di Barinedita

Bari, Villa Vera: ripresi i lavori per la demolizione dell'edificio liberty di via Amendola
BARI – Dopo una sospensione durata sei mesi, sono ripresi i lavori per l’abbattimento di Villa Vera, dimora liberty situata in via Amendola  nei pressi del Campus Universitario.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Mentre scriviamo si sta quindi provvedendo alla cancellazione della residenza di inizio 900, di cui ormai non rimane che lo scheletro. È stata infatti già demolita la monumentale scala a tre rampe che conduceva al piano nobile, cancellato il colore rosso che la contraddistingueva, distrutti tutti i fregi. Sono stati anche buttati a terra i due alti alberi che le facevano ombra. (Vedi foto galleria)

Pensare che dopo il nostro articolo del marzo scorso, in cui avevamo posto l’attenzione sul destino a cui stava andando incontro questo grazioso stabile, i lavori si erano fermati. Complice anche l’impugnazione da parte dell’Avvocatura di Stato della versione pugliese del “Piano Casa”, decreto che "invoglia" gli abbattimenti e le sostituzioni, visto che dà la possibilità di ricostruire aumentando il volume delle abitazioni preesistenti del 35%.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma nel luglio scorso il Governo ha rinunciato all’impugnazione (dopo che la Regione era corsa ai ripari con una modifica della normativa) e così le ruspe hanno potuto continuare nella loro opera, che porterà probabilmente all’edificazione su quel suolo di palazzi più moderni. In disuso da parecchio tempo, la villa era stata infatti recentemente acquisita da nuovi proprietari che avevano escluso la possibilità di restaurarla, avviando quindi la distruzione.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Un modus operandi al quale ormai, purtroppo, ci si sta abituando e che ha permesso la demolizione del palazzotto ottocentesco di via Calefati, della sede della Birra Peroni di via Amendola, dell’ex “fabbrica” di mandorle di Ceglie del Campo, del fabbricato di via Celso Ulpiani.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un qualcosa che è possibile a causa dell’assenza, a Bari, di vincoli paesaggistici e di piani urbanistici generali che consentano la salvaguardia degli antichi e preziosi edifici privati.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

(Vedi galleria fotografica di Giancarlo Liuzzi)


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  • Antonio Colavitti - Vergogna! Vergogna! Vergogna! ancora più vergognoso il silenzio di professionisti , associazioni culturali, membri di quartiere e/ o Animi Sensibili della Città, eufemisticamente così definiti, che già a suo tempo non hanno mai denunciato quanto succedeva e quanto andava fatto, quasi in attesa del risultato finalmente raggiunto, levantini della peggiore accezione e specie! Sveglia BARI! Sveglia! anime sensibili, vogliamo chiamarli così?
  • Alberto Ricciardi - Da decenni Bari continua ad essere depredata dei suoi edifici storici nella colpevole assenza delle istituzioni locali...che evidentemente continuano imperterrite a favorire i palazzinari! 'Donatori' di nuove ed anonime palazzine biancastre che continuano a sorgere in città come funghi, la morte dell'armonia architettonica cittadina...Che incredibile abuso! Scellerato Piano Casa, fatto su misura per costruttori senza scrupoli...Non è certamente così che si edifica la Bari del futuro, scempiando i quartieri e radendo al suolo le architetture eleganti del passato...che grande vergogna!
  • Emanuele Zambetta - Onore a Barinedita per la trattazione di questo tristissimo tema. Insomma, certe schifezze continuano a verificarsi. Che scempio! Povera storia di Bari!
  • Veritas - Pasolini diceva che la borghesia italiana è la più stupida, ignorante e analfabeta d'Europa, quindi Bari merita il primissimo posto in Italia. Il primo! Non è mai stata una "Milano del sud", nè ha mai avuto il sussiego rispettoso di certa Sicilia o Salento. Bari è una donnetta brutta, meschina, miserabile e avida, non ha nemmeno il temperamento estremo e il fascino brutale di Napoli. Una città gretta e mercantile, fatta di analfabeti arricchiti senza storia nè bellezza, attaccata al denaro come nessuno in Italia, e per la quale un termine derogatorio, "levantino", è stato appositamente coniato. Una città dove un palazzo barocco leccese, per fare esempio, verrebbe raso al suolo per un palazzaccio in cemento in quattro e quattr'otto. Del resto per l'abominevole Punta Perotti ci fu la gara ad aggiudicarsi gli appartamenti. Altro che la povera villa liberty: è l'intera Bari che va rasa al suolo, tanto non si perderebbe granchè, soprattutto a livello umano.


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