di Salvatore Schirone

Bari, il passaggio a livello di via Oberdan: mezzo secolo di incidenti
BARI - «Da 45 anni assisto almeno una volta al mese alla stessa scena: un'auto si schianta contro il paletto spartitraffico, il paletto viene ripristinato e dopo un po’ si ricomincia: un'altra auto ci si schianta di nuovo». A parlarci dei paletti segnalatori del passaggio a livello di via Oberdan e a raccontare l'ossessiva ripetitiva sequenza cinematografica degna di un remake di "Ricomincio da capo" è Giuseppe, il proprietario della storica autocarrozzeria che sorge dieci metri più in là.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Da almeno dieci anni si parla del loro interramento, ma i doppi binari delle Ferrovie Sud Est che fanno capolinea nella stazione centrale, sono ancora lì, a tagliare via Oberdan, la principale arteria cittadina che collega il quartiere Japigia all’estramurale Capruzzi e al centro di Bari. A regolamentare l'incrocio, c’è l'ultimo dei passaggi a livello ancora presenti in piena città, il più pericoloso: composto solo da semibarriere, con improvviso restringimento di carreggiata, spartitraffico insufficientemente segnalato e scarsamente illuminato e soprattutto con un'improvvisa curvatura a gomito della ferrovia che impedisce la visione dell'arrivo del treno.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La piccola stazione ferroviaria della Sud Est, con il suo passaggio a livello si incastona perfettamente in uno spaccato di città che sembra si sia fermato agli anni 30, con i suoi piccoli capannoni di artigiani costeggianti i binari e le poche casette basse e diroccate, di cui abbiamo parlato in un altro articolo. Uno squarcio cittadino anacronistico, che contrasta con la città moderna che inizia solo pochi isolati più avanti con il suo traffico stradale che nelle ore di punta scorre frenetico verso il centro, rendendo via Oberdan un autentico imbuto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma è soprattutto durante le ore serali che avvengono gli incidenti, complice sicuramente l'eccessiva velocità degli incauti automobilisti notturni che approfittano della strada semideserta. Franco abita nella zona, attraversa quel passaggio a livello ogni giorno per andare al lavoro, e ci conferma la tragica statistica del carrozziere: «Di solito avviene il sabato o la domenica sera. E quasi ogni lunedì trovo un paletto divelto, vetri e pezzi di carrozzeria ai bordi della strada».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Abbiamo monitorato il luogo ed effettivamente abbiamo registrato in meno di due mesi dall'inizio dell'anno due incidenti. Il primo si è verificato sulla carreggiata sud in direzione Japigia, nella notte tra il 9 e il 10 gennaio. L'altro lo scorso 7-8 febbraio in direzione opposta. Nel primo caso l'auto aveva distrutto il segnalatore luminoso posto al centro dello spartitraffico, riparato qualche giorno dopo. Nel secondo caso la colonnina dalla direzione opposta è stata completamente atterrata, e giace ancora oggi così, in barba ad ogni regola di sicurezza stradale. (Vedi galleria fotografica)

A testimonianza della frequenza di questi incidenti, la presenza di una transenna arrugginita lasciata sul marciapiede. Chissà da quanti anni è lì, sempre a disposizione, pronta per essere utilizzata per bloccare il traffico al prossimo incidente.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E il dramma è sempre in agguato. Il passaggio a livello viene azionato decine di volte durante la giornata (vedi video), con motorini e pedoni impazienti che sfidando il pericolo e attraversano i binari passando nell'altro senso di marcia. Qualcuno vagamente ricorda che circa 15 anni fa il morto ci scappò pure. Ma negli ultimi tempi nulla di grave, solo qualche graffio e tante auto distrutte: una vera manna per l'autocarrozzeria di Giuseppe e dei suoi colleghi di zona.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel video (di Gianni De Bartolo) il passaggio a livello con semibarriere di via Oberdan:


 

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