di Mina Barcone

A Bitonto si tira con l'arco storico: armi, vestiti e modalità
BITONTO - «Onore, fedeltà, lealtà, nobiltà d’animo: c'erano tutta una serie di valori che legavano i cavalieri alla loro scintillanti armature o gli arcieri alle loro frecce. E noi pensiamo che questi ideali vadano preservati, per questo a distanza di secoli rappresentiamo il mondo medievale». Parola di Alessandro Sblano, presidente dell’associazione "Impuratus" di Bitonto, l'unica in provincia di Bari assieme alla Compagnia d'arme Stratos a promuovere la diffusione del tiro con l'arco storico, oltre che della scherma storica.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

L'arco, diffuso sin dalla preistoria come strumento di caccia e di guerra, viene utilizzato come mezzo per far rivivere atmosfere e abitudini del Medioevo, l'ultima epoca d'oro di questa arma, poi soppiantata dall'avvento della polvere da sparo. Ciò avviene rievocando tornei, eventi e costumi tipici di quel periodo nella maniera più fedele possibile alle testimonianze giunte fino ai giorni nostri.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Perchè studiare solamente le arti marziali orientali e lasciare nel dimenticatoio quelle europee? – si domanda infatti Sblano -. Eppure ci sono diverse ragioni che spingono i nostri membri ad approfondire questa disciplina: imparare a maneggiare un congegno così ricco di storia, confrontarsi con gli avversari, scoprire stili di vita di secoli ormai lontani».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E una ricostruzione così precisa parte innanzitutto dalla struttura dell'arco da impugnare. «Ce n'erano diversi tipi - spiega il presidente -. Quello classico per esempio, con la tipica forma a "d" maiuscola, era particolarmente gettonato nel nord Europa e fu importato in Italia dai Normanni intorno all'anno 1000. Era alto fino a 180 centimetri, ma la lunghezza calava (e con essa anche la potenza) fino a un metro e mezzo nel caso fosse utilizzato solo per le battute di caccia. Un altro modello parecchio diffuso era quello turco, di origine ottomana, che aveva invece una sezione a "b" maiuscola e spesso presentava ricche decorazioni». (Vedi foto galleria)

Con una buona manualità è possibile realizzare in proprio queste armi. «L'alternativa - prosegue lo storico - è rivolgersi a un artigiano. Quanto ai prezzi, tutto dipende dai materiali usati. Nel Medioevo si presuppone che gli archi in legno venissero fabbricati con il frassino, l'olmo o, nel caso più pregiato, il tasso. E quindi usando questi tipi di legnami un arco arriva a costare come minimo 250 euro».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Gli archi compositi, prodotti cioè non solo con il legno, richiedono invece altri materiali come corni, pelle e tendini animali, tutta roba facilmente recuperabile tra gli scarti dei mattatoi. «Si tratta di esemplari più robusti - evidenzia Sblano - che richiedono maggiore abilità per la loro ideazione. Per questo motivo la spesa può lievitare fino a 1000 euro».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


A ciò va aggiunto il denaro da sborsare per assicurarsi un abbigliamento simile a quello in voga nel Medioevo. «Tuniche, brache, calzoni - continua il presidente - ma anche indumenti militari come elmi e corazze in cuoio, spesso rinforzate con lamine di acciaio o ferro. Anche i vestiti devono somigliare il più possibile a quelli dell'epoca: per questo vengono confezionati prevalentemente con lino e lana, non certo con i tessuti sintetici dei giorni nostri. Per un abito storico di una media borghesia accuratamente riprodotto si possono spendere dai 300 ai 500 euro».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

E poi ovviamente ci sono le competizioni, completamente diverse da quelle moderne. Oggi l'arciere è statico: prende la mira restando immobile e cerca di centrare il bersaglio, aiutato da accorgimenti come i mirini e la finestra, ossia la zona dove si appoggia la freccia per scagliarla in maniera dritta. Nel tiro con l'arco storico la modalità di tiro è invece sia dinamica, perchè avviene in corsa o in sella a un cavallo e sia istintiva, visto che stando in movimento la capacità di mettere a fuoco l'obiettivo è ridotta e ci si affida anche all'istinto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Esistono diversi contesti nei quali mettiamo in pratica questa arte marziale - illustra lo storico -. Ricreiamo un ambiente di caccia ad esempio, allestendo un percorso a piazzole lungo il quale vengono posizionate sagome tridimensionali di animali da colpire: il punteggio dipende da quale parte del corpo si trafigge. Oppure organizziamo tornei tipici del periodo: l'obiettivo può essere quello di centrare il vertice di una "v" disegnata su una tavola di legno, oppure far passare le frecce in appositi tondini con diametri via via minori (e quindi con difficoltà maggiori). In quest'ultimo caso, dopo tre tentativi falliti, il concorrente viene eliminato. A volte gli arcieri si "scontrano" tra loro, ma le frecce in dotazione hanno la punta arrotondata in modo da non far male a nessuno».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Le gare, abbastanza diffuse nel nord Italia, stentano a prendere piede nel Mezzogiorno: le più vicine vengono disputate di solito a Roma e Napoli grazie a federazioni locali indipendenti. Nonostante ciò l'associazione, fondata nel luglio del 2012, conta una ventina di membri e ha preso parte a più di 50 eventi, dislocati per la maggior parte nel territorio pugliese. Si tratta di manifestazioni di piazza, rievocazioni storiche, visite guidate, convegni e persino feste private.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

"Epoca buia", "avere una mentalità medievale", "età di mezzo": sono tante insomma le espressioni che sminuiscono il Medioevo. Ma a distanza di tempo il fascino di quei secoli di guerre, feudatari e cavalieri sembra restare intatto.


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