di Rachele Vaccaro

Nuova legge sui b&b: è guerra tra affittacamere e albergatori
BARI –A un mese dall'approvazione della legge che rivoluziona la disciplina sui bed and breakfast in Puglia, il settore del turismo locale si divide. A favore i proprietari degli alberghi, contro i gestori dei b&b, che stanno studiando la possibilità di ricorrere al Tar.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La nuova legge -  La norma impone ai b&b esistenti di adeguarsi, entro fine 2016, ad una delle due categorie create ex novo: familiare o imprenditoriale. La differenza la fanno il numero di posti letto e il numero di camere. Il “familiare” può avere un massimo di 9 posti letto suddivisi per non più di 3 camere, l’”imprenditoriale” invece può arrivare al doppio: 18 posti letto  spalmati su sei camere. Oltre le sei camere, non si tratta più di un b&b a norma di legge.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le due tipologie comportano un regime fiscale diverso: i b&b più grandi hanno infatti l'obbligo di iscriversi nel registro delle imprese, avere una partita IVA e sono assoggettati a tutta la normativa prevista per gli imprenditori.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Di fatto però la quasi totalità dei bed and breakfast presenti in Puglia hanno più di 3 camere, quindi di vera differenziazione non si può parlare. La nuova norma quindi va vista come una volontà da parte della Regione di considerare gli oltre 2200 gestori di b&b pugliesi come veri e propri imprenditori e quindi assoggettarli a una normativa adeguata.  

I b&b –Chiaramente la legge non è piaciuta ai gestori dei bed and breakfast. «La norma è ingiusta», tuona Dino Tabasso, presidente dall'associazione “Ospitalità diffusa di Puglia”. E spiega: «Questo è un finto riordino del settore, voluto da Federalberghi per ridurre il numero di b&b che creerebbe, a detta loro, una concorrenza sleale per gli hotel.  La realtà dei fatti è che i proprietari di bed and breakfast già pagavano le tasse, e non poche, pur non avendo la partita Iva».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La Puglia in effetti è l’unica regione italiana che prevederà l’introduzione dell’Iva per gli affittacamere. I b&b sono generalmente esenti dall’imposta, mentre sono assoggettati a tributi quali un canone Rai speciale, la Tarsu maggiorata, la tassa di soggiorno. C’è da dire però che nelle altre regioni vige un limite più severo per i bed and breakfast:  sono considerate tali le strutture che hanno non più di tre stanze. Mentre, come detto, in Puglia ci si è allargati fino a sei.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Dato che la legge lo prevedeva – sottolinea Tabasso - in questi anni gli affittacamere che potevano hanno allargato il numero di camere destinato al soggiorno di turisti. Non tutti sono arrivati a sei, ma la stragrande maggioranza ha comunque una struttura con più di tre stanze. Quindi tutti i gestori di fatto verranno considerati da ora in poi imprenditori e questo li metterà davanti a una scelta: chiudere, perchè i costi da sostenere e l'imposizione fiscale sono troppo alti, oppure lavorare in nero».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Federalberghi –Di parere completamente opposto è il presidente di Federalberghi Puglia, Francesco Caizzi. «Il lavoro nero è già presente tra i b&b – afferma -. Ad esempio, per effettuare le pulizie i proprietari dei bed and breakfast richiedono la collaborazione di colf, ma senza contrattualizzarle, questo perchè gli affittacamere non possono assumere dipendenti, non avendo partita IVA. Questo non è già lavoro nero?».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Secondo Caizzi, inoltre, la nuova legge impedirebbe il perpetrarsi di comportamenti illeciti, come l'essere proprietari sulla carta di un solo b&b pur avendone altri intestati a moglie e figli. «Le situazioni paradossali sono tante – spiega Caizzi -. Ad esempio, degli 80 bed and breakfast che ci sono a Bari, solo in pochi rispettano il tempo massimo di lavoro fissato. Invece di lavorare dai 90 ai 270 giorni l'anno, non chiudono mai. Il problema vero- conclude - è che ormai gli affittacamere non sono più a conduzione familiare, ma vere e proprie imprese e come tali vanno assoggettate alla stessa normativa fiscale delle aziende italiane».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 

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  • io - puglia Possono essere utilizzate un massimo di tre camere da letto. L'Abruzzo e l'Emilia Romagna ne prevedono 4. A seconda delle Regioni, poi, il numero massimo di posti letto totali può variare. Ad esempio nel Lazio sono sei letti, invece nel Veneto il numero massimo di posti non è determinato. vogliamo più chiarezza. Finalmente la puglia come dice Napolitano stava facendo da sola ma appena circola del denaro arriva lo stato vuole la sua fetta con l'introduzione della p.iva. Che vergogna, lasciateci respirare Per vedere il numero di posti letto per ogni regione Vi invitiamo comunque a consultare la banca dati di ANBBA delle leggi regionali sul B&B alla pagina http://www.anbba.it/leggi1.htm .