di Marco Montrone

Sedie, carrelli e cassette: così a Bari si tutela il ''proprio'' posto auto
BARI – E’ un classico. In alcuni quartieri più popolari e popolosi di Bari, è facile imbattersi in sedie “parcheggiate” ai bordi delle strade, utilizzate come segnaposto per chi non ha alcuna voglia di fare mille giri per trovare il parcheggio alla propria auto.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un’”usanza” che ha a che fare non solo con la carenza di parcheggi all’interno della città, ma anche con un visione tutta barese della strada e del marciapiede antistante la propria casa. Di fatto tutto ciò che si trova davanti la porta della propria abitazione è considerata, a Bari, “cosa propria”. Se le donne quando fanno le pulizie lavano anche il “proprio” marciapiede, gli uomini pretendono il “proprio” posto auto.  

Purtroppo però molta gente non capisce questo chiaro concetto, magari perché viene da un quartiere che ha perso questo senso di “baresità” e quindi, forse anche in buona fede, spesso incorre nell’errore di occupare il parcheggio riservato al proprio padrone. Ci sarebbe da litigare. Ma proprio per evitare spiacevoli discussioni, molti pacifici baresi utilizzano il “metodo sedia”. L’oggetto normalmente usato per pranzare o riposarsi viene sistemato al bordo della strada, così da segnalare prontamente all’incauto “forestiero” che il posto auto non è pubblico come sembra ma, appunto, di proprietà privata.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Certo, le sedie servono però, non sempre è possibile utilizzarle per altri usi. Per questo il barese a volte si vede costretto a segnare il proprio parcheggio con cassette delle frutta, sdraio prendisole e perché no anche con carrelli della spesa. C’è chi ha brevettato addirittura un segnaposto d'eccezione: sedia con rotelle, tipo ufficio, facile da spostare, da tener ben ancorata con una catena al palo così da utilizzarla subito all’occorrenza (vedi foto galleria).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma la domanda sorge spontanea: e se un vigile, magari alle prime armi, dovesse non trovarsi d’accordo con questa lecita rivendicazione del proprio posto auto? Lo sappiamo, stiamo lavorando di fantasia, queste cose a Bari non avvengono, ma se mai ci dovesse essere un agente che volesse intervenire in difesa di quello strano concetto definito “cosa pubblica”, che potrebbe fare, multare delle sedie regolarmente parcheggiate?  Non hanno nemmeno la targa.

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