di Alessia Schiavone

Dalla biga a Cenerentola: il mondo di Gaetano, collezionista di carrozze
TRANI - «E' da cinquant'anni che colleziono carrozze. Ne ho più di cento e vorrei tanto farne un museo». E’ questo il desiderio del 71enne Gaetano, che a Trani, in un capannone vicino all’azienda di famiglia, ha creato un vero e proprio mondo equestre, fatto di tanti aggeggi legati ai cavalli, ma soprattutto di decine e decine di carrozze. Si va da quella di Cenerentola a quella di Napoleone, dalla biga romana a quella reale: ognuna di diverse forme e colori fanno bella mostra di sé, come in una favola. (Vedi foto galleria)

Noi siamo andati a fargli visita e, proprio come avviene in un museo, il padrone di casa ci ha guidato alla scoperta dei suoi tesori. La prima tappa, in una stanza stracolma di eccentrici accessori equestri come testiere, redini e capezze dai mille colori, riconosciamo anche un carretto siciliano originale dipinto con sgargianti decorazioni. Appese al soffitto una serie di campane in ottone e bronzo, utilizzate anticamente per il pascolo delle mucche.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gaetano, con la sua coppola grigia ancora poggiata sul capo e una sciarpa avvolta sul collo, sembra quasi preoccupato di parlar di sé e delle sue creature. E' una collezione privata che difficilmente apre al pubblico, se non per sporadiche attività di noleggio o manifestazioni di paese. Tanto è vero che ci chiede di non indicare nell’articolo né il suo cognome né l’esatta ubicazione del suo “museo”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Nonostante questo decide comunque timidamente di farci da cicerone e ci conduce in un'altra piccola saletta. Qui, gli interpreti principali sono una sfilza di calessi e calessini, veicoli a due ruote che solitamente venivano trainati da un solo animale e utilizzati per spostamenti veloci. Sono così tanti da starci quasi stretti tutti nella stessa stanza, sulle cui pareti non possiamo fare a meno di notare quadri raffiguranti cavalli. Tra l'altro, la presenza di questi ultimi caratterizzerà l'intero tour.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
«Non avete ancora visto nulla - tiene a precisare l'uomo, quasi a volerci tenere sulle spine-. Il pezzo forte deve ancora venire». E in effetti, dopo aver calpestato un enorme piazzale, entriamo in un terzo capannone interamente in pietra e decisamente più grande dei precedenti. Una volta varcato il monumentale ingresso, ci sembra di essere stati catapultati nella scena di un film. Davanti a noi, un centinaio di carrozze in fila una dietro l'altra, di aspetto e dimensioni diversi sfoggiano la loro eleganza quasi fossero a una sfilata. Alcune sono addirittura “trainate” da cavalli in cartapesta. (Vedi video)

Spicca tra tutte una fiabesca carrozza bianca pronta per portare Cenerentola al ballo. Con la sua inconfondibile forma a sfera, è sormontata da una brillante coroncina dorata e impreziosita da eleganti sedili color crema perfettamente visibili dall'esterno, visto che l'involucro della cassa è trasparente. Ma non è sola. C'è anche la carrozza blu di Napoleone (naturalmente non originale ma una riproduzione), poi quella reale con un manto di velluto blu e dorato che avvolge il sedile del cocchiere, quella più umile e trasandata del medico di paese, una biga romana con dentro ancora vecchie spade e infine non possono mancare carrozze d'epoca di duecento anni fa. Su alcune ci sono ancora le targhe originarie a specificare l'anno esatto a cui risalgono.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Tra le tante tipologie presenti, padroneggiano le "landau", veicoli di prestigio a quattro posti decapottabili, utilizzabili sia d'estate che in inverno. O ancora una diligenza vestita di un giallo vistoso che veniva utilizzata per lunghi tragitti e poi carri più semplici, costruiti completamente in legno. Curioso è anche il profilo di una piccola vettura a due ruote con le sedute laterali che veniva guidata di lato dalle donne per portare i bambini a scuola.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Sono io a occuparmi del restauro e della verniciatura di ogni singola vettura- spiega il 71enne-. Ho perfino creato uno stemma personalizzato con le mie iniziali con cui marchiare le creazioni. Mi ci dedico durante il fine settimana quando non sono impegnato con il lavoro. Si tratta per lo più di un hobby».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un hobby sì, ma certamente dispendioso: a livello di spazio, di tempo, di costi. Le carrozze sono state acquistate da Gaetano in persona in diverse città d'Italia (Venezia, Bergamo, Milano, Napoli ad esempio) da altri collezionisti o da eredi di nobili famiglie che volevano disfarsene. «Ho imparato solo con l'esperienza a conoscerne il valore e a distinguere i singoli modelli- racconta il collezionista-. Il costo di un calesse può variare dai duemila ai diecimila euro, ma queste carrozze valgono molto di più». L'uomo non si sbottona però più di tanto, non ci rivela il valore esatto, anche se capiamo che deve trattarsi di un patrimonio rilevante.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
Ma perché decidere di collezionare proprio carrozze? «Ho iniziato a comprarle a causa del mio smodato amore per i cavalli - sottolinea il tranese-. Addirittura ho una fotografia che mi ritrae da piccolo su un cavallo a dondolo. Insomma ho questa passione nel sangue». D'altronde la famiglia di Gaetano ha sempre posseduto dei cavalli e lui sin da bambino si incantava a osservare i suoi parenti mentre strigliavano i piccoli puledri, divertendosi a fare lunghe cavalcate nelle campagne, affascinato dai mille accessori con cui si potevano "addobbare" questi animali.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ne abbiamo conferma quando alla fine della visita, ci presenta il suo mulo e i suoi quattro cavalli avvolti in un candido mantello bianco con cui Gaetano sembra intendersi perfettamente. Animali che sarebbero perfetti per trainare la carrozza di Cenerentola, anche se forse per quella servirebbero prima due topolini da trasformare in eleganti puledri.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica)

Nel video (di Carlo Gelardi e Gianni de Bartolo) il nostro viaggio all’interno del “museo della carrozza” di Gaetano:


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA Barinedita



Alessia Schiavone
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  • Graziana - Vorrei sapere è possibile avere il contatto di questo signore per noleggio? Grazie non riesco a trovarlo
  • Marco - Sono un collezionista di antichità e vorrei contattare il signor Gaetano.

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