di Salvatore Schirone

Piazza Cirillo ''terra di nessuno'': lavori finiti ma l'inaugurazione tarda
BARI - Bari e i suoi "cantieri della vergogna". Ne abbiamo parlato lo scorso settembre, ma malgrado le promesse dell'amministrazione comunale, i famigerati cantieri sono ancora quasi tutti lì, simbolo di una città avvitata su reiterati annunci di fine lavori che mai vengono rispettati. Qualcosa si è mosso, ma è stato solo per un attimo, il tempo di rilanciare il gioco. Operazioni di facciata, come è stata la chiusura del cantiere di via Argiro, smantellato prima di Natale per non ostacolare lo shopping delle vacanze e contenere la rabbia dei commercianti e ricomparso più ingombrante e "lento" di prima. Ma si sa, l'Epifania ogni festa porta via.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma quello che più colpisce e inquieta in questo gioco degli infiniti rinvii, non sono i cantieri fermi o i lavori perennemente in corso, ma quelli apparentemente ultimati che da mesi attendono il via libera per il collaudo e la consegna ai cittadini degli spazi occupati. Attese snervanti che prolungano ingiustificatamente i disagi e favoriscono atti vandalici in luoghi non adeguatamente presidiati, rischiando che i nuovi lavori siano demoliti ancor prima di venire alla luce. È il caso della piazzetta di via Domenico Cirillo nel quartiere San Pasquale, un cantiere della vergogna la cui vergogna sopravvive al cantiere stesso. (Vedi foto galleria)

Concepita come la concreta risposta alla riqualificazione della storica semirotonda stradale prospiciente la facciata del Convitto Nazionale "Cirillo", la graziosa piazzetta completamente pedonalizzata voluta dall'ex Circoscrizione Carrassi-San Pasquale-Mungivacca e costata circa 100mila euro, è nel limbo burocratico da oltre sei mesi. C'è tutto: pavimentazione, illuminazione, panchine, alberelli. Ma l'inaugurazione rimandata dal sindaco Antonio Decaro allo scorso Natale non è avvenuta. Nel frattempo sono sparite le transenne che fino a settembre ne impedivano l'accesso e il cartello posto della ditta appaltatrice, la Co.Pro.La, che ricordava l'originaria data di consegna dello scorso maggio 2014. Rimane comunque ancora piedi parte della recinzione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I residenti non capiscono e sono infuriati perché la neopiazzetta è stata lasciata in balia dei vandali e degli automobilisti indisciplinati che, in assenza di una segnaletica inequivocabile e di adeguati paletti dissuasori, continuano a parcheggiare selvaggiamente le auto incastrandole a imbuto negli accessi laterali dei due lati di via Cirillo e di via Filangeri. «Addirittura durante la notte si parcheggia direttamente sulla piazza», ci racconta Lorenzo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Lui abita in via Filangeri e dal suo balcone quotidianamente assiste al penoso spettacolo. «E poi la sera diventa luogo di bivacco e spaccio di droga - continua -. Invano abbiamo provato ad allertare polizia e carabinieri, ma ci hanno detto che questo è compito della polizia municipale». Lorenzo ci mostra anche una mail mandata alla polizia municipale il 23 dicembre, nella quale a nome di centinaia di residenti denuncia il degrado e il vandalismo consumati proprio davanti a una scuola che accoglie 1700 alunni dalle elementari alle superiori. Per la verità i vigili sono intervenuti a eliminare alcuni tubi metallici lasciati incautamente dalla ditta al lati dell'ex cantiere, ma durante la notte la piazza continua a resta “terra di nessuno”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La preside del convitto Cirillo, la professoressa Margherita Viterbo, conferma il disagio di genitori e alunni: «Non posso aprire il portone principale, non me la sento di esporre al pericolo i ragazzi. Li facciamo entrare da quello laterale. Il Comune non ci ha mai interpellati e fino ad oggi non abbiamo avuto disposizioni sull'accesso alla nuova piazza. Ormai sono mesi. Aspetto ancora un altro po’ e poi farò una denuncia ufficiale pubblica di questa insopportabile situazione».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma perché la piazza non viene aperta? C'è chi sostiene che i lavori non siano stati fatti a regola d'arte. Ci sarebbe una eccessiva pendenza tra il Convitto e le strade laterali, di circa 30 centimetri, che farebbe defluire le acque piovane tutte per via Filangeri in direzione di via Maria Cristina di Savoia a fare da tappo. Ce lo confermano Giuseppe, Salvatore e Franco, i tre fratelli di una ditta edile che in questi giorni sta lavorando su un palazzo in via Savoia, proprio difronte al Convitto: «Combattiamo con infiltrazioni eccessive nelle fondamenta. La fogna sulla strada non è stata mai pulita e quando piove, qui è un fiume».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L'assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Giuseppe Galasso, però smentisce: «Non ci sono problemi. La piazza non è stata ancora inaugurata semplicemente perché attendiamo dalla ditta l'installazione di circa ventina di paletti dissuasori per evitare il transito e il posteggio delle auto. Dovrebbero arrivare entro febbraio. Apriremo non appena arriveranno».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Teniamo duro allora, in fondo solo venti paletti ci separano dall'inaugurazione della nuova piazza "Domenico Cirillo".

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