di Mariangela Dicillo

Park&ride, nuovi posti per coppiette: «Sicuri e fa nulla se c'è chi guarda»
BARI – Cambiano le mode, la società e il modo di essere “giovani”, ma c’è una cosa che da sempre rimane tale: la macchina come “rifugio d’amore”. Del resto quando si hanno pochi anni sulle spalle e si vive ancora con i genitori non ci sono molte possibilità: bisogna appartarsi in auto. Solo che da sempre ci sono due tipi di “coppiette”: quelle che cercano luoghi un po’ più isolati, fuori mano, dove poter avere un minimo di privacy e quelle che invece in barba a qualsiasi senso del pudore preferiscono incolonnarsi ad altre coppie, magari in zone centrali e anche ben illuminate, perché, dicono «è più sicuro e non ci sono malintenzionati».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Certo, sarà anche più sicuro, ma a Bari a volte ci si trova davanti a vere e proprie “carovane dell’amore”: macchine una in fila all’altra con i vetri appannati o coperti dai giornali. Anni fa era Poggiofranco il posto prescelto dalle coppiette: via Mitolo e via Gandhi a tarda sera si trasformavano in “parchi a tema” . Ora i posti sono cambiati, ce ne sono di più, grazie anche alla recente istituzione dei park&ride, che di notte diventano di fatto dei park&sex.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I più frequentati sono quelli di Pane e Pomodoro (da sempre comunque luogo per coppiette, anche prima della riqualificazione) e di Largo 2 Giugno. Luca e Michela, sono dei ventenni che frequentano il primo parcheggio. «Quasi tutte le sere ci fermiamo a Pane e Pomodoro – dicono -. Lasciamo la macchina e facciamo una lunga passeggiata romantica per il litorale. Poi, quando si fa più tardi ci rimettiamo in auto e godiamo della nostra intimità. È un posto che ci ha regala tante emozioni: l'odore del mare, la musica delle onde, il vento che soffia e la luna che brilla nella notte».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma il park&ride del Parco (nella foto) sembra essere quello più comodo. «È un posto centralissimo – afferma l’entusiastico Luigi -  abbastanza grande da ospitare molte macchine senza il rischio di “accalcarsi”. Ognuno ha il suo spazio, nella penombra. L'unico problema è quando ci sono le serate nella discoteca vicino, perché c'è molta più gente in giro fino a tarda notte. In quei casi ci armiamo di giornali e asciugamani per coprire i vetri».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Ma c’è chi di dell’essere “osservato” non ne fa un problema.  «A me sinceramente non importa – dice la 24enne Rossana -. In fondo appena si appannano i vetri non si vede già più niente se non ombre e sagome indistinte. Poi se a uno piace guardare e usare la fantasia, lasciamolo fare». Il 20enne Gigi è d’accordo con lei: «Tutti quelli che "si imboscano", lo fanno per lo stesso motivo ed è inutile vergognarsi o cercare di non farsi guardare: il sesso è una cosa naturale. Anzi, a volte risulta anche eccitante farsi guardare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché c’è chi guarda intenzionalmente, come il 26enne Paolino, che ammette: «Io e la mia fidanzata troviamo molto eccitante guardare gli altri mentre fanno sesso, lo spettacolo “dal vivo” è entusiasmante».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Oltre i park&ride punti molti battuti dalle coppiette sono lo spiazzo non asfaltato di via Tridente, situato di fronte all’Executive Center e il terreno alla fine di via Camillo Rosalba, accanto alla facoltà di Economia e Commercio, circondato da alberi di ulivo che fungono da riparo. E poi ci sono i posti storici, come lo Stadio della Vittoria che offre due parcheggi, uno di fronte all'altro, entrambi molto frequentati di notte.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Mentre una new entry è Parco Perotti, sul lungomare Sud di Bari. Da quando i grandi palazzi di Punta Perotti sono stati abbattuti e al loro posto è stato edificato un parco, la zona è diventata un punto di riferimento sia per le prostitute che per le coppiette. «È un ottimo posto – afferma il 19enne Raffaele -. Ci mimetizziamo tra le macchine di chi va dalle prostitute e nessuno “rompe”. Tuttavia bisogna stare attenti: una volta mi è capitato che un signore si avvicinasse alla macchina e mi chiedesse se avevo finito: credeva che mi fossi appartato con una “donnina”».

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