di Mina Barcone

Combattere l'omofobia tra gli studenti: ma solo poche scuole aderiscono
BARI – Combattere l'omofobia nelle scuole a suon di "ricchione e culattone". E’ la sfida dell’Arcigay di Bari, che ha promosso già dallo scorso anno il progetto "Liberi di essere liberi di amare", un’iniziativa però che finora è stata “accettata” solo da pochi istituti. La stragrande maggioranza delle scuole di Bari e provincia ha infatti ignorato non la richiesta dell’Arcigay di «educare i ragazzi alla diversità e aiutare gli insegnanti a capire come poter affrontare determinate situazioni», come sottolinea Roberto Iavarone, referente scuola dell’Arcigay.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L’idea è nata l’anno scorso a seguito di una richiesta dei rappresentanti d’istituto (tra cui uno omosessuale) del liceo linguistico "San Benedetto" di Conversano, che hanno proposto ai propri docenti un intervento formativo dell’Arcigay a scuola. L’associazione è quindi intervenuta durante le assemblee di classe per portare avanti un progetto di tolleranza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Da qui l’idea di estendere l’iniziativa a tutte le scuole superiori di Bari e provincia, ma purtroppo solo il “Montale” di Rutigliano e il “Morea” di Conversano (più un gruppo scout aconfessionale di Valenzano) hanno risposto sì alla proposta dell’Arcigay. Da parte degli altri, il silenzio più assoluto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«E' molto probabile che si tema il giudizio dei genitori, di quello che potrebbero pensare – afferma Iavarone - Il progetto non ha costi da sostenere in quanto ci sono dei volontari che prendono parte gratuitamente agli incontri, non vengono sottratte ore alla didattica tradizionale perché si svolgerebbe durante le ore di assemblea di classe. Di conseguenza è evidente che il problema del “no” è radicato in preconcetti del tutto sbagliati che ancora non si riescono a superare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma in cosa consiste “Liberi di essere liberi di amare"? «Cerchiamo di mettere in crisi i pregiudizi, anche attraverso giochi di ruolo – risponde il responsabile dell’Arcigay -. A turno ognuno di loro “gioca” a fare il bullo e subito dopo diventa vittima e viene chiamato “ricchione”. Oppure gli facciamo guardare dei video in cui a tenersi per mano sono due ragazzi e o a scambiarsi teneri baci sono due ragazze»
 
Risultato? «C'è stato un aumento del senso critico dei ragazzi – dichiara Iavarone - molti hanno maturato una propria idea in merito, hanno fatto molte domande e chiarito parecchi dubbi e hanno visto che gli omosessuali non sono “checche isteriche” ma persone normali, gente comune. Per noi questo è tanto».

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