di Salvatore Schirone

Il Tar accoglie il ricorso: sospesi i lavori per l'ecomostro del porto
BARI - Chi l'ha dura la vince. E più dura di tutte si è mostrata la ferrea volonta del comitato "Parco del Castello" e delle associazioni scese in campo per fermare la costruzione della "nuova saracinesca sul mare". Partita in sordina lo scorso aprile, come un Davide contro Golia, la contestazione ha sfidato la granitica indifferenza delle istituzioni, conseguendo la sua prima vittoria.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

È stato infatti notificato oggi il decreto numero 01076/2014 con il quale il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) della Puglia ha accolto il ricorso presentato dal Comitato lo scorso 11 settembre, disponendo "l'immediata sospensione dei lavori in corso", rimandando al prossimo 15 ottobre "la trattazione collegiale" in camera di consiglio (il decreto nella galleria fotografica).

Il ricorso al Tar è stato l'estremo atto dopo le inutili richieste da parte delle associazioni e dello stesso Comune di Bari di riconsiderare la decisione di costruire una palazzina di ampliamento degli uffici del Provveditorato ai lavori pubblici di Puglia e Basilicata, nell'area demaniale del porto, proprio di fronte al Castello Svevo in un'area sottoposta ad un vincolo paesaggistico del 1930. Una costruzione ritenuta da molti oltremodo inutile, considerando la presenza di numerosi edifici pubblici abbandonati che potrebbero essere ristrutturati e opportunamente adibiti ad alloggiare tali uffici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.


Manifestazioni e raccolta di firme per una pubblica petizione non sono serviti a nulla. Il provveditore, Francesco Musci, forte dell'autorizzazione concessa dal Comune e del consenso unanime formnulato da tutti gli enti intervenuti alla conferenza dei servizi del 2010, aveva respinto decisamente ogni richiesta di sospensione dei lavori. Successivamente, anche la Soprintendenza ai beni culturali, sollecitata dalla stessa amministrazione comunale, aveva riconfermato la liceità di tale costruzione dichiarando praticamente decaduto il vincolo paesaggistico del 1930 in seguito alle "trasformazioni sostanziali che i luoghi hanno subito" nel corso del tempo".Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Tutto questo non ha scoraggiato il comitato cittadino che oggi finalmente esulta. È solo la vittoria di una prima battaglia, la lotta e ancora lunga. L'obiettivo è quello di restituire tutta l'area alla città per la realizzazione del grande sogno: il Parco del Castello, la più grande areare verde museale della città vecchia.


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