative all’interno dell’azienda, se c’è la possibilità di svolgere un’altra mansione. Perché in caso contrario, se il datore di lavoro non riuscisse a  collocarla in un altro reparto, allora c’è il serio rischio di poter essere licenziata per giustificato motivo soggettivo, in quanto inabile al lavoro.

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LAURA LIEGGI - Avvocato cassazionista esperta in Diritto del lavoro e della Previdenza sociale. Consulente presso i maggiori sindacati rappresentativi.

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