di Mariangela Dicillo

Spade, cavalieri e dame: è l'Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme
BARI - Indossano un lungo mantello (bianco se si è uomini, nero se si è donne) con su disegnata la croce di Goffredo o di Gerusalemme, un simbolo formato da cinque croci, cinque come le piaghe di Cristo, una grande centrale e quattro piccole inserite nei quarti delimitati dai quattro bracci. Sul capo un “tocco”, un cappello di velluto o un velo. Stiamo parlando i protagonisti del nuovo best seller di Dan Brown ambientato nel Medioevo? Macchè, questa è la reale descrizione dei cavalieri e delle dame dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si tratta di un’istituzione laica che dipende direttamente dalla Santa Sede, ma che conserva tutti i tratti degli antichi Crociati. E’ proprio nel 1099, anno in cui le Crociate finiscono, che il capo delle milizie Goffredo di Buglione costituisce questo Ordine, che da allora, anche se le guerre di religione sono finite da secoli, rimane legato nella simbologia e nei riti a quei tempi.  

Il loro motto è “Deus lo vult” (Dio lo vuole), lo stesso della crociata. Ci sono poi le spade, che gli ordinati ricevono durante la cerimonia di investitura, c’è il nome “Santo Sepolcro di Gerusalemme”, che è visto come il luogo e il posto da venerare e difendere e poi ci sono i cavalieri e le dame. A seconda di quanto si sia distinto il proprio operato “in nome del volere di Dio” cavalieri e dame possono diventare commendatori, dame di commenda, grandi ufficiali, cavalieri di gran croce o dame di gran croce o cavalieri e dame di collare. A capo di tutti c'è sempre un cardinale, il Gran Maestro, che, in questo preciso momento è Edwin Frederick O’Brien.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La struttura si sviluppa a scala nazionale e internazionale e ha un seguito molto vasto. Si contano migliaia di fedeli impegnati in Italia. A Bari, sono circa un centinaio. La loro sede è la Chiesa del Gesù, la terza chiesa più grande della città, situata nel centro storico e affidata all'Ordine dal 1987. Qui, ogni domenica si celebra una messa. Solo per le occasioni più importanti, come la cerimonia dell'investitura dei nuovi membri, ci si sposta nella Cattedrale, adatta ad ospitare un numero più elevato di persone.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Sono sempre di più coloro che vogliono entrare nel Santo Sepolcro - spiega il cavaliere Cesare Moschetti -. Molti soltanto perché affascinati da questo tipo di esperienza. Ma indossare il mantello, portare l'insegna, è segno di un impegno di fede, non un’occasione per farsi notare o per far parte di una prestigiosa istituzione grazie alla quale poter ottenere benefici e vantaggi personali. E, per quanto l’Ordine sia aperto a tutti, chiunque voglia farne parte dovrà dimostrare di essere all'altezza del compito».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per candidarsi ci si avvale di norma della presentazione di qualcuno che fa già parte dell’Ordine. Il delegato e il preside della sezione territorialmente competente verificano, attraverso un primo colloquio, le caratteristiche del candidato. Se giudicate compatibili con i requisiti richiesti, quest'ultimo potrà iniziare un periodo di formazione non inferiore a 12 mesi. Superato positivamente questo anno, l’aspirante ordinato potrà finalmente presentare istanza di ammissione. Dopo l’investitura, sarà a tutti gli effetti un cavaliere del Santo Sepolcro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E, secondo lo Statuto dell’Ordine, dovrà recarsi almeno una volta nella sua vita al Santo Sepolcro, in Terra Santa. « In realtà – sottolinea scherzosamente  Moschetti - esiste una copia del Santo Sepolcro a Molfetta. Ma noi siamo i cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, non di Molfetta, quindi è lì che dobbiamo andare: non possiamo barare».

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