di Marianna Colasanto

Su Facebook con un nome falso: «E’ Un gioco». Ma così si perdono occasioni lavorative
BARI – C’è chi su Facebook non ci sta proprio, chi ha il profilo condiviso con il proprio fidanzato, chi non permette agli sconosciuti di inviare una richiesta di amicizia e chi, soprattutto, decide di apparire sul social network in maniera “anonima”, con un nome non suo e magari una foto presa da google (nell’immagine un esempio).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Benissimo, ognuno è libero di vivere Facebook come più gli piace, ma c’è un però. I social network stanno sempre più diventando una “vetrina”, attraverso la quale ognuno di noi può mostrarsi al mondo, valida anche come “biglietto da visita” per chi cerca informazioni su di noi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

È il caso ad esempio di molte aziende, che vanno a spulciare i social per farsi un’idea dei possibili candidati per un lavoro o semplicemente per andare alla ricerca di qualcuno di cui si è sentito parlare. Ormai di fatto se si vuole il “contatto” di una persona non si cerca più il suo numero di telefono o la sua email, ma si va direttamente su Facebook, dove è possibile comunicare ma anche farsi un’idea più immediata di colui che si ha “di fronte”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per questo motivo la stessa agenzia per il lavoro Adecco, in un video intitolato “Trovare lavoro con Facebook”, fornisce una serie di consigli utili sul come “stare” sul social network. “Il nostro profilo deve essere rintracciabile, identificabile e aggiornato”, afferma il tutorial dell’agenzia.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Però tra i tanti utenti di Facebook c’è chi continua a usare questa piattaforma come un gioco e non come un serio canale di comunicazione, precludendosi quindi delle possibilità lavorative. Ci sono persone che sui social decidono di rendersi “non visibili” (se non ai propri amici) e in questo modo perdono la possibilità di “pubblicizzarsi” e di essere rintracciati. Ma ne sono consapevoli?

Alcuni sicuramente sì, magari perché un lavoro già ce l’hanno, magari anche “particolare”. Ci sono professori infatti che preferiscono non avere come “amici” i propri studenti o medici che non vogliono essere rintracciati dai loro pazienti. In questi casi si può ben comprendere la voglia di “mascherarsi”, ma in altri la decisione appare non ponderata.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Vedi il caso di Domenico, 38enne barese, musicista e illustratore, che sul suo profilo pubblica anche i suoi lavori: una ragione in più per essere ben visibile. Eppure anche lui appare con un nome “fake” e una foto non sua. «I miei contatti – afferma - sanno di cosa mi occupo, ma effettivamente sto pensando di creare un profilo con il mio vero nome e cognome, perché nel frattempo ho perso delle opportunità, non dando a chi non mi conosce la possibilità di trovarmi facilmente su Facebook».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


C'è chi invece pur consapevole della mancanza di visibilità che il nome falso comporta, difende la sua scelta in nome della privacy. «Non mi interessa farmi trovare dalle aziende – dice il 28enne Nicola, studente prossimo alla laurea –, ho scelto un profilo poco visibile per non mostrare ai parenti cose che potrebbero mal interpretare, come ad esempio una foto che mi mostra mentre bevo una birra».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il 35enne Antonio invece è un ingegnere che ha scelto due modi per stare “online”: su Facebook in maniera anonima e su Linkedin in maniera trasparente. «Il motivo principale per il quale ho un nome “posticcio” è la privacy – sottolinea - . Non voglio dover accettare amicizie da parte di colleghi: per me Facebook è solo svago ed informazione. Per lavoro uso Linkedin».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Anche se Linkedin è un social ancora di nicchia, è attivo dal 2002, ben prima di Facebook, ma raccoglie solo 300 milioni di utenti, contro i miliardi del social netword creato da Zuckenberg. Non è quindi ancora così diffuso e forse non lo sarà mai.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Detto ciò, a parte i problemi di privacy, la vera ragione per cui si fatica a porsi in maniera professionale e “seriosa” sui social è che non si vuole rinunciare a tutti gli aspetti “simpatici” che una piattaforma può offrire.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Facebook per me rimane un luogo ludico – dichiara il 36enne rappresentante Giampiero – e secondo me le aziende che ricercano informazioni sui social network semplicemente non sono serie». «Non nascondo che spesso mi sia servita dei social network per raccogliere e condividere informazioni legate alla sfera lavorativa – afferma invece Eliana, 30enne barese alla ricerca di lavoro –, ma Facebook io lo vedo più come un gioco e nel gioco, sono convita, viene fuori la parte più sincera e reale di sé, a cui non voglio rinunciare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Qui il video “Trovare lavoro con Facebook” realizzato dall’Adecco:

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Marianna Colasanto
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  • Sele - Facebook è un network pensato per il tempo libero e come tale viene usato dalle persone. Grazie alle pagine e ai gruppi offre anche strumenti di informazione e approfondimento, ma di base è un contesto per la vita al di fuori del lavoro. L'idea che le aziende vadano a spulciare i profili per capire con che tipo di persone hanno a che fare spesso va a svantaggio dei possibili candidati, senza contare che le informazioni a cui possono accedere spesso e volentieri non hanno nulla a che fare con competenze professionali. E' un modo molto parziale e approssimativo per inquadrare una persona. Linkedin è il vero biglietto da visita per chi cerca lavoro. Riguardo all'uso del falso nome su fb, quasi nessuno considera il fatto che la stessa facebook può averlo indotto da quando, circa 2 anni fa ha tolto tra le impostazioni la possibilità di essere ricercati nel sito solo da amici o amici di amici. Divenendo rintracciabili da chiunque si è esposti in modo maggiore al rischio di contatti non desiderati o, peggio ancora, da richieste di contatto da parte di profili creati al solo scopo di spiare ciò che diciamo e facciamo in modo privato proprio su facebook. I social sono un modo per entrare in contatto con gli altri, certamente, ma credo che dovrebbe essere lasciata ad ognuno la libertà di definire i confini di questa interazione.

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