di Marianna Colasanto

Casa grande, reddito alto, motivazioni giuste: difficile adottare un cane
BARI – «Volevo adottare un cane, ma tutte le associazioni di volontariato puntualmente rifiutavano la mia richiesta. La motivazione? Non potevo garantire quotidianamente la mia presenza in casa, anche se potevo assicurare all’animale una vita in una villa con un grande giardino».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

A parlare è il barese Paolo, che ha dovuto faticare non poco per potersi farsi affidare due cagnolini senza padrone. Perché nonostante siano migliaia i cani ospitati nei canili, non è così facile riuscire a portarsi a casa un animale in difficoltà. Bisogna dimostrare di amare i cani, di possedere una casa adeguata e addirittura un reddito sufficiente a mantenere un amico a quattro zampe. Il tutto dopo aver superato colloqui e redatto questionari. Come se si fosse in presenza dell’adozione di un bambino.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«E per fortuna direi – afferma Giada Pacifico, volontaria del comitato “Adottalo per sempre” -. Non è più mica una volta, quando bastava recarsi in canile, scegliersi un animale e portarselo via.  Adesso finalmente anche al Sud seguiamo lo stesso iter che è stato sempre usato nel Nord Italia». L’iter prevede varie fasi. Prima di tutto un colloquio telefonico, attraverso il quale chi desidera possedere un cane deve spiegare le sue motivazioni. A questo segue la compilazione di un questionario d’idoneità.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Con il questionario – spiega Daniela Volpicella, volontaria della “Lega per la difesa del cane” di Giovinazzo - cerchiamo di capire se l’adottante è pronto. Chiediamo ad esempio se ha già avuto esperienze con cani o se tutti famigliari sono d’accordo. A volte non andiamo avanti perché ad esempio la richiesta parte da un ragazzo che non ne ha parlato con i genitori».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Se il questionario ha un buon esito, si entra nella fase di pre-affido: i volontari si recano presso l’abitazione di colui che vuole adottare il cane, per verificare se le informazioni fornite corrispondono al vero. «Guardare con i nostri occhi la casa è necessario - precisa Antonella Masodine dell’associazione A.d.a.n. (Amici degli animali e della natura) di Grumo Appula -. Ad esempio ci potremmo trovare di fronte a un potenziale proprietario che vuole un cane di taglia grande ma vive in un piccolo appartamento, non a misura del tipo di animale desiderato. Oppure potremmo scoprire che il richiedente ha mentito sul fatto di avere un giardino o che magari ha anche del verde, ma non una recinzione idonea a proteggere il cane».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Ma non è tutto. «È brutto da dirsi ma devono essere prese in considerazione anche le condizioni economiche della famiglia – sottolinea Daniela - . Possedere un cane è un atto di responsabilità enorme e significa anche mantenerlo economicamente: c’è il cibo, il veterinario e in caso di problemi e malattie, le visite, i prelievi, le radiografie, gli interventi. In questo caso il motto “due cuori e una capanna” lascia il tempo che trova. È chiaro che se ci dovesse arrivare la richiesta per un cane difficilmente adottabile da una famiglia di umili condizioni possiamo anche valutare la cosa, magari supportandola noi economicamente. Ma se si tratta di un cucciolo per cui domani o dopodomani avremo dieci richieste, è chiaro che si preferisce temporeggiare e affidare il cane a coloro che possono assicurargli un futuro migliore».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Animale che anche quando viene adottato continua a essere monitorato dalle associazioni. «Noi le adozioni le seguiamo nel tempo – dice sempre la volontaria  di Giovinazzo - . Una volta che il cane è stato affidato,  contattiamo periodicamente i neo proprietari: ci facciamo mandare delle foto o li andiamo a trovare, per controllare. L’adozione di un cane è un atto di responsabilità enorme».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

D’accordo, ma il rischio non è quello di scoraggiare l’adottante, facendogli a quel punto preferire l’acquisto di un cane presso un privato o un negozio di animali? «Certo, in alcuni casi c’è capitata gente che si è infastidita, che ha visto come invadente il nostro chiedere dati e informazioni – ammette Daniela -. Anche perché il questionario che facciamo compilare è molto dettagliato, chiediamo l’attività lavorativa e altre sfaccettature anche personali. Ma alla fine si scoraggia chi ha la coscienza sporca. Magari chi sa già di non avere i requisiti. Si disincentiva la persona che vuole il cane per fargli fare la guardia o per portarselo a caccia o il ragazzino che vuole fare il regalo dei diciotto anni alla fidanzata».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Sarà, ma alla fine, come Daniela stessa dichiara, «su ogni 200 adozioni portate a termine ogni anno, ce ne sono una cinquantina che invece rifiutiamo». I “no” quindi sono tanti. «Si ma comunque si tratta di cani che poi riusciamo a dare, non rimangono certo nel canile», sottolinea la volontaria.  

