di Katia Moro

Bari, non è sposata in chiesa: prete le nega la comunione. «Allontanata davanti a tutti»
BARI – Rifiutarsi, di fronte all’intera comunità ecclesiale, di somministrare il sacramento della comunione a una donna “rea” di non aver consacrato il suo matrimonio in chiesa. È quanto accaduto il 1° maggio nella Chiesa Matrice Santa Maria, del quartiere Ceglie del Campo di Bari.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Protagonisti: il 70enne padre Sabino e la 35enne barese Angela Polieri, coniugata sì, ma “purtroppo” per lei solo con rito civile. Angela quella domenica accompagnava suo figlio all’altare per fargli ricevere il sacramento della Comunione per la prima volta. Ma quando si è apprestata a prendere a sua volta l’Eucarestia, ha ricevuto l’amara sorpresa: il prete a voce alta e in presenza di tutti i presenti in festa per l’occasione, le ha intimato di allontanarsi perché impossibilitata ad accedere alla somministrazione dell’ostia sacra.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«Sono diventata paonazza e non sapevo più dove nascondermi – ci racconta Angela -. Mi sono sentita gli occhi di tutti i fedeli addosso e con la coda tra le gambe sono tornata a sedermi tra i banchi, pregando mio marito di non alzarsi per evitare un’ulteriore figuraccia».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Don Sabino dal canto suo difende a spada tratta la sua decisione. «Io ho solo svolto regolarmente il mio dovere – ci dice - perché la Chiesa non riconosce il matrimonio civile e chi vive con un’altra persona al di fuori della consacrazione divina è un adultero e funge da cattivo esempio per la comunità ecclesiale. Del resto nella sua esortazione apostolica post-sinodale  sull'amore nella famiglia (“Amoris laetitia”), il Santo Padre Francesco definisce questo tipo di famiglie come “ferite”: vanno curate e solo in seguito riaccolte e reintegrate, dopo un corretto cammino spirituale».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)


In realtà secondo Angela i motivi che avrebbero spinto don Sabino a un gesto così plateale non sarebbero propriamente religiosi. «Io l’anno scorso avevo deciso di sposarmi anche in Chiesa – afferma la donna – ma venuta a sapere dell’obbligo di un’”offerta” della prestabilita cifra di 250 euro necessaria per poter celebrare la cerimonia, mi sono rifiutata e ho cambiato idea». Ora il suo sospetto è che sia stata proprio questa scelta a determinare il successivo atteggiamento del parroco. Anche perché, secondo quanto sostiene Angela, padre Sabino in altre occasioni non si è mai rifiutato di comunicare altri separati, divorziati o conviventi.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Ma il prete nega. «Sono ben altre e più gravi le motivazioni per le quali quella donna non ha più potuto accedere al rito sacro dello sposalizio in chiesa – sottolinea - . La verità è che non ha mai partecipato a un incontro prematrimoniale e ha disertato persino quelli prestabiliti per la comunione di suo figlio. Perché avrei dovuto darle l’ostia sacra? Se poi mi avesse avvisato della sua volontà di ricevere la comunione avrei potuto spiegarle le mie valide ragioni, purtroppo ho dovuto allontanarla in chiesa costringendomi a mortificarla».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

E il buon Dio ne sarà sicuramente contento.


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