di Alessia Schiavone

Stazioni fantasma e binari morti: Sud barese, lì dove il treno non arriva
BARI – Il treno è il mezzo di trasporto per antonomasia, capace da due secoli a questa parte di accorciare le distanze tra le città e di avvicinare i popoli. E la stazione ferroviaria rimane luogo di passaggio e di incontri, spettatrice di interminabili addii e di storiche partenze e biglietto da visita di ogni città.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

O meglio, di quasi ogni città. Perché ad esempio in tutta l’area a sud di Bari, in quell’area geografica dove si susseguono paesi come Bitritto, Sannicandro di Bari, Cassano delle Murge e Santeramo in Colle, i treni e le stazioni rimangono un’utopia. Eppure si tratta di un’area abitata da più di 60mila persone, che però per raggiungere Bari non hanno che un’alternativa: i mezzi su strada, privati o pubblici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

In alcuni casi si sfiora il paradossale, perché se a Bitritto e Cassano la ferrovia non c’è mai stata e se a Santeramo qualche treno passa, ma solo per collegare paesi vicini (una specie di “corriera”), a Sannicandro le stazioni sono addirittura due, solo che sono inutilizzate e abbandonate in campagna (vedi foto galleria).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il nostro viaggio nei paesi del “no-treno” parte da Bitritto: 10 chilometri a sud di Bari. Qui è vent’anni che si parla del progetto di realizzare una struttura metropolitana efficiente che possa collegare il centro al capoluogo. Ma alle parole non sono mai seguiti i fatti. Ad oggi dunque, l'unico mezzo pubblico per raggiungere “la città” è un pullman (blu o verde/bianco) che fa tappa nel paese a intervalli di trenta minuti. Si tratta dello stesso mezzo che collega Bari a tutti i centri sopracitati, con tutta la lentezza conseguente, dovuta al traffico e alle numerose fermate.  

Raggiungiamo, cinque chilometri più a sud, Sannicandro di Bari. Arriviamo sulla via vecchia che collega il paese a Cassano, all'altezza dell’impresa Butan Gas. Qui, in prossimità di una strettissima strada di campagna, vive in solitudine la vecchia stazione di Sannicandro. Basta guardarla per ritornare indietro nel tempo e ritrovarsi catapultati improvvisamente negli anni 80. Una scatola rettangolare con facce di colore giallo, il nome del paese scritto a caratteri macro e le tipiche finestre ad arco dislocate su due piani.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma a rompere la magia di questo sogno “vintage”, ci sono le crepe nei muri, le persiane di legno ormai a pezzi, il cemento che chiude le porte. Della biglietteria invece rimane solo un cumulo di ruggine, lasciato lì a marcire chissà da quanti anni. Tra la strada e la struttura, si stende un basso fossato dove un tempo probabilmente passava il treno. Infatti tra vegetazione spontanea e ammassi di rifiuti ci sono resti di sedime, traversine e i pezzi di quello che in origine era un binario unico. Difatti solo un treno per volta poteva sostare davanti alla stazione. «C'era il funzionario addetto alla direzione del traffico sui binari che, munito di paletta, doveva accertarsi che il mezzo avesse lasciato la tratta prima di dare il via libera a un altro treno», ci spiega il 70enne Marino che ci accompagna alla ricerca di queste stazioni fantasma.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Secondo i racconti dei cittadini la vecchia stazione sarebbe stata abbandonata negli anni 90 dopo la realizzazione di una nuova, a doppi binari, che doveva servire ai pendolari che avrebbero dovuto lavorare nella zona industriale di Sannicandro, prossima all’espansione. Solo che nonostante le premesse di nuove fabbriche a Sannicandro non se ne videro mai e quindi la stazione appena realizzata dopo un periodo di attività chiuse anch’essa.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


La “nuova” stazione si trova a pochi metri dalla vecchia, sul lato destro della strada per Cassano. Si tratta di una struttura ben più grande che da lontano sembra perfettamente funzionante: i treni passano e i semafori sono accesi. Basta però avvicinarsi per notare i cancelli chiusi, la biglietteria murata e la strada praticamente deserta. È quindi impossibile accedere, la si può osservare solo da dietro le "sbarre". Ma questo è sufficiente per notare all'interno i diversi cartelli informativi e i graffiti colorati su alcune pareti. Non manca nemmeno il sottopassaggio: una ripida scalinata che scompare in un tunnel senza luce.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
«É in disuso da circa quindici anni, i treni infatti non si fermano- racconta un agricoltore della zona- anche se tecnici e addetti alla manutenzione continuano a venire periodicamente per i controlli. Oggi è la meta preferita di vandali e delinquenti, hanno devastato e rubato di tutto, da marmi pregiati, a rame a oggetti dell'arredamento, persino computer».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

La stazione ha funzionato per poco meno di un anno. Ai residenti di Sannicandro d’altronde non serve granché, visto che dista ben 6 chilometri dal centro abitato, da farsi tutti a piedi. Per raggiungere Bari si fa prima a prendere il pullman o tutt’al più ci si reca nella stazione di Bitetto, più vicina rispetto a quella del proprio paese. Ed è quello che i sannicandresi fanno tutt’ora, nonostante il bus ci metta in media mezz’ora per raggiungere il capoluogo, a fronte dei 15 chilometri di distanza.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Riprendiamo a questo punto il nostro viaggio, per percorrere altri 15 chilometri e giungere a Cassano delle Murge. Nel paese della Foresta Mercadante, i treni non sono mai passati. «A Cassano la stazione non c'è mai stata- spiega Ivana, residente in paese.- Certo il pullman funziona abbastanza bene per andare a Bari, ma avere un treno veloce sarebbe decisamente più comodo, soprattutto per arrivare nei pressi del mare».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Eh sì perché nonostante l’Adriatico qui sia lontano solo qualche decina di chilometri, la costa appare ben più lontana. O si dispone di un mezzo proprio, oppure per andarsi a fare un bagno ad esempio a Polignano, è necessario aspettare il pullman per Bari, farsi 45 minuti di viaggio, arrivare nella stazione centrale del capoluogo, aspettare il treno e poi soccombere ad altri 35 chilometri di tragitto. Un po’ troppo dispendioso in termini di tempo e di denaro. 

Non ci rimane che raggiungere l’ultima tappa del nostro viaggio: Santeramo in Colle, che si trova a 40 chilometri da Bari. Qui in realtà il treno si ferma, ma è un convoglio che collega solo alcuni paesi limitrofi. Infatti per raggiungere Bari è necessario prendere sempre il fatidico pullman. «Con il bus impiego un'ora e un quarto per raggiungere l'Università – ci dice la studentessa Angelica -. Sempre se non si trova traffico però, perché altrimenti l’attesa diventa ben più lunga e straziante. E c’è chi preferisce frequentare l'Università a Matera, in un'altra regione, piuttosto che sopportare tale martirio».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

“Questo fischio fugace gira il mondo e affratella le genti, rispondetegli intorno plaudenti, cospergete il gran carro di fior”, scriveva il poeta Emilio Praga in “La strada ferrata”. Un fischio, quello del treno, che i cittadini a sud di Bari, nel proprio paese, non hanno mai ascoltato.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
 
(Vedi galleria fotografica)

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Alessia Schiavone
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  • Beppe - Di sessanta anni addietro me la ricordo non si fermava mai un treno il capostazione si chiamava Trotti che faceva il campagnolo anzichè il ferroviere

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