di Linda Formisano

Eletta prima ballerina all'Arena di Verona: la storia della barese Teresa
BARI – E’ barese una delle tre prime ballerine del corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona. Si chiama Teresa Strisciulli, ha 31 anni e da un anno è il fiore all’occhiello di uno dei complessi artistici più importanti d’Italia, che ha sede nel famoso antiteatro scaligero. L’abbiamo intervistata.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Allora da un anno sei diventata prima ballerina a Verona…

La svolta è avvenuta nel 2013, quando dopo anni di collaborazione con l’Arena mi hanno offerto un contratto come prima ballerina. Sono diventata la protagonista di importanti produzioni quali la Carmen, Medea e Aida (vedi foto galleria). In questi anni ho studiato con tanta audacia e passione e con le mie qualità ho convinto la fondazione ad assegnarmi questo ruolo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma la tua carriera è cominciata a Bari.

Sì. I primi passi li ho mossi all’età di 4 anni e mezzo, grazie alla mamma che fin dalla tenera età al posto di mettermi davanti al televisore a guardare cartoni animati mi iscrisse con mia sorella più piccola alla fondazione Piccinni, dove iniziai a studiare con dei maestri rumeni. Successivamente mi trasferì all’accademia Pas de deux di Fasano dove proseguì gli studi sotto la guida della maestra e coreografa Silvia Humaila.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E quando hai capito di poter sfondare nel ballo?

Man mano che andavo avanti molti maestri si resero conto che ero una ragazzina promettente. Iniziai a partecipare e a vincere tanti concorsi. Quasi maggiorenne iniziai a collaborare con la compagnia del Balletto di Puglia, diretto dal ballerino Tony Candeloro con il quale nel 2000 partecipai al Ballet festival di Miami. Fu questo il trampolino di lancio che mi permise di cominciare a ballare per le più note compagnie teatrali di danza italiane.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ovvero?

Nel 2001 entrai a far parte della compagnia del "Maggio danza" del Maggio musicale fiorentino per la preparazione e la messa in scena del balletto Giselle di Polyakov e successivamente sempre in quell’anno, collaborai con la Scala di Milano, dove partecipai a tutte le produzioni delle stagioni 2001 e 2002 come la Bella addormentata, Excelsior, Giulietta e Romeo, Giselle, lo Schiaccianoci e molti altri, ballando anche in celebri teatri come l‘Opéra di Parigi, il Cirque Royal di Bruxelles, il Bol'šoj di Mosca.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


E poi nel 2004 Verona

Dove però solo nel 2013 ho realizzato il grande sogno di diventare prima ballerina. Per me rappresenta un onore, si tratta di un incarico molto importante, fatto di grande responsabilità e sacrifici. Dietro a ogni spettacolo ci sono ore e ore di prove e duro lavoro, ma anche tanta passione e soddisfazione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Chi sono i ballerini più importanti con cui hai lavorato?

Direi Raffaele Paganini, uno dei danzatori classici più conosciuti al mondo, Alessio Carbone, primo ballerino dell'Opéra di Parigi, Mikhail Kaniskin, primo ballerino della Staatsoper di Berlino.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ritorneresti a Bari?

Come ospite, perché la mia vita ormai è a Verona dove ho famiglia e lavoro. Questa città mi ha dato molto e mi ha accolto a braccia aperte, la gente è disponibile e cortese, certo non come “noi del sud”, ma non mi posso lamentare. E ovvio che se avessi avuto la possibilità di rimanere a Bari o comunque in Puglia a svolgere la mia professione, non me ne sarei mai andata.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E invece sei stata costretta a emigrare in altre regioni d’Italia. Cosa manca alla Puglia per fare il salto di qualità nella danza?

Pur avendo a disposizione molti teatri importanti, come il Petruzzelli o il Piccinni di Bari o il Verdi di Brindisi, qui è stato sempre difficile creare un organico che possa autoprodursi, come avviene per gli enti lirici delle altre regioni. E poi i programmi dei teatri offrono troppo spesso spettacoli messi in piedi da produzioni estere puttosto che italiane. Di fatto in Puglia manca la cultura per la danza ed è questo il motivo per cui molti ballerini sono costretti ad andarsene in altre città o addirittura all’estero per affermarsi. Purtroppo.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nel video, Teresa impegnata nel balletto Medea nel Teatro Romano di Verona:


 


© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Scritto da

Lascia un commento


Powered by Netboom
BARIREPORT s.a.s., Partita IVA 07355350724
Copyright BARIREPORT s.a.s. All rights reserved