D’altronde per adottare un cane non c’è molta scelta, bisogna passare esclusivamente dalle associazioni, che fanno intermediarie per le adozioni anche se i cani si trovano nei canili pubblici. Per il servizio i volontari prendono comunque un contributo dai vari Comuni. Per questo c’è chi maligna che magari, chissà, le associazioni avrebbero interesse a mantenere i cani lì dove stanno. Una tesi che Daniela rifiuta con fermezza: «Sì perché il contributo del Comune (nel nostro caso quello di Bitonto) non è corrisposto in proporzione al numero degli animali. Possiamo avere 5 cani o 20 cani in gestione, ma il Comune ci darà sempre 1500 euro ogni due mesi per tutte le nostre attività. E potremmo anche dar via tutti i cani, ma non rimaremmo mai senza lavoro, visto che c’è un riciclo incredibile: per ogni animale che diamo in adozione ne arrivano altri dieci».

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Marianna Colasanto
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  • Filippo - Follia pura.Poi restano al freddo o al caldo a marcire per tutta la vita.La verità è che prendete soldi per ogni singola bestia.......Quindi vi conviene tenerli.Vergogna Ladra.
  • nicola - Secondo me è giusto che si facciano controllo dopo l'affidamento di un cane....perché è importante monitorare chi lo prende e come lo tratta ....però serve il buon senso da entrambi le parti.... le associazioni sanno benissimo se chi viene a prendere un cane è una Persona per bene o no! le onlus avvolte esagerano ...e preferiscono far rimane l'animale in uno spazio 2x2 anziché affidato ad una famiglia...!
  • Gerarda Frunzi - Salve, Ho letto tutto l'argomento e devo dire che sono ogni giorno sempre più sbalordita da quello che leggo. Ho cercato per ben due volte di adottare un cucciolo e la prima volta avevo anche comprato tutto l'occorrente per poterlo portare a casa dopo un lungo viaggio con le cosiddette staffette! Ho compilato il questionario, sono venuti a casa a verificare il giardino che anche se non grande è un giardino a tutti gli effetti, la casa non è grande ma questo era specificato chiaramente già dall'inizio, per cui appunto cercavo un cucciolo taglia piccola, ho anticipato la partenza poiché ero in ferie per poter tornare in tempo per questa famosa staffetta, tornata a casa mi chiamano al cellulare e mi avvisano che la staffetta non parte più e che non si sa nemmeno quando parte, potrebbero passare altri mesi. Quanti mesi e se partiva non si sapeva! Secondo tentativo, contatto un altro volontario, cucciolo sempre taglia piccola, sembra che stavolta ce l'abbia fatta, mi dicono che mi faranno sapere per la partenza della staffetta, poi silenzio assoluto, chiamo la volontaria più volte, in piu giorni, non mi risponde piu, provo a contattarla con altro numero e non con il mio ed ecco che mi risponde al primo squillo, prendere in giro le persone è una cosa davvero disumano perché io mi ero già affezionata al cucciolo anche se visto solo in foto, ma la cosa più assurda è stata sentire la motivazione del loro rifiuto all'adozione: il cucciolo non può stare in giardino, deve stare in casa, il cucciolo non deve essere lasciato solo mai, io lavoro in ospedale, faccio i turni, lo avrei lasciato in giardino per non tenerlo sempre chiuso in casa poiché vi ricordo che per NATURA i cuccioli sono stati creati per stare all'aperto! Ma no! Non andava bene! E che dire del fatto che per andare a lavoro ero costretta a lasciarlo solo? Ma scusate, Chi ha un cucciolo non dovrebbe nemmeno lavorare? Ma smettetela, la verità è che tanti cuccioli potrebbero essere amati da tante persone che non possono stare a casa 24 ore al giorno e tanti cuccioli di persone che non lavorano e tengono un cane perennemente in casa sono maltrattati ! Ma da dove esce fuori sta legge che i cani devono stare in casa sempre? Sì siete solo degli aporofittatori, e purtroppo lo fate a discapito di questi poveri animali che potrebbero essere amati da tante persone e gli negate questa bella opportunità!

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