di Gaia Agnelli

Via Sparano sempre meno "barese": si trasferisce l'antico negozio di tessuti Pallante
BARI – Anche Pallante, l'antico negozio di stoffe e tessuti, dice addio a via Sparano. Come recita infatti un cartello posto sulla vetrina principale, l’esercizio commerciale presente sulla strada dal 1933 terminerà l’attività tra pochi giorni: il 31 dicembre.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Non si tratta però di una chiusura definitiva ma di un trasferimento. «Ci ridimensioniamo – afferma Mariella Pallante, figlia del titolare Carmine e nipote del fondatore Iginio -. L’obiettivo è quello di spostarci entro il 2020, con comodo, in una sede più piccola, sempre in centro».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Fatto sta che via Sparano, la via per eccellenza dello shopping barese, perde un altro suo “pezzo”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nell’aprile di quest’anno aveva chiuso la gioielleria Trizio Caiati, attiva per più di cinquant’anni e rimpiazzata dalla corporation dell’abbigliamento Ralph Lauren. Nel 2017 era invece toccato all’antica rivendita di strumenti musicali Giannini, fondata nel 1874. Per non parlare della libreria Laterza, che nel 2013 aveva ceduto il suo ingresso principale a Prada. O di Mincuzzi, che già nel 2001 disse addio al suo splendido edificio in stile liberty, “occupato” oggi dalla catena dei vestiti Benetton.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Perché questi sono ormai i nomi che ricorrono passeggiando su questa via in perenne trasformazione: Ralph Lauren, Prada, Benetton, Gucci, Louis Vitton, Desigual, Sephora, Pandora, Zara, H&M (ospitata nello storico palazzo della ormai ex Rinascente). Grandi multinazionali che hanno preso il posto di piccoli ma negozi “made in Bari”, spesso gestiti per decenni dalla stessa famiglia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Bari ormai si sta trasformando - afferma rammaricata la 70enne Antonietta, ferma a guardare la vetrina sempre più spoglia di Pallante -. I nostri negozi, la nostra moda tradizionale e il nostro stile stanno scomparendo, per lasciare spazio a tutti questi marchi che vengono da lontano, non legati storicamente a questa città».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Sì è vero - ribatte la 55enne Giulia – ma bisogna considerare che Bari sta diventando sempre più turistica: ospitare queste griffe multinazionali è come parlare la stessa lingua degli stranieri che vengono a visitarci. Insomma non possiamo che guardare avanti per adeguarci al cambiamento dei tempi e della moda».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 

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