di Daniele Cifarelli

Cedro: «Nelle mie canzoni rendo protagonista la tradizionale e soave fisarmonica»
CASTELLANA GROTTE - «Nelle mie canzoni è protagonista la fisarmonica: un antico strumento che richiama le tradizioni popolari della mia Puglia». Parole del 27enne Pierpaolo Mingolla, in arte Cedro (nella foto), cantautore originario di Oria, in provincia di Brindisi, ma ormai trapiantato a Castellana Grotte, nel barese. Lo scorso 28 settembre ha pubblicato il suo primo Ep: “Fiorire sfiorire”. Lo abbiamo intervistato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Come nasce la tua passione per la musica?

Con la fisarmonica. Mio padre ne conservava una nell’armadio e un giorno, spinto dalla curiosità, l’ho presa in mano e ho cominciato a suonarla, prima come passatempo e poi prendendo anche lezioni private. Pian piano alla musica ho aggiunto anche delle parole, derivanti dalle poesie che scrivevo quando ero bambino.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Quindi hai cominciato da subito la “carriera” da cantautore…

In realtà no. Tutto era rimasto nel dilettantismo, sino a quando nel novembre del 2014 è accaduto qualcosa. Per puro divertimento mi stavo esibendo con un gruppo nella Taverna “vecchia” del Maltese, cantando le canzoni di Francesco De Gregori, quando a un certo punto è scattata la “scintilla”. Un qualcosa che mi ha spinto a decidere di dedicarmi totalmente alla musica. E nel 2016 mi sono anche trasferito da Rimini (dove lavoravo nel campo dell’intrattenimento) a Castellana Grotte, paese che ospita la casa discografica che mi ha dato fiducia: la Trulletto records.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E ti sei trasformato in Cedro: perché questo nome?

L’ho scelto in occasione della pubblicazione nel 2019 del mio primo brano: “Cedrata”. Ho pensato al cedro come frutto longevo e il cui albero è perfetto pur nella sua imperfezione. Mi piace ciò che simboleggia, per me che sono un grande amante della natura.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Quest’anno hai pubblicato su tutte le piattaforme digitali anche il tuo primo Ep…

Si chiama “Fiorire sfiorire” e l’ho inteso come un ciclo vitale, una sorta di nascita e rinascita in cui metto insieme la musica popolare e il cantautorato italiano. Contiene cinque pezzi: “Ragazza di mare”, “Astronomia”, “Autunno”, “Lontani” e “Cedrata”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Di che parlano i tuoi brani?

Delle mille sfaccettature dell’amore e della genuinità dei sentimenti. Sullo sfondo però c’è sempre la natura (da qui il nome dell’album) che come ho detto rappresenta la mia autentica passione.  

Musicalmente a chi ti ispiri?

Posso definire il mio genere come “cantautorato folk acustico”, un qualcosa che si discosta notevolmente da ciò che si ascolta oggi. Gli artisti da cui traggo ispirazione sono infatti i grandi cantautori della “vecchia” canzone italiana, come  Fabrizio De André e Francesco De Gregori, ma anche Vinicio Capossela e Max Gazzè.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

“Folk acustico” perché nelle tue canzoni rendi protagonista la fisarmonica.

Quando ho concepito il disco non avevo previsto l’inserimento della fisarmonica, al contrario stavo puntando su altri strumenti. Nella prima versione di Cedrata ad esempio c’erano chitarra e batteria. Poi però ho fatto tabula rasa: ho capito che la fisarmonica poteva rendere il mio lavoro diverso, rappresentando le mie origini e la mia terra. Ho quindi deciso di metterla al centro del progetto, unendo la mia voce al suono soave di un antico strumento che richiama le tradizioni popolari della Puglia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel video, il brano “Cedrata” tratto dall’album “Fiorire sfiorire” di Cedro:



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Daniele Cifarelli
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  • arkydesign - una cedrata corretta al rhum nn sarebbe poi male...il ns Cedro è virtuoso e dona allo strumento una peculiare sonorità, ritmo e battute in sincrono, meriterebbe maggiore "mercato", chissà che qualcuno lo "scopra" anche per la singolarità nell'utilizzo dello strumento. Bravo. Sono rimasto agli Hugu Tugu e agli Hokkaido, sonorità baresi anni '70! Poi vennero dei gruppi punk ... Ciao!