di Valeria Milano

Affacciarsi alla finestra in cerca dei "segnali del destino": è il rito di Santa Monica
TARANTO - Affacciarsi alla finestra a una certa ora, invocare il nome di una santa e ascoltare le voci e i rumori che vengono da fuori per capire come si evolverà la vita dei propri cari. E’ questo l’antico “rito di Santa Monica”, forse il più strano tra le tante pratiche messe in atto per predire il futuro.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Si tratta di un’usanza diffusa un po’ in tutto il Sud Italia, patrimonio delle signore più anziane: quelle che ancora ricordano quando le proprie mamme e nonne, durante la  Seconda guerra mondiale, si “affacciavano” per capire come stessero  i propri figli arruolati e lontani da casa. La santa è infatti la patrona delle donne sposate, delle madri e delle vedove e viene vista quindi come colei che proprio non può sottrarsi nel rassicurare una mamma in pena.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma come funziona il rito? Ce lo spiega la 90enne Angela di Castellaneta, in provincia di Taranto. «E’ necessario sporsi a un balcone o una finestra della propria casa a mezzanotte in punto - afferma la donna –. A quel punto bisogna recitare un Padre Nostro, un’Ave Maria e un Gloria a Dio. Poi si procede con l’invocazione: “Santa Monica pietosa, Santa Monica lacrimosa, a Roma andasti a Milano venisti e come portasti notizie del tuo figliuolo, così portami notizie di…”. Fatta la domanda, bisogna tendere bene le orecchie e osservare la strada in attesa di un segnale che possa fornirci una risposta».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Perché qualsiasi cosa vista o udita sarà considerata un segno rivelatore del destino. Se ad esempio si sente il verso di una civetta bisogna rassegnarsi a inevitabili brutte notizie, se invece c’è un cane che abbaia, vuol dire che la persona che teniamo a cuore sta bene. Il fischio di un treno o di un uccello può essere un segnale positivo, mentre il pianto di un bambino o un tuono non possono che portare a sicura sventura. Anche ciò che dice un passante o il suo abbigliamento può essere interpretato in maniera tale da ottenere una risposta ai propri dubbi.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


«Quando ero piccolo ricordo che mia nonna e mia madre eseguirono il rito interrogando la Santa sulla possibile  guarigione di mio nonno gravemente malato – afferma il 50enne materano Leonardo -. Dopo aver pregato e invocato si misero alla finestra e prestarono attenzione a ciò che si palesava nell’oscurità. Videro passare un prete e udirono il rumore di un tombino sbilanciato: segnali chiaramente negativi. Mio nonno infatti morì di lì a poco e, udite udite: il giorno della sepoltura la lastra di marmo della tomba produsse lo stesso rumore del tombino. Ancora rabbrividisco a pensarci: quella notte era stata predetta la morte di mio nonno».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Chiaramente la Santa può essere interrogata anche su questioni meno drammatiche rispetto allo stato di salute, ad esempio le si può chiedere se un’impresa andrà  a buon fine, se un lavoro arriverà, se una relazione complicata potrà risolversi, se una fanciulla si sposerà a breve.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Tanto tempo fa mia nonna mi fece “la santa monica” – ricorda a tal riguardo la 65enne Miriam di Lizzano, in provincia di Taranto- . Si affacciò alla finestra e quello che vide fu un carabiniere che passava. Mi disse che mi sarei sposata presto con qualcuno che portava una divisa. Ebbene, passato qualche mese incontrai e mi fidanzai con Mimmo, la persona che divenne in seguito mio marito, che all’epoca era impiegato dove? Nella Marina Militare. Santa Monica ci aveva azzeccato».

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  • lucia spano - si può fare anche a mezzogiorno?
  • 
  • enzo - Si, era seppellito nei miei ricordi d'infanzia quando anche a casa mia si faceva,
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