di Nicola De Mola

Bike sharing, alcune idee per scongiurarne fallimento e chiusura
BARI - Dei problemi di “Bariinbici” e di come sia assolutamente necessario un suo rilancio abbiamo già parlato qui. Stavolta vogliamo soffermarci sulle soluzioni ai già descritti ostacoli di natura organizzativa, ai furti e ai danneggiamenti che stanno compromettendo l’efficienza del bike sharing, il servizio che permette di noleggiare una bicicletta pubblica collocata in stazioni installate in diversi punti della città.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Abbiamo ascoltato l’associazione culturale di cicloamatori CicloSpazio, che ci ha spiegato innanzitutto come l’Amministrazione possa risparmiare denaro pubblico e allo stesso tempo offrire un servizio migliore.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Solo nel 2011, ad esempio, il servizio è costato all’Amtab ben 88mila euro tra manutenzione e sostituzione dei mezzi. Una cifra considerevole, che potrebbe essere “abbattuta”, ricorrendo a sponsorizzazioni da esporre su biciclette e colonnine, come avviene in altre città italiane ed europee.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Denaro che, vista l’attuale crisi economica, potrebbero però sembrare difficile da recuperare, come dimostra lo stop che stanno subendo i lavori ideati dal Comune con il sistema del "project financing", che coinvolge i privati nella realizzazione  delle opere pubbliche. Non è pero' d’accordo Beppe Morelli, membro di CicloSpazio.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Non dobbiamo pensare solo ai piccoli imprenditori, ma soprattutto alle gradi aziende. Molte di loro fissano un budget per le attività sociali e ambientali e, se coinvolte nel progetto, potrebbero inserire il loro nome sulle bici o sulle colonnine», spiega.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un altro modo per alleggerire i costi del servizio potrebbe essere rappresentata dalla sua apertura anche a turisti e a pendolari, magari attraverso l’utilizzo di carte di credito o bancomat. Cosa che avviene in diverse altre realtà e che a Bari non è per ora possibile, essendo la tessera magnetica che consente il noleggio della bicicletta riservata ai soli residenti che ne fanno richiesta.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Secondo l’esponente dell’associazione culturale, un altro errore commesso all’origine è stato quello di affidare “Bariinbici” all’Amtab, l’azienda barese dei trasporti pubblici, che non avrebbe adeguate competenze tecnico-organizzative.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«E’ stata una scelta di comodo. Altrove il bike sharing è affidato attraverso bandi pubblici ad associazioni o cooperative operanti nel settore, che per forza di cose offrono un servizio migliore. E’ assurdo che un solo addetto alla manutenzione possa essere continuamente disponibile dalle 7 alle 22 per risolvere tutti i problemi delle bici e delle colonnine, come avviene a Bari», sottolinea Morelli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Per risolvere il problema dei furti e dei danneggiamenti, infine, basterebbe semplicemente utilizzare le telecamere presenti in alcune delle stazioni (e magari montarne altre su quelle sprovviste) per risalire ai vandali che negli ultimi anni hanno preso (e continuano a prendere) di mira biciclette e colonnine.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Bisogna ricorrere a tutti gli strumenti a disposizione, come accaduto mesi fa quando furono sradicate alcune piante in via Argiro e i colpevoli furono immediatamente identificati. Arrendersi e dare la colpa solo all’inciviltà dei baresi è la solita scorciatoia», conclude Beppe Morelli.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Poche idee, apparentemente di non impossibile realizzazione, per rendere finalmente efficiente un servizio inefficiente. Se fossero prese nella giusta considerazione potrebbero rendere “Bariinbici” il punto cardine della mobilità sostenibile nel capoluogo pugliese e probabilmente scongiurare la chiusura a cui, a medio termine, sembra destinato.


